Il panteismo presente nell’Instrumentum laboris del Sinodo dell’Amazzonia è completamente fuori luogo e privo di senso teologico. Questo è quello che sembra dirci padre Dominic Allain in questo suo commento semplice ma profondamente vero, pubblicato sul Catholic Herald

Ve lo propongo nella mia traduzione. 

 

Indigeni dell’Amazzonia- (Credit: Paul Haring/CNS.) via Cruz Now

Indigeni dell’Amazzonia- (Credit: Paul Haring/CNS.) via Cruz Now

 

L’estate mi ha dato diverse opportunità di vedere il mare. Due nuovi luoghi che trasformano l’afflizione in grazia, a Perth e sulla Costa Azzurra, che si trovavano rispettivamente vicino all’Oceano Indiano e al Mediterraneo, e ho fatto in modo di avere alcuni momenti di grande pace in mezzo a un intenso lavoro. È stato lenitivo e propizio alla preghiera camminare in riva al mare e sentire, secondo le parole di Matteo Arnold, l’eterno “cominciare e cessare” delle maree, lasciando che il ritmo si calmasse e desse sollievo. Gli studi hanno dimostrato ciò che gli antichi sapevano comunque: che ci sono benefici per la salute dall’essere in riva al mare. I livelli di serotonina nel cervello migliorano. Il mare è la medicina naturale per lo stress, la depressione o la perdita.

In questo senso sono favorevole a “sentire il grido della terra” e a riconoscere come gli stili di vita di accumulo compulsivo e l’eccessivo ricorso alla tecnologia portano a uno sfruttamento eccessivo delle risorse e come tale stile di vita ci disumanizza. Ma sto lottando per capire lo strano mélange di gergo socio-economico e panteismo che caratterizza il documento di lavoro (Instrumentum laboris, ndr) per il prossimo mese del sinodo amazzonico. Affermazioni come “La diversità unica della regione amazzonica – biologica, religiosa e culturale – suggerisce una nuova Pentecoste” implicano che questa regione sia essa stessa un luogo di rivelazione, che la religione e la cultura dei popoli indigeni possano insegnare alla Chiesa qualcosa che non ha mai conosciuto.

Apparentemente una “dimensione cosmica dell’esperienza (cosmovivencia) palpita nelle famiglie” della regione, attingendo a “antiche conoscenze e pratiche tradizionali …. in armonia con Dio, la natura e la comunità”. Questa esperienza cosmica genera armonia “Tra i popoli, tra le generazioni, con la natura, in dialogo con gli spiriti”.

Che cos’è dunque la fede cattolica ancestrale quando si parla della creazione? La natura è fonte di rivelazione? Possiamo anche noi vivere in armonia con Dio ascoltando meglio i canti e le grida della terra?

L’esistenza di Dio è evidente nelle tracce di se stesso che ha lasciato nella Creazione, ma questo è un po’ come dire che tenere un fossile sia come avere un piccolo dinosauro. Dio è la fonte della creazione ed è presente in essa attraverso il suo Spirito Santo, che cerca la profondità di tutte le cose. Ma Egli trascende infinitamente la creazione, che può rivelare che cosa è Dio ma non chi sia. La presenza del divino, del trascendente, che deriva dall’esperienza umana delle maree o delle stelle o delle piante medicinali, può invitare alla riflessione spirituale che a sua volta può essere formulata in credenza religiosa.

Ma tale credenza non è una Pentecoste, ma solo un richiamo alla cura della creazione. Le idee non sono salvifiche. Le cosmologie indigene possono “palpitare” ma non salvano. Solo l’azione della Trinità nella Creazione salva e solo quell’azione ci permette di comprendere veramente la Creazione. La Parola è la vera luce che illumina ogni uomo, attraverso il quale e per il quale sono state fatte tutte le cose. Il fine, o scopo, del mondo creato non è quello di di perfezionarlo come la nostra casa comune né di penetrarne i segreti, ma quello di dare gloria a Dio, perché Cristo sia tutto in tutti.

Ora, potete dire: “la gloria di Dio è l’uomo pienamente vivo”. Ma questa è una mezza citazione. Sant’Ireneo ha aggiunto: “e la vita dell’uomo è la visione di Dio”. Questa visione vera e chiara di Dio non è rivelata alla saggezza indigena, alle sfrenate culture e alle sensibilità religiose. Non è stata rivelata nemmeno nella cultura o nella religione di Israele, il Popolo eletto. Si svela solo attraverso la rivelazione di Dio come Trinità quando il Padre ha mandato il suo Figlio e il suo Spirito che procede da entrambi, lo Spirito che guida la Chiesa a conoscere tutta la verità.

 

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