Foto: bandiera LGBT

Foto: bandiera LGBT

 

 

di Wanda Massa

 

Il 19 giugno scorso il senatore Pillon scriveva sul suo profilo facebook:

Non solo 6 anni di galera, non solo risarcimenti astronomici, non solo lavori gratuiti per le associazioni LGBTQ… Ai condannati per omofobia sarà tolta la patente, sarà revocato il passaporto e ogni altro documento valido per l’espatrio, sarà tolta la licenza di caccia e dopo la galera dovranno osservare il coprifuoco rientrando a casa al tramonto.
Mancano solo 20 frustate e l’esilio, e poi abbiamo visto tutto.
Questo è il concetto di libertà di Zan, Scalfarotto, Boldrini & company.
Dovreste solo dimettervi dal Parlamento e vergognarvi per aver anche solo pensato cose del genere.
Fate girare questo messaggio perché non lo troverete certo sui giornaloni.
Sabato 11 luglio tutti in piazza
.”

A dimostrazione della veridicità delle sue affermazioni il post era accompagnato dalla relativa foto della pagina del Progetto di Legge.

Il giorno dopo il Giornale ha ripreso la notizia (qui), mentre, come prevedeva il senatore Pillon, tutte le principali testate giornalistiche e i vari media l’hanno bellamente ignorata.

Proposta legge su Omofobia

 

Leggere le allucinanti sanzioni previste per il reato di omostransfobia ha destato sconcerto e indignazione, ma anche incredulità, trattandosi di misure di una violenza inaudita, frutto avvelenato di una malcelata ideologia.

Molti hanno quindi cercato su internet la documentazione del pdl Zan, per sincerarsi della veridicità di una notizia così incredibile, da sembrare inventata.

Abbiamo scoperto così che sul sito del governo è pubblicata la versione del disegno di legge, presentata il 2 maggio 2018, che non riporta nessuna delle misure riferite da Pillon.

Tuttavia, anche la completa assenza di smentite o di articoli che bollassero l’intervento del senatore leghista col marchio d’infamia di fake news avvaloravano la fondatezza della notizia, così da indurci a proseguire nella ricerca del famigerato documento in rete.

Oggi finalmente abbiamo trovato il link, dov’è possibile leggere e scaricare il documento che riporta le “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere A.C 569” n.217 del 23 ottobre 2019 (qui), che alla pagina 11, riporta testualmente: “A completamento della legislazione di contrasto delle discriminazioni, occorre infine richiamare il decreto-legge 122/1993 (c.d. Legge Mancino), il cui contenuto è confluito nel codice penale solo limitatamente all’aggravante dell’art. 604-ter.  Sono tuttora disciplinate dal decreto-legge (articolo 1) le sanzioni accessorie in caso di condanna per discriminazione: dall’obbligo di prestare un’attività non retribuita a favore della collettività all’obbligo di permanenza in casa entro orari determinati; dalla sospensione della patente di guida o del passaporto al divieto di detenzione di armi, al divieto di partecipare, in qualsiasi forma, ad attività di propaganda elettorale”.

Come mai è stato così difficile per noi cittadini scovare il disegno di legge Zan, cui si riferiva Pillon? Forse perché le misure previste sono tanto repressive e sproporzionate da spaventare il comune cittadino?

E’ invece importante sapere a cosa andremmo incontro se la proposta di legge Zan venisse approvata.

Invitiamo perciò ancora una volta tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese ad aderire all’iniziativa #restiamoliberi: 100 piazze contro il ddl Zan perché non veniamo costretti, pena la morte civile, ad aggiungere alla mascherina sanitaria, un bavaglio ideologico, che annienterebbe ogni libertà di pensiero ed espressione, come sapientemente descritto in vari articoli pubblicati su questo blog. (rif. https://www.youtube.com/watch?v=nSXqeQUtmLQ)

 

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