di Miguel Cuartero Samperi

 

Con l’arrivo della cosiddetta “variante omicron” si entra in una fase molto delicata che metterà a dura prova il governo mentre è alle prese con l’elezione del presidente della Repubblica.

Il governo italiano ha puntato tutto sul vaccino considerandolo l’unica arma efficace per sconfiggere la Covid19. Per questo, oltre all’obbligo del green pass come certificato di “buona condotta civica”, ha imposto ad alcune categorie di lavoratori (sanitari, forze dell’ordine e insegnanti) di sottoporsi al trattamento sanitario vaccinale pena l’esclusione dal lavoro e la sospensione dello stipendio.

Ai vaccinati è stato promesso che non avrebbero contratto il virus cinese e che non lo avrebbero trasmesso in nessun caso. Così, con granitica sicurezza, affermava il virologo televisivo Roberto Burioni in un celebre tweet (“invecchiato male”, come si dice): “Gira la notizia che i vaccinati sono protetti ma che possono trasmettere la malattia. QUESTO NON È VERO. Chi è vaccinato non può essere infettato e NON PUÒ trasmettere la malattia”.

Ai vaccinati oltre alla promessa di una totale immunizzazione è stata concessa la libera circolazione con un green pass a 12 messi che permetteva loro di muoversi senza preoccupazioni e di frequentare ogni luogo pubblico con la promessa di sentirsi sempre protetto. Una promessa rivelatasi fallace come dimostrano i dati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. La variante omicron ha infatti scatenato una “pandemia dei vaccinati”, o quantomeno una pandemia che non fa distinzione tra chi possiede la tessera verde governativa e chi non la possiede.

La nuova variante ha dunque dimostrato il fallimento della campagna vaccinale palesando le false promesse del governo Draghi e Mattarella. Le promesse di immunizzazione si sono rivelate false visto che la cosiddetta copertura si è vista mano a mano decadere sia nella sua estensione temporale che nella sua efficacia.

Una situazione prevedibile stando anche alle ultime misure politiche che hanno depotenziato il green pass da vaccino di fronte all’evidenza scientifica che la copertura temporale non corrisponde all’effettiva efficacia del siero sperimentale. Da una copertura di 12 mesi si è infatti passato, per decreto, a 9 mesi. E ora si pensa ad un green pass valido per soli 6 mesi se non addirittura 5 mesi e un richiamo con terza dose già dopo 4 mesi. Una misura che provocherà un cambio radicale nella somministrazione del vaccino per il prossimo futuro: il passaggio ad una vaccinazione perpetua con almeno tre somministrazioni annue. Per lo meno fino a che non venga scoperto un vaccino contro il coronavirus.

L’impennata dei contagi tra i vaccinati ha reso la situazione estremamente delicata per il governo che continua però a considerare il vaccino la “via maestra” per sconfiggere il virus. Per questo ha imposto la misura del “super green pass” per frequentare posti di svago e di cultura come cinema, teatri e persino per il caffè al bancone del bar, rafforzando così un sistema pensato, non per motivi sanitari ma politici, un sistema nato per forzare la popolazione alla vaccinazione. L’arma del green pass (ora “super”) ha infatti forzato molti italiani ad accedere alla vaccinazione per ottenere la libertà di movimento, tuttavia oggi assistiamo a una palese smentita delle promesse di immunizzazione con centinaia e migliaia di vaccinati con due o tre dosi chiusi in casa perché positivi, tanto da spingere i virologi “influenti” (o influencer) a chiedere un cambiamento radicale nella modalità di quarantena per evitare di bloccare il paese a causa della variante omicron. Chiedono più indulgenza verso i vaccinati positivi. Peccato che ora siano loro (in quanto positivi) a rappresentare il veicolo di contagio più pericoloso. In base a quale evidenza scientifica un vaccinato, capace di assumere e trasmettere il virus, non dovrebbe osservare la quarantena solo perché iscritto al piano vaccinale del governo?

Ma se da una parte aumentano i contagi e si moltiplicano le quarantene (anche dei vaccinati), la nuova variante non sembra portare a conseguenze così devastanti da giustificare lo stato di terrore propagandato dai media. A questo proposito il virologo italiano Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, ha affermato che sulla variante Omicron è necessario recuperare “una discussione seria, pacata, pragmatica e basata sui fatti” per uscire dall’ “isteria collettiva”.

E mentre la frattura sociale è a livelli insostenibili, la gestione della pandemia diventa ora estremamente difficile con vaccinati ad ingolfare le poche farmacie che vendono tamponi rapidi che stanno ormai diventando introvabili. Ma il governo non sembra intenzionato a fare retromarcia, al contrario, mira a “punire” i non vaccinati con quarantene, lockdown o coprifuoco mirati mentre invita la popolazione ad “evitare il contatto coi non vaccinati” durante le feste di fine anno.

Il progressivo rafforzamento delle limitazioni per non vaccinati assieme alla necessità di tamponi e quarantene per i vaccinati provocherà un punto di non ritorno dal quale sarà difficile rialzarsi se non con totale reset delle misure adottate fin’ora, cosa improbabile se al comando resterà il premier Draghi con l’appoggio del Partito Democratico (col centrodestra pronto a cambiare pelle non appena sarà necessario).

Ora sarebbe il momento adatto per il governo di concedere una tregua al paese prendere atto che che sono state adottate misure politiche inefficaci, che non hanno contenuto né debellato la malattia ma hanno contribuito a creare un clima di terrore esasperando la tensione sociale; un danno nel tessuto sociale che solo un ritorno alla normalità potrebbe riparare. Così ha chiesto in queste ore Mario Adinolfila cessazione definitiva dello stato di emergenza per il mese di marzo e la fine della stagione dell’allarmismo e dell’angoscia; aprire il momento della pacificazione nazionale col “reintegro sul posto di lavoro tutti i sospesi in via cautelativa perché sprovvisti di green pass”.

Misure che il governo non sembra intenzionato ad adottare mentre studia ulteriori restrizioni per i non vaccinati e alleggerimento delle misure per chi è vaccinato. Stando alle percentuali di coloro che si sono fidati delle false promesse di libertà e ora si trovano chiusi in casa, è palese che il governo tema una rivolta e tenti di salvare il salvabile spostando la colpa sui non vaccinati, che la propaganda mediatica ha contribuito ad additare come la causa di tutti i mali. Nel frattempo lo stato di emergenza (previsto fino al 31 dicembre) è stato prorogato fino al 31 marzo. Forse per tentare di “salvare la Pasqua”?

 

 

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