A proposito di Omicron 5, rilanciamo l’intervista a Giulio Tarro, a cura di Americo Mascarucci, pubblicata su Lo Speciale

 

Prof. Giulio Tarro
Prof. Giulio Tarro

 

La sottovariante di Omicron BA.5 in Portogallo sta spingendo verso l’alto la curva della pandemia di Covid-19. La sua presenza è stata rilevata anche in Italia a fine maggio dall’Istituto Superiore di Sanità, con un numero di sequenze pari allo 0,41% di quelle totali del virus SarsCoV2 rilevate. Gli esperti si dicono preoccupati per lo sviluppo della sotto variante e temono nuove ondate in autunno. Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova ha detto: “Io non credo che Omicron 5 comprometterà l’estate. E’ chiaro che la super circolazione che avverrà in estate in Europa ci porterà nel prossimo autunno ad avere Omicron 4 e 5 che saranno predominanti e quindi dovremo tutti insieme sperare che i risultati che arriveranno tra qualche settimana sui vaccini orientati a queste varianti funzionino. Così ad ottobre ci vaccineremo”. Non è dello stesso avviso il virologo Giulio Tarro primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli, allievo di Albert Sabin, inventore del vaccino contro la poliomielite, e proclamato miglior virologo dell’anno nel 2018 dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo.

In Portogallo sta divampando la sottovariante Omicron BA.5. Dicono che sia molto più contagiosa di quelle finora conosciute e c’è allarme in Europa dal momento che sta prendendo piede anche in Germania. Dobbiamo preoccuparci anche noi?

“Faccio davvero fatica a stare dietro a tutti questi allarmismi. Queste varianti e sotto varianti provengono tutte dal Sud Africa e circolavano quando da noi le stagioni erano diverse. Eppure gli africani hanno sempre dichiarato di non avere problemi e di essere in grado di gestire adeguatamente la situazione perché, pur essendo più contagiose, queste varianti erano meno virulenti. I governi africani avvisarono pure l’Occidente che la situazione era sotto controllo e che quindi era inutile tutto l’allarmismo che si faceva da noi”.

Eppure adesso sembra che in Portogallo la situazione stia peggiorando

“Se una variante si trasmette più facilmente ma non è letale mi domando dove sia il problema. Non mi sembra che i portoghesi stiano facendo tutti questi drammi sinceramente. Non vorrei che ancora una volta il caos lo stiano creando i media”.

Alcuni esperti sostengono che le sottovarianti BA.4 e BA.5 possiedono una mutazione che è in grado di adattare la struttura della proteina Spike, con la quale il virus aggancia le cellule umane. E c’è chi già parla di nuova ondata in autunno. E’ d’accordo?

“I problemi non esistono, ma noi siamo molto bravi a crearli. Direi che è più una scelta politica che di ordine sanitario. Ripeto, gli africani che per primi hanno avuto a che fare con queste varianti hanno invitato l’Occidente a non drammatizzare, ma da noi ormai tutto diventa una tragedia. In Portogallo la situazione la stanno gestendo con assoluta tranquillità e non come stiamo facendo noi in Italia che continuiamo ad obbligare gli alunni a stare in classe con le mascherine e manteniamo ancora certe restrizioni che non hanno alcun senso dal punto di vista scientifico. Siamo paranoici, ecco la verità. L’ho detto e lo ripeto, a pensar male si fa peccato e io resto convinto che dietro questa strategia della paura si nascondano degli interessi. Altrimenti non mi spiego perché continuare a complicare la vita alle persone quando non vi è alcun motivo per farlo”.

In autunno cosa prevede a questo punto?

“Sul piano politico torneranno sicuramente ad imporci delle regole, ne sono più che convinto, altrimenti non starebbero a preparare il terreno con la minaccia delle nuove ondate. E temo che torneranno alla carica con i richiami”.

In effetti ci stanno già dicendo che per fronteggiare la Omicron 5 ad ottobre saremo chiamati nuovamente a vaccinarci. A chi dobbiamo credere?

“Io mi fido di ciò che ha accertato il programma statunitense per la sicurezza dei vaccini, co-gestito dai centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, chiamato Vaers. E’ stato appurato che ci sono stati casi di effetti collaterali e letalità da vaccino superiori a quelli riscontrati nell’arco di trent’anni e tutti riconducibili ai vaccini ad mRna messaggero la cui sperimentazione si concluderà soltanto nel 2023. Ed è stato anche appurato che i vaccini riducono sensibilmente la risposta immunologica. Sono stati gli inglesi a scoprire che dopo due vaccinazioni detta risposta si abbassava, mentre gli israeliani che erano partiti già con la quarta dose, hanno dovuto bloccare tutto di fronte al manifestarsi di effetti collaterali molto gravi. Insisto con il dire che qui non c’è nulla di scientifico, ma è solo politica. Come con il green pass che doveva garantire a tutti la sicurezza di essere immuni dal contagio e abbiamo invece scoperto che proprio la certezza di stare al sicuro, ha favorito di più la circolazione del virus fra i vaccinati. E oggi scopriamo che non c’era alcuna evidenza scientifica a supporto delle decisioni del nostro governo. Poi se vogliamo continuare a farci prendere in giro è un altro discorso”.

C’è chi smentisce che il Covid si stia indebolendo e che non è affatto vero che si sta trasformando in un virus endemico. Quindi è ancora una pandemia a tutti gli effetti. Lei da che parte sta?

“Io sto dalla parte della scienza, quella per intenderci che parla con la voce di riviste prestigiose come Nature e Science che già nella primavera dello scorso anno ospitava interventi di autorevoli scienziati che sostenevano l’endemizzazione del Covid. Ma non serve essere necessariamente degli scienziati per rendersi conto che ormai l’allarme pandemico resiste  soltanto in Italia dove si continuano a mantenere forme di rigore che non hanno nessuna giustificazione scientifica, ma solo ed esclusivamente politica”.

 


 

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