Lo staff della rivista Crux ha reso pubblici documenti dell’ex segretario di McCarrick, mons. Figueiredo, di cui è venuto in possesso, e relativi a corrispondenza dell’allora card. Theodore McCarrick, che confermano che egli, a causa degli abusi sessuali, fu sottoposto a restrizioni da parte del Vaticano sotto il pontificato di Benedetto XVI. Inoltre, viene confermato che il card. Wuerl sapeva di tali restrizioni. Infine, che l’ex card. McCarrick si è interessato attivamente per conto del Vaticano delle relazioni con la Cina.

Segnalo che proprio oggi Papa Francesco ha rotto il silenzio sul caso Viganò . Il pontefice dice: «Non sapevo nulla di McCarrick»

Ecco l’articolo di Crux nella mia traduzione.

McCarrick Theodore ex cardinale ora ridotto allo stato laicale

McCarrick Theodore ex cardinale ora ridotto allo stato laicale

 

La corrispondenza ottenuta da Crux da un ex assistente di Theodore McCarrick, l’ex cardinale laicizzato per accuse di cattiva condotta sessuale e abusi, conferma che nel 2008 il Vaticano impose restrizioni a McCarrick. McCarrick sostiene anche che il cardinale Donald Wuerl, allora arcivescovo di Washington, ne era a conoscenza e coinvolto in conversazioni sulla loro attuazione.

Anche se i dettagli di queste restrizioni non sono mai stati resi pubblici, la corrispondenza mostra che McCarrick promette di non viaggiare senza l’espresso permesso del Vaticano e di dimettersi da tutti i ruoli in Vaticano e all’interno della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB), mentre contesta l’istruzione di smettere di recarsi a Roma.

In una lettera, McCarrick suggerisce che il Vaticano voleva “evitare la pubblicità” e quindi di mantenere riservate le restrizioni.

La corrispondenza mostra anche che, nonostante le restrizioni, McCarrick ha gradualmente ripreso a viaggiare e a svolgere ruoli diplomatici di primo piano sotto i due papi Benedetto XVI e, in misura maggiore, Francesco, compresi i colloqui con la Cina che possono aver contribuito a dar struttura ad un controverso accordo del 2018 tra Roma e Pechino sulla nomina dei vescovi.

Le attività di McCarrick non sono state portate avanti in segreto, poiché egli ha scritto regolarmente a Papa Francesco tra il 2013 e il 2017 per informarlo sui suoi viaggi e le sue attività.

Nella corrispondenza, McCarrick nega qualsiasi condotta sessuale.

“Non ho mai avuto rapporti sessuali con nessuno”, ha scritto, ma ammette “una sfortunata mancanza di giudizio” nel condividere il suo letto con i seminaristi di venti e trenta anni.

“Quando i problemi dell’abuso sessuale cominciarono ad emergere, mi resi conto che questo era imprudente e stupido e finirono”,ha scritto  in una lettera del 2008 a un alto funzionario vaticano.

Da un esame della corrispondenza, che comprende e-mail e lettere private di McCarrick nel periodo 2008-2017, risulta che alti funzionari della Chiesa, tra cui il Segretario di Stato vaticano sotto la guida di papa Benedetto XVI, il capo della Congregazione per i vescovi e l’ambasciatore del Papa negli Stati Uniti, erano a conoscenza delle restrizioni informali, e che qualunque sia stata la loro risposta quando McCarrick ha ripreso le sue attività, ciò non gli ha impedito di farlo.

McCarrick scrive anche che discusse le restrizioni con [il card.] Wuerl nel 2008, dicendo che “l’aiuto e la comprensione di Wuerl è, come sempre, un grande aiuto e sostegno fraterno per me”. In una lettera del 2008 all’ambasciatore pontificio negli Stati Uniti, McCarrick ha detto di aver condiviso con Wuerl una lettera vaticana che delineava le restrizioni.

Wuerl, che si è dimesso da successore di McCarrick come Arcivescovo di Washington lo scorso ottobre tra le critiche per un rapporto della Pennsylvania Grand Jury sulla sua gestione dei casi di abuso come vescovo di Pittsburgh, inizialmente ha negato di sapere delle accuse di abuso contro McCarrick fino a quando sono diventate pubbliche nel 2018, anche se in gennaio ha ammesso “un vuoto nella memoria” a proposito di un’accusa che gli era pervenuta nel 2004.

Raggiunto da Crux per un commento, un portavoce di Wuerl ha detto che, nonostante ciò che McCarrick ha scritto, Wuerl non era a conoscenza di alcuna azione vaticana.

“Il Cardinale Wuerl ha dichiarato in precedenza – e lo ribadisce ancora una volta – che non era a conoscenza di alcuna imposizione di sanzioni o restrizioni relative a qualsiasi pretesa di abuso o attività inappropriata da parte di Theodore McCarrick”, ha detto il portavoce.

“Sulla base delle descrizioni, nessuno dei documenti rilasciati oggi indica esplicitamente che il cardinale Wuerl ne fosse a conoscenza”, ha detto.

