Donald Trump GettyImages
Donald Trump GettyImages

 

 

di Sabino Paciolla

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sabato la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, descrivendo l’operazione come “una delle dimostrazioni più sorprendenti, efficaci e potenti dell’esercito americano”. L’annuncio è stato fatto durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago, dove Trump ha fornito dettagli sull’operazione militare che ha destituito il leader venezuelano.

I dettagli dell’operazione

Secondo quanto riferito da Trump, l’operazione si è svolta senza perdite americane. Il presidente ha sottolineato che “non è stato ucciso nemmeno un militare americano e non è andato perso nemmeno un pezzo di equipaggiamento americano, nonostante fossero coinvolti molti elicotteri, molti aerei e molte persone in quella battaglia”, riporta Tyler Durden su ZeroHedge. Trump ha descritto l’azione come “un assalto spettacolare, un assalto come non se ne vedevano dalla Seconda guerra mondiale”, sottolineando la portata dell’impiego della potenza militare americana.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha rivelato che l’operazione ha richiesto mesi di preparazione, definendola “il culmine di mesi di pianificazione e prove, un’operazione che, francamente, solo l’esercito degli Stati Uniti poteva intraprendere”. Trump stesso ha ammesso nell’intervista alla Fox News che l’attacco era stato inizialmente pianificato per quattro giorni prima, ma il tempo “non era perfetto. Il tempo deve essere perfetto”.

La capitale venezuelana Caracas è stata colpita durante la notte da un’operazione che ha causato ingenti danni alle infrastrutture e interruzioni di corrente. Le prime notizie suggerivano non solo attacchi aerei statunitensi, ma anche truppe delle forze speciali sul terreno a Caracas.

La cattura di Maduro e le accuse

Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati e sono ora in viaggio verso New York per affrontare un processo. Il procuratore generale Pam Bondi ha confermato che Maduro sarà incriminato con diverse accuse gravi, tra cui cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi contro gli Stati Uniti.

Trump ha rivelato che nei giorni precedenti l’operazione, Maduro aveva tentato di negoziare: “Alla fine voleva negoziare, ma io non volevo”, ha dichiarato il presidente, aggiungendo di aver detto a Maduro che doveva “arrendersi”. Secondo Trump, Maduro era “vicino, ma alla fine… abbiamo dovuto fare qualcosa di molto più chirurgico, molto più potente”, riporta Ben Johansen su Politico.

I due leader sono stati portati via dal Venezuela a bordo della USS Iwo Jima, una nave da guerra della Marina degli Stati Uniti, e saranno diretti a New York per il processo.

Piani per il futuro del Venezuela

Trump ha annunciato che gli Stati Uniti “governeranno il Paese fino a quando non sarà possibile effettuare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa”. Ha spiegato che “non vogliamo essere coinvolti nell’insediamento di qualcun altro che porti alla stessa situazione che abbiamo avuto negli ultimi lunghi anni” e che “non possiamo correre il rischio che qualcun altro prenda il controllo del Venezuela senza avere a cuore il bene del popolo venezuelano”, continua Politico.

Un aspetto cruciale dei piani americani riguarda il settore petrolifero venezuelano. Trump ha dichiarato che consentirà alle compagnie petrolifere americane di entrare in Venezuela per sfruttarne le enormi riserve di greggio: “Faremo entrare le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, le più grandi al mondo, che investiranno miliardi di dollari per riparare le infrastrutture gravemente danneggiate, le infrastrutture petrolifere, e inizieranno a fare soldi per il Paese”.

Reazioni internazionali e minacce

Il raid notturno ha provocato reazioni contrastanti a livello internazionale. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha descritto le azioni di Washington come un “attacco alla sovranità” dell’America Latina, affermando che provocheranno una crisi umanitaria. Trump non ha risparmiato critiche a Petro, dicendo che “produce cocaina e la spedisce negli Stati Uniti, quindi deve stare attento”.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha lanciato quello che sembra un avvertimento diretto a Cuba: “Se fossi al potere a Cuba, in questo momento sarei molto preoccupato”.

Contesto e reazioni politiche

Questa operazione conclude una campagna di pressione durata mesi da parte dell’amministrazione Trump contro il Venezuela, iniziata a settembre con attacchi militari nel Mar dei Caraibi contro presunti trafficanti di droga. All’epoca, Trump aveva affermato che gli Stati Uniti erano concentrati sul fermare il flusso di droga e “non parlavano” di un cambio di regime.

Le reazioni negli Stati Uniti sono state polarizzate. I democratici al Campidoglio hanno criticato la mossa, affermando che era stata compiuta senza l’autorizzazione o la consultazione del Congresso. Tuttavia, alcuni falchi repubblicani, in particolare quelli della Florida, hanno elogiato Trump. Persino Steve Bannon, solitamente contrario a un maggiore coinvolgimento militare degli Stati Uniti, ha definito i raid “audaci e brillanti”.

Trump non ha voluto specificare se gli Stati Uniti sosterranno la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, che lo scorso anno ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace e lo ha dedicato a Trump.

ZeroHedge riporta la traduzione in inglese del comunicato emesso dalla dissidente Maria Corina Machado in un post su X. L’ora della libertà del Venezuela è arrivata, ha scritto la dissidente venezuelana , mentre il leader dell’opposizione Edmundo Gonzalez ha affermato: “Siamo pronti per la ricostruzione della nostra nazione”.

La dichiarazione di María Corina Machado invita a realizzare una transizione democratica in Venezuela.

Venezuelani,
L’ORA DELLA LIBERTÀ è arrivata!
Da oggi Nicolás Maduro dovrà rispondere davanti alla giustizia internazionale dei crimini atroci commessi contro i venezuelani e contro i cittadini di molte altre nazioni. Di fronte al suo rifiuto di accettare una soluzione negoziata, il governo degli Stati Uniti ha mantenuto la promessa di far rispettare la legge.
È giunto il momento che la sovranità popolare e la sovranità nazionale prevalgano nel nostro Paese. Ripristineremo l’ordine, libereremo i prigionieri politici, costruiremo una nazione eccezionale e riporteremo a casa i nostri figli.
Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato tutto e ne è valsa la pena. Ciò che doveva accadere sta accadendo.
Questo è il momento dei cittadini. Di quelli di noi che il 28 luglio hanno rischiato tutto per la democrazia. Di quelli che hanno eletto Edmundo González Urrutia come legittimo presidente del Venezuela, che deve assumere immediatamente il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come comandante in capo delle forze armate nazionali da tutti gli ufficiali e le truppe che prestano servizio in esse.
Oggi siamo pronti a far rispettare il nostro mandato e a prendere il potere. Restiamo vigili, attivi e organizzati fino al raggiungimento della transizione democratica. Una transizione che ha bisogno di TUTTI noi.
Ai venezuelani all’interno del Paese: siate pronti ad agire in base a quanto comunicheremo molto presto attraverso i nostri canali ufficiali.
Ai venezuelani all’estero: abbiamo bisogno che vi mobilitiate, coinvolgendo i governi e i cittadini di tutto il mondo e impegnandoli ora nel grande compito di ricostruire il nuovo Venezuela.
In queste ore decisive, ricevete tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio affetto. Restiamo vigili e in contatto.
IL VENEZUELA SARÀ LIBERO!
Andiamo avanti mano nella mano con Dio, fino alla fine.
[Firma]
María Corina Machado

 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 

Facebook Comments