Torniamo sul tema “Fiducia Supplicans” con un post apparso sul sito di Philippe Ariño, uno tra i principali esponenti della Manif pour tous francese, un giornalista e saggista che ha passato anni a studiare la cultura gay contemporanea avendo lui stesso fin da bambino attrazione per le persone dello stesso sesso.

Dal 2011, ha deciso di vivere la sua sessualità in continenza secondo la Dottrina della Chiesa Cattolica come “dono totale a Dio” e raccontando la sua esperienza attraverso il suo sito e con un ciclo di conferenze. 

Qui sotto potete vedere una infuocata intervista rilasciata allo YouTuber EnriquísimoTV  dove sottolinea come su certi temi si scateni sempre la stessa guerra, tra la squadra della “Carità” e la squadra della “Verità” (incentrata sulla nozione di “peccato”) e accusa entrambi gli schieramenti di non voler approfondire cosa sia l’omosessualità per una persona cattolica con attrazione per lo stesso sesso. Nell’intervista racconta di aver provato più volte a contattare Papa Francesco sia con una delegazione che facendogli consegnare il suo libro “Omosessualità controcorrente”. In questo libro parla del desiderio omosessuale, di che cos’è, di come “conviverci” e di come parlarne, presentando anche la posizione della Chiesa cattolica sull’omosessualità per aiutare le persone che si sentono direttamente coinvolte dal desiderio omosessuale a orientare la propria vita e le relazioni con gli altri.


La maggior parte delle persone omosessuali aspetta una parola di Verità, anche se non sa chiederla.” (P. Ariño)

La traduzione è curata da Annarosa Rossetto.

 

 

Vedi il documento a questo link.

Bugia n. 1: Questa nuova benedizione non giustifica nulla, non promuove nulla.

«Infatti, attraverso queste benedizioni, […] non si intende legittimare nulla.» (§ 40)

FALSO. Essa promuove implicitamente l’atto omosessuale, l’unione omosessuale come coppia e come Amore (certamente lacunoso e non voluto dalla Chiesa… ma Amore comunque). Poiché nel testo non si parla della benedizione delle persone omosessuali prese singolarmente, o di ciascuna delle due persone che compongono la coppia omosessuale. No. È esplicitamente detto “benedizioni di coppie dello stesso sesso” (l’espressione è utilizzata 7 volte).

 

Bugia n. 2: Questa nuova benedizione non è sacramentale, né liturgica. (sottinteso, non giustifica la situazione delle persone che benedice… sotto il pretesto che è definita “non rituale”, “non liturgica”, “spontanea”, “non ufficiale”, “chiaramente distinta dalla forma del matrimonio”, “su iniziativa di ogni sacerdote”, e persino “biblica”).

«È da sottolineare che, proprio nel caso del rito del sacramento del matrimonio, non si tratta di una qualsiasi benedizione, ma del gesto riservato al ministro ordinato » (§ 6)

«evitando che diventino un atto liturgico o semi-liturgico, simile a un sacramento.» (§ 36) «che priverebbe i ministri della libertà e della spontaneità nell’accompagnamento pastorale della vita delle persone.» (§ 36)

«non devono necessariamente diventare una norma.» (§ 37)

«questa benedizione mai verrà svolta contestualmente ai riti civili di unione e nemmeno in relazione a essi. Neanche con degli abiti, gesti o parole propri di un matrimonio.»  (§ 39)

Ehm… viene comunque amministrata da un sacerdote, quindi da un ministro ordinato e che amministra anche i sacramenti, e che, quando benedice, di solito non menziona il male (in questo caso perché non lo vede nella pratica omosessuale fedele e rispettosa) e non menziona la via della conversione per uscire dall’atto peccaminoso (continenza e separazione della coppia). Quindi, concretamente, la sua benedizione giustificherà la coppia-atto omosessuale. Qualunque cosa si dica.

 

Bugia n. 3: Questa nuova benedizione non ha valore di sacramento quindi non ha nulla a che fare con il matrimonio.

«La presente Dichiarazione resta ferma sulla dottrina tradizionale della Chiesa circa il matrimonio, non ammettendo nessun tipo di rito liturgico o benedizioni simili a un rito liturgico che possano creare confusione. » (Introduzione)

«Perciò sono inammissibili riti e preghiere che possano creare confusione tra ciò che è costitutivo del matrimonio, quale «unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli»,[6] e ciò che lo contraddice. Questa convinzione è fondata sulla perenne dottrina cattolica del matrimonio. Soltanto in questo contesto i rapporti sessuali trovano il loro senso naturale, adeguato e pienamente umano. La dottrina della Chiesa su questo punto resta ferma.» (§ 4)

FALSO. Essa è il primo passo. È già un ufficializzazione e un riconoscimento tacito e religioso della coppia omosessuale. Il testo ci dice che la benedizione non è un matrimonio e si dichiara “fermo” su questo punto. Ehm… Nelle intenzioni e nelle fantasie, nella richiesta di coloro che vogliono essere benedetti, così come nella mente del sacerdote che li benedice, sì, è una benedizione coniugale e nuziale, è un riconoscimento ecclesiastico e una dichiarazione d’amore divino. Simbolicamente, è sognata come un matrimonio religioso. Bisogna guardare al valore simbolico di una legge o di un rituale. Perché è una realtà che, dopo un po’ di tempo, può divorare il vero sacramento primario che inizialmente pretendeva di essere una imitazione e al quale inizialmente pretendeva di rinunciare. In questo caso, Papa Francesco cade nella stessa trappola del sacramentalismo del matrimonio gay. Per proteggere il matrimonio-sacramento, ha pensato che concedere l’Unione Civile omosessuale fosse una consolazione e un efficace mezzo di diversione: errore. È la stessa legge! Nelle intenzioni e concretamente: l’Unione Civile è diventata il matrimonio gay! Succederà lo stesso per le benedizioni omosessuali: il Papa le concede alle coppie omosessuali affinché non tocchino il matrimonio-sacramento. Cattiva strategia: le coppie benedette tra poco vorranno che la Chiesa riconosca ufficialmente il loro “Amore”, che Dio riconosca il loro “Amore”, e che i sacerdoti li sposino invece semplicemente  di benedirli clandestinamente. Il sacramentalismo è una tentazione e un peccato terribile.

 

Bugia n. 4: Le benedizioni tradizionali non saranno distorte dalle nuove benedizioni.

«la chiarezza di questo documento e la sua coerenza con il costante insegnamento della Chiesa » (§ 3)

«La risposta del Santo Padre menzionata sopra, d’altra parte, ci invita a fare lo sforzo di ampliare ed arricchire il senso delle benedizioni. Le benedizioni possono essere considerate tra i sacramentali più diffusi e in continua evoluzione.» (§ 7 e 8)

FALSO. La benedizione religiosa è sempre personale (poiché si rivolge a persone). Non collettiva. Ora questa nuova benedizione toglie alle benedizioni valide il loro carattere intrinsecamente individuale, poiché si rivolge a coppie. Approva gli atti e non più semplicemente le persone. Le distorce. Di conseguenza, distorce le vere benedizioni religiose.

 

Bugia n. 5: Questa nuova benedizione non è normativa, ufficiale: a causa della sua discrezione e del suo carattere opzionale.

«Non si deve né promuovere né prevedere un rituale per le benedizioni di coppie in una situazione irregolare, ma non si deve neppure impedire o proibire la vicinanza della Chiesa ad ogni situazione in cui si chieda l’aiuto di Dio attraverso una semplice benedizione. » (§ 38)

«Ad ogni modo, proprio per evitare qualsiasi forma di confusione o di scandalo, quando la preghiera di benedizione, benché espressa al di fuori dei riti previsti dai libri liturgici, sia chiesta da una coppia in una situazione irregolare, questa benedizione mai verrà svolta contestualmente ai riti civili di unione e nemmeno in relazione a essi. Neanche con degli abiti, gesti o parole propri di un matrimonio. Lo stesso vale quando la benedizione è richiesta da una coppia dello stesso sesso.» (§ 39)

FALSO. È una opzione pubblica, di massa e universale. E approvata dal Papa e dal Dicastero.

 

Bugia n. 6: Questa nuova benedizione è biblica e cristica.

«Questa è anche la comprensione del matrimonio offerta dal Vangelo.» (§ 5)

«Per riflettere sulle benedizioni, raccogliendo diversi punti di vista, abbiamo bisogno di lasciarci illuminare anzitutto dalla voce della Sacra Scrittura.» (§ 14)

Ehm… Non ho mai visto Gesù benedire coppie adultere o omosessuali.

 

Bugia n. 7: Questa nuova benedizione è un aiuto o una richiesta di aiuto.

«Per questa ragione non si deve né promuovere né prevedere un rituale per le benedizioni di coppie in una situazione irregolare, ma non si deve neppure impedire o proibire la vicinanza della Chiesa ad ogni situazione in cui si chieda l’aiuto di Dio attraverso una semplice benedizione. Nella breve preghiera che può precedere questa benedizione spontanea, il ministro ordinato potrebbe chiedere per costoro la pace, la salute, uno spirito di pazienza, dialogo ed aiuto vicendevole, ma anche la luce e la forza di Dio per poter compiere pienamente la sua volontà.» (§ 38)

FALSO. È una richiesta di approvazione, consenso e adesione. Non di aiuto. Lo stesso vale per i sacerdoti che benedicono le coppie omosessuali. Non vogliono semplicemente aiutare le coppie che benedicono né dar loro la forza divina per lasciarsi e obbedire alla volontà del Signore. Quanta ipocrisia… Credono nell’ “Amore omosessuale” e desiderano persino viverlo per interposta persona!

 

Bugia n. 8: Questa nuova benedizione è un modo per dire agli omosessuali che la Chiesa e Dio li amano.

(vedi paragrafi dei “cuoricini ovunque”…)

«attraverso queste benedizioni che vengono impartite non attraverso le forme rituali proprie della liturgia, bensì come espressione del cuore materno della Chiesa» (§ 40)

«La Chiesa è così il sacramento dell’amore infinito di Dio.» (§ 43)

«Qualsiasi benedizione sarà l’occasione per un rinnovato annuncio del kerygma, un invito ad avvicinarsi sempre di più all’amore di Cristo. Papa Benedetto XVI insegnava: “Come Maria, la Chiesa è mediatrice della benedizione di Dio per il mondo”» (§ 44)

FALSO. Nel documento, da un lato, la coppia omosessuale è assimilata alla coppia adultera. Ora, l’adulterio è una scelta. Non così la tendenza omosessuale. Grazie dell’omofobia. D’altro lato, amarci significa nominare il male, chiederci la continenza, ma in cambio, ascoltarci, accoglierci, offrirci i mezzi di un apostolato di Fuoco, e riconoscervi pubblicamente come omofobi(*) senza esitazione, confessando umilmente e consapevolmente che finora non ci avete amato. Papa Francesco non mi ha mai invitato né telefonato.

 

 

(*) per Arino il significato della parola “omofobia” è quello etimologico di “paura delle persone omosessuali”: la Chiesa, secondo lui, ha sempre affrontato la questione dell’attrazione omosessuale senza ascoltare davvero le persone che la vivono nella loro carne alla luce del Magistero.

 

 

 

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