La corrispondenza è stata fornita a Crux dall’americano monsignor Anthony Figueiredo, un sacerdote di Newark, N.J., che fu ordinato da McCarrick nel 1994, servì come suo segretario personale dal settembre 1994 al giugno 1995, e successivamente funse da intermediario e assistente personale durante le molteplici visite di McCarrick a Roma per un periodo di 19 anni.

Figueiredo, che ha servito in varie funzioni durante i suoi anni a Roma, è stato coinvolto in uno scandalo nell’ottobre 2018 quando è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza nel Regno Unito dopo aver investito un’auto guidata da una donna incinta. Si dichiarò colpevole di guida in stato di ebbrezza e la sua patente fu sospesa.

Figueiredo ora dice che sta ricevendo un trattamento che gli ha permesso di “abbracciare una vita di sobrietà”.

L’ex assistente di McCarrick ha preparato un rapporto di 10 pagine basato sulla corrispondenza che ha raccolto nel corso degli anni e prevede di rendere disponibili i documenti originali su un sito web. Crux ha chiesto ad un esperto di sicurezza informatica di valutare le e-mail e altri messaggi, il quale ha riscontrato che le e-mail provengono dall’account personale di McCarrick.

Le notizie della corrispondenza sono pubblicate contemporaneamente da Crux e da CBS.

Le discussioni sul ruolo del Vaticano negli scandali McCarrick sono diventate politicizzate dal rilascio, lo scorso agosto, di una dichiarazione bomba dell’arcivescovo italiano Carlo Maria Viganò, un ex nunzio papale negli Stati Uniti, secondo cui Francesco aveva coperto le denunce contro McCarrick e suggerendo che il pontefice dovesse dimettersi.

Figueiredo, tuttavia, ha promesso la sua “completa lealtà” a Francesco e insiste sul fatto che i suoi motivi che lo hanno spinto a rendere pubblica la corrispondenza sono morali piuttosto che politici.

“Come sacerdote ordinato dall’allora arcivescovo McCarrick e che lo ha servito da vicino, rifletto spesso su quanti danni alla vita fisica, psicologica e spirituale di così tante persone avrebbero potuto essere evitati se le restrizioni fossero state rese pubbliche e applicate non appena imposte”, scrive Figueiredo.

 

Restrizioni in Vaticano

 

In una lettera del 25 agosto 2008 al defunto Arcivescovo italiano Pietro Sambi, all’epoca rappresentante pontificio negli Stati Uniti, McCarrick si disse “pronto ad accettare la volontà del Santo Padre nei miei confronti”, e si predispose verso l’annullamento dei colloqui prefissati e [ad ottemperare] alla richiesta del Vaticano di trasferirsi in un monastero o in un ospizio.

Una tale mossa, egli sostenne, avrebbe generato “grande ammirazione”, con il corsivo che compare nell’originale.

McCarrick avvertì che la sua nuova situazione avrebbe suscitato impressioni che venisse “emarginato” da Roma, e che “la pubblicità che ne sarebbe venuta è proprio quello che il cardinale Re spera di evitare”.

Il cardinale italiano Giovanni Battista Re era allora a capo della Congregazione per i vescovi del Vaticano. Dallo scambio di e-mail, sembra che Re avesse inviato una lettera a McCarrick via Sambi in cui venivano specificate le sue restrizioni. Dagli scambi di e-mail di McCarrick, sembra che ci sia una copia di quella lettera sia nella Congregazione per i vescovi a Roma che nell’ambasciata papale a Washington.

Una settimana dopo, McCarrick redige una lettera al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano dell’epoca, in cui afferma che le accuse mosse contro di lui provengono da “nemici” che si è fatto negli anni per essere un uomo del “centro”, la qual cosa egli sosteneva avesse offeso sia i liberali che i conservatori.

Aveva riconosciuto di aver condiviso il suo letto con i seminaristi. Aveva anche detto che “questo non è mai stato fatto in segreto o a porte chiuse”, e che non ha mai “avuto rapporti sessuali con nessuno, uomo, donna o bambino, né ho mai cercato tali atti”.

McCarrick scrisse anche che Re era “preoccupato per il bene della Chiesa” e insisteva che lo era anche lui. Per questo motivo, McCarrick disse di essere disposto a rifiutare qualsiasi ulteriore invito a tenere incontri [pubblici], ma che avrebbe mantenuto gli impegni già in calendario, in quanto l’annullamento avrebbe richiesto una spiegazione.

Egli chiese a Figueiredo di tradurre la lettera, ma il sacerdote ha detto che non è chiaro se la lettera abbia mai raggiunto Bertone.

In un’e-mail dell’ottobre 2008 a Figueiredo, McCarrick scrisse che [il card.] Re gli aveva vietato di fare comparse pubbliche senza il suo permesso e gli aveva ordinato di dimettersi da tutte le posizioni (ruoli o funzioni, ndr) che occupava, sia a Roma che presso l’USCCB (La Conferenza Episcopale USA, ndr).

Re aveva anche vietato a McCarrick di recarsi nella Città Eterna, decisione che McCarrick aveva contestato.

