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di Sabino Paciolla
La sera del 25 settembre 2026 lo Stade de France, tempio abitualmente riservato alle grandi manifestazioni sportive e musicali, si è trasformato in un enorme luogo di preghiera. Circa 80.000 giovani, provenienti da Parigi e da diverse parti della Francia, hanno partecipato alla veglia con Papa Leone XIV, dando vita a uno degli appuntamenti più intensi e spiritualmente significativi della visita del Pontefice nel Paese. Le fonti descrivono una partecipazione composta soprattutto da giovani tra i 17 e i 35 anni, provenienti da ambienti sociali, professionali ed ecclesiali molto differenti.
Lo spettacolo esteriore è stato imponente: musica, testimonianze, rappresentazioni dedicate ai santi francesi, centinaia di figuranti, cavalli, luci, telefoni accesi sugli spalti e, al termine, fuochi d’artificio. Vatican News restituisce efficacemente l’atmosfera dello stadio:
«Mani e piedi che battono a tamburo sugli spalti. Braccia alzate, occhi chiusi, torce dei telefonini accese».
Le Monde, da una prospettiva laica, registra la forza insolita dell’accoglienza: quasi 80.000 giovani hanno riempito lo stadio:
«accogliendo il capo della Chiesa cattolica come una rock star».
Un altro reportage di Le Monde, seguendo i ragazzi già prima dell’ingresso allo stadio, descrive una gioventù attraversata da un’energia normalmente associata ai grandi concerti musicali.
«Non sembra tanto una veglia nel vecchio senso cattolico, con chitarre e sorrisi forzati, quanto piuttosto l’arrivo a un concerto di Taylor Swift, senza i braccialetti, ma con magliette da calcio che celebrano il “Papa numero 14” e, soprattutto, un’energia inesauribile.»
Ma tutti gli articoli, pur con sensibilità differenti, sottolineano che ridurre la serata alla dimensione dello spettacolo significherebbe perderne il significato. kath.net, che insiste particolarmente su questo aspetto. Infatti scrive:
«Un’atmosfera di festa, la presenza di una superstar mondiale, cavalli veri nello stadio, musica coinvolgente e fuochi d’artificio: questa è l’impressione che un osservatore occasionale potrebbe ricavare dalla veglia giovanile allo Stade de France di Parigi. E in effetti, tutti questi elementi erano presenti. Certo, forse la “superstar mondiale” – Papa Leone XIV – era vestito in modo insolito, ma un abbigliamento insolito non è poi così raro per le celebrità. Tuttavia, questa visione superficiale non coglierebbe l’essenza di questo evento straordinario. La verità essenziale probabilmente rimaneva celata agli osservatori superficiali, a meno che non avessero almeno timidamente aperto i loro cuori al mistero di Dio. Perché “solo con il cuore si può vedere bene”: questa celebre massima del francese Antoine de Saint-Exupéry coglie perfettamente l’essenza della questione.»
Dietro quella vitalità, tuttavia, emergeva una domanda religiosa. Una giovane, Inès, parlando a nome dei partecipanti, ha sintetizzato ciò che stava avvenendo con parole riprese da Vatican News:
«un autentico desiderio di Dio, una sete di fede, una ricerca di Cristo».
Tutta questa espressione di gioiosa fede giovanile ha colpito e sicuramente interrogato la grande stampa francese ma anche una Francia che appare profondamente secolarizzata.
Lo stesso Le Figaro, ripreso dall’ANSA, apre il suo editoriale in questo modo:
«chi sono questi 80.000 giovani che per ore hanno riempito lo Stade de France di vitalità, fervore, canti, speranza? Cosa spinge, in una Francia disorientata, preda della violenza, questi adolescenti e questi giovani adulti a Saint-Denis per la semplice gioia di ascoltare il Santo Padre e contemplare al suo fianco la storia cristiana della Francia ricca di questi grandi santi ai quali fa così spesso riferimento?”. “Da dove vengono tutti questi pellegrini?” si chiede il quotidiano, “Non vengono né da Marte né dall’Antichità, ma seguono questa inestinguibile sete di più grande che abita, da sempre, il cuore degli uomini».
Ed è proprio alla sete di libertà, verità e significato dei giovani francesi che Leone XIV ha rivolto la propria meditazione. Il Papa ha legato la vera libertà non all’assenza di vincoli, ma al rapporto con Cristo. Nel testo ufficiale dell’intervento si legge:
«Qual è dunque la fonte della vera libertà? Gesù ce lo indica chiaramente quando ci dice che è la verità che ci renderà liberi (cfr Gv 8,32); e che la Verità è Lui stesso (cfr Gv 14,6). Ecco, quindi, la fonte della vera libertà: il rapporto vivente con Gesù.».
Altro tema centrale è stato quello del combattimento cristiano. Il Papa ha invitato i giovani a lottare contro ciò che divide gli uomini e promette una felicità che poi sottrae, precisando però radicalmente la natura di questa lotta. RaiNews mette in evidenza uno dei passaggi più forti:
«Il nostro combattimento non è una lotta contro gli altri, non ricorre alle armi della violenza, del disprezzo o dell’oppressione. La nostra unica arma è quella dell’amore che si dona.»
Tuttavia, l’immagine destinata probabilmente a rimanere più impressa della serata è arrivata alla conclusione. Dopo la preghiera, la benedizione e prima dei fuochi d’artificio, ottantamila giovani hanno cantato insieme al Papa la Salve Regina in latino.
Anche kath.net considera proprio quel momento la chiave simbolica dell’intera serata: dopo una manifestazione che aveva utilizzato i linguaggi contemporanei dello spettacolo, l’esito non è stato un brano pop o una celebrazione del Papa, ma una preghiera tradizionale rivolta alla Vergine.
Questa conclusione ha colpito anche il cronista de Le Courrier des Stratèges, il quale ha scritto che alla fine i giovani hanno cantato «un’antifona latina risalente a quasi mille anni fa, la Salve Regina».
E poi scrive:
«Questo non è un inno di vittoria. È il canto di persone che sanno di non essere a casa.
Questo è ciò che ottantamila giovani francesi hanno cantato al termine di una serata pensata per esaltarli. Era stato loro offerto il poema epico dei santi, la luce, l’acclamazione, i loro canti. Alla fine hanno detto di essere in esilio e di piangere. C’è una verità in questo che non riesco a spiegare del tutto, e che mi ha colpito più di ogni altra cosa.».
Mi pare giusto, a conclusione di questo articolo, invitare il lettore di questo blog a guardare questa stupenda e impressionante clip:
(il video si vede cliccando sul pulsante bianco su cui è scritto: “guarda il video su Youtube”)




















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