di Sabino Paciolla
Messaggi privati resi pubblici dai senatori Rand Paul e Ron Johnson mostrano che il dottor Anthony Fauci fu avvertito, nel gennaio 2021, di una lacuna negli studi sui vaccini anti-COVID: le sperimentazioni iniziali non avevano coinvolto donne al primo trimestre di gravidanza, a causa del rischio di aborto spontaneo legato a febbre ed effetti collaterali.
Così scrive il senatore Ron Johnson in un post sul social X:
C’È DI PIÙ: Oltre ai messaggi, @SenRandPaul e io abbiamo reso pubblica un’e-mail della dott.ssa Janet Woodcock risalente a maggio 2021.
La dott.ssa Woodcock ha scritto al dott. Fauci per segnalargli di aver ricevuto personalmente segnalazioni di pazienti che manifestavano eventi avversi difficili da classificare: “nessuno li prende sul serio, nessuno sa come trattarli e non c’è alcuno sforzo per studiarli”.
Stranamente, il dottor Anthony Fauci sembrava riluttante a risponderle, ma sentiva di non poterla ignorare.
Perché l’opinione pubblica non è stata allertata in merito alle loro preoccupazioni? Perché hanno continuato a promuovere e rendere obbligatorio il vaccino anti-COVID? Perché agli americani non è stato concesso il consenso pienamente informato?
A segnalare gli eventi avversi nelle donne in gravidanza al dott. Fauci, riporta il New York Post, fu il dottor John Mascola, allora direttore del Centro di ricerca sui vaccini del NIAID, in un messaggio del 25 gennaio 2021 in cui evidenziava che gli studi iniziali sconsigliavano la vaccinazione nel primo trimestre a causa della possibile febbre e dei tassi più elevati di aborto spontaneo in questa fase. Il quadro completo dello scambio non è del tutto chiaro, ma già allora era noto pubblicamente che il vaccino non fosse stato testato nelle fasi iniziali della gravidanza.
Ecco il testo del messaggio:
Rispondendo, Fauci riconobbe un rischio teorico, spiegando che la tempesta citochinica e la febbre frequenti dopo la seconda dose avrebbero potuto in teoria essere collegate a un aborto spontaneo nel primo trimestre. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio, durante un evento pubblico con JAMA, dichiarò però che la FDA non aveva riscontrato segnali di allarme riguardo alle donne incinte. Le autorità USA avevano già permesso la vaccinazione in gravidanza dalla fine del 2020, lasciando la decisione ai medici, mentre paesi come il Regno Unito furono più cauti. Solo più avanti nel 2021, dopo ulteriori ricerche, le donne incinte furono attivamente incoraggiate a vaccinarsi. Studi successivi, tra cui analisi britanniche del 2022 e del 2023 su decine di migliaia di gravidanze, non hanno trovato legami significativi tra vaccino e aborto spontaneo, mentre è emerso che il COVID-19 stesso, se contratto in gravidanza, può aumentarne il rischio.
I messaggi sono stati ottenuti da Johnson, presidente della Sottocommissione permanente per le indagini, che ha richiesto e ricevuto il cellulare di servizio di Fauci ad agosto, contenente oltre 34.000 messaggi. Il mese scorso Fauci era già stato interrogato al Senato da Paul, invocando per 111 volte il Quinto Emendamento, con conseguente voto di oltraggio trasmesso al Dipartimento di Giustizia; la settimana scorsa ha inoltre rifiutato di presentarsi davanti alla sottocommissione di Johnson.
È stata diffusa anche una email della dottoressa Janet Woodcock, allora commissaria ad interim della FDA, che nel maggio 2021 segnalava a Fauci e Francis Collins segnalazioni di effetti avversi difficili da inquadrare, chiedendo uno studio dedicato. Fauci girò il messaggio a Collins dicendo di non poterla ignorare, ma non è chiaro come si sia evoluta la vicenda.
Ecco la mail che la dottoressa Janet Woodcock ha inviato a Anthony Fauci e Francis Collins, come riportata dal New York Post:
«I sintomi non si inseriscono in una sindrome ben definita e la maggior parte di essi non è facilmente quantificabile né valutabile con i test di laboratorio standard», ha scritto la Woodcock.
«Ma la doglianza principale delle persone è che nessuno le prende seriamente, nessuno sa come curarle, e non c’è nessuno interesse nel studiare questo problema».
«… Questi problemi non sono del tipo che un sistema come il VAERS [Vaccine Adverse Event Reporting System] sarebbe in grado di rilevare, né tantomeno un sistema di follow-up attivo basato sulla popolazione più sofisticato come quello del CDC, o un sistema basato sulle cartelle cliniche come il BEST [un sistema di sorveglianza della sicurezza della FDA]».
Ha chiesto che venisse condotto uno studio su quelle persone, avvertendo che serviranno dei finanziamenti e delle persone che abbiano voglia e interesse ad indagare i casi “misteriosi”. E aggiunge: «Dubito che l’industria [farmaceutica] sarebbe interessata a supportare, per ovvie ragioni». Inoltre, riporta il New York Post, per «esperienza, se si lascia che un problema si aggravi, poi tornerà a perseguitarti in seguito e non sarai preparato».
Fauci ha inoltrato la sua missiva a Collins, scrivendo: «Non possiamo ignorarla. Probabilmente dovremmo coinvolgere il CDC e sentire cosa ne pensa Rochelle [Walensky]».
Non è chiaro cosa sia successo dopo quello scambio riporta sempre il New York Post.
Eppure, successivamente, come riporta il senatore Ron Johnson;
Fauci, il 30 agosto 2021: «È davvero una di quelle cose su cui non c’è molto da discutere. È davvero piuttosto chiaro che le donne incinte dovrebbero vaccinarsi».
Ma sette mesi prima aveva espresso preoccupazione per il fatto che la seconda dose del vaccino anti-COVID «potesse, in teoria, essere associata a un aborto spontaneo nel primo trimestre».
Fauci on August 30, 2021: “it's really one of those things that's kind of not a close call. It really is pretty clear that pregnant women should get vaccinated.”
— Senator Ron Johnson (@SenRonJohnson) August 10, 2026
But 7 months earlier he was concerned that the second dose of the COVID shot “theoretically could be associated with… https://t.co/5J5tpwNJ0i pic.twitter.com/7QmEHP9Nkb
Allo stesso modo, è sempre il senatore Johnson che lo riporta, vediamo Rochelle Walensky, che è stata la 19ª direttrice dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la principale agenzia di sanità pubblica degli Stati Uniti, affermare:
“È importante sottolineare che non sono stati riscontrati problemi di sicurezza né per le donne vaccinate nel terzo trimestre né per i loro bambini.”
Despite privately texting with Fauci about their concerns regarding COVID shots for pregnant women, Rochelle Walensky told the public on April 23, 2021:
— Senator Ron Johnson (@SenRonJohnson) August 10, 2026
“Importantly, no safety concerns were observed for people vaccinated in the third trimester or safety concerns for their… https://t.co/5J5tpwNJ0i pic.twitter.com/NJxWEVeCHm
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