McCarrick sosteneva che, in quanto cardinale, era anche sacerdote di Roma e voleva poter salutare il papa e ricevere la sua benedizione. Inoltre, scrisse che sperava di “rimanere attivo, silenziosamente e senza fanfare” nel lavorare per la pace in Terra Santa, nel dialogo cristiano-musulmano e nel lavoro per i poveri.

“In questi viaggi, sarò sempre in contatto con i nunzi affinchè il cardinale sappia sempre dove sono”, ha detto McCarrick.

McCarrick scrive anche che se Re “è inflessibile nei suoi divieti”, si sarebbe rivolto al [card.] Bertone per ottenere un’udienza con papa Benedetto.

Diverse e-mail successive mostrano che McCarrick ha sempre più ignorato le restrizioni, recandosi a Roma due volte nel 2009 e una volta nel 2010, quando ha incontrato Papa Benedetto XVI “dopo più di due anni”.

Nel 2012 è stato a Doha, Irlanda, Beirut, Giordania, Egitto, Thailandia, Myanmar, Cambogia, Hong Kong, Terra Santa e Bielorussia.

I suoi viaggi sono aumentati con l’elezione di Papa Francesco. Le e-mail a Figueiredo mostrano che McCarrick ha viaggiato in tutto il mondo per conto della Chiesa, avendo un impegno diretto con alti funzionari della Chiesa e capi di governo in Cina, Asia Centrale, Cipro, i Balcani, Medio Oriente, Libano, Marocco, Iraq, Iran, Kurdistan e Filippine.

 

Il ruolo di Wuerl

 

Dopo aver inizialmente negato di essere a conoscenza delle accuse contro McCarrick, a metà gennaio Wuerl ha inviato una lettera ai sacerdoti dell’arcidiocesi di Washington dicendo di aver  avuto un “vuoto di memoria“, chiarendo che sapeva di almeno una accusa di abuso.

Nella lettera, Wuerl riconobbe di aver ricevuto un resoconto nel 2004 su un caso diverso, ma il “sopravvissuto ha anche indicato di aver osservato e sperimentato una ‘condotta inappropriata’ da parte dell’allora vescovo McCarrick”.

Tre giorni prima, Wuerl aveva inviato una lettera ai suoi sacerdoti dicendo che quando “l’accusa di abuso sessuale di un minorenne è stata avanzata contro l’Arcivescovo McCarrick, ho dichiarato pubblicamente che non ero mai stato a conoscenza di tali accuse o voci”. Il contesto, aveva detto, era la discussione sull’abuso sessuale di minori, non di adulti.

La corrispondenza ottenuta da Crux suggerisce che Wuerl fosse coinvolto nell’applicazione delle restrizioni contro McCarrick, e che il suo predecessore si era assicurato personalmente che fosse aggiornato.

Nella sua lettera del 2008 a Sambi, McCarrick dice di aver parlato dei suoi successivi passi con Wuerl, il cui “aiuto e comprensione è, come sempre, un grande aiuto e sostegno fraterno per me”. McCarrick scrive anche di aver mostrato la lettera del card. Re a Wuerl.

Scrive anche che Wuerl lo stava aiutando nel trasferimento in una nuova residenza.

Allo stesso modo, McCarrick chiese a Figueiredo di dare una copia della lettera che aveva inviato a Re per contestare la sua decisione a Wuerl, per assicurarsi che fosse informato.

All’epoca, Wuerl era diretto a Roma per partecipare ad un Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

 

McCarrick e la Cina

 

Quando McCarrick riprese i viaggi e la sua attività diplomatica alla fine degli anni di Benedetto XVI e sotto Francesco, un’area di particolare interesse è stata la Cina.

Anche se nulla nelle e-mail e nelle lettere esaminate da Crux dimostra direttamente che McCarrick abbia avuto un ruolo nel controverso accordo del settembre 2018 tra Pechino e Roma sulla nomina dei vescovi, il documento è comunque suggestivo.

In una lettera di novembre 2013 a Francesco, McCarrick si riferisce al suo coinvolgimento con la Cina.

“Ho rimandato il mio viaggio di ritorno in Cina e mi assicurerò di parlare con l’Arcivescovo Parolin prima di andare la prossima volta”, aveva scritto, riferendosi al [card] Pietro Parolin, che Francesco aveva nominato Segretario di Stato vaticano e in effetti il suo consigliere principale il mese prima.

“È un grande esperto in quel campo e spero di avere il suo consiglio prima che io vada di nuovo in quella complessa terra”, scrisse McCarrick.

Un anno dopo, nel novembre 2014, McCarrick scrisse a Figueiredo per dirgli che sarebbe partito per la Cina da Roma la sera del Ringraziamento e che sarebbe tornato il 1° dicembre. Ringraziò anche Figueiredo per il suo “recente aiuto”, dicendo: “potrebbe aver fatto una grande differenza nella nostra politica cinese”.

McCarrick disse a Figueiredo: “Sono sicuro che il cardinale Parolin mi vedrà” durante un prossimo soggiorno a Roma, “poiché è coinvolto nel mio viaggio in Cina”.

Nel settembre 2015, poco dopo che Francesco visitò gli Stati Uniti, