Un reportage sulla manifestazione avvenuta sabato 6 settembre a Belfast contro la forzatura del Parlamento del Regno Unito in merito alla legalizzazione dell’aborto fino alla 28° settimana imposta all’Irlanda del Nord.

Un articolo di Calvin Freiburger pubblicato su Lifesitenews.

La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto.

Marcia per la vita Irlanda del Nord settembre 2019

Marcia per la vita Irlanda del Nord settembre 2019

 

Circa 20.000 attivisti per la vita sono scesi a Belfast questo fine settimana per la March for Their Lives (Marcia per la Loro Vita, N.d.T.), un evento che registra la rabbia dell’opinione pubblica per l’imposizione dell’aborto legale all’Irlanda del Nord da parte del parlamento del Regno Unito.

A luglio, il Parlamento ha votato 328 contro 65 per abrogare le sezioni  58 e 59  della legge del 1861 sui reati contro la persona dell’Irlanda del Nord, che vietava a donne e medici di praticare aborti. I pro-lifers dentro e fuori la Provincia irlandese erano indignati per il fatto che il Regno Unito abbia imposto la propria volontà al popolo dell’Irlanda del Nord.

Sabato, i sostenitori della vita preoccupati hanno risposto marciando verso gli edifici del parlamento di Stormont, dove si trova l’assemblea dell’Irlanda del Nord, riferisce The Independent . Lì hanno chinato la testa in sei minuti di silenziosa testimonianza. L’evento è stato organizzato dai gruppi pro-life Precious Life, dal Life Institute e da Youth for Life NI,  secondo  il sito  CatholicIreland.net.  Gli organizzatori affermano di aver avuto un’affluenza di oltre 20.000 manifestanti.

Tra le presenze di spicco c’erano l’arcivescovo Eamon Martin di Armag, l’ex difensore civico della polizia nordirlandese Nuala O’Loan e il leader del Partito sindacalista democratico (DUP) Arlene Foster. Anche un cosiddetto Rally for Choice a supporto dell’imminente regime di aborto ha marciato attraverso Belfast, secondo quanto riferito dalla BBC .

“Abbiamo organizzato questo evento aperto a persone di tutte le religioni, di tutte le convinzioni politiche e di tutti i background culturali in modo da poterci unire e unirci su questa questione e alzarci in piedi in una protesta silenziosa”, ha detto l’organizzatrice della marcia pro-life Sarah Crutchley. “Vogliamo che il nostro silenzio dica due cose: che, prima di tutto, a noi, come popolo dell’Irlanda del Nord, non è stato chiesto nulla su questo cambiamento della legge, e che questa [cosa] in realtà va contro l’opinione pubblica, e che ogni parlamentare dell’Irlanda del Nord ha votato contro questo cambiamento e che i bambini non ancora nati non hanno voce, non possono parlare e quindi non sono stati considerati in questa normativa”.

A complicare ulteriormente la questione è il fatto che l’assemblea dell’Irlanda del Nord è stata sospesa per più di due anni e non è stata in grado di raggiungere un accordo sulla riconvocazione. Il parlamento britannico ha fissato una scadenza per l’assemblea della provincia entro ottobre, altrimenti inizierà a legalizzare l’aborto.

“Vediamo i bambini soffrire, non riuscire andare a scuola. Gli ospedali non funzionano, vediamo così tante cose che non funzionano” senza un governo locale funzionante, ha detto O’Loan. “E per aggravare tutto quello che già c’è di sbagliato, ci portano l’aborto, l’aborto non regolamentato, fino a 28 settimane. Proprio così. Per poi arrivare a marzo, e far passare una serie di regolamenti, che non possono essere discussi e modificati. Questo è sbagliato.”

Will Maule di Faithwire osserva che in Irlanda del Nord si è assistito a soli 13 aborti dal 2016 al 2017, mentre in Inghilterra e Galles ce ne sono stati circa 200.000.

 

 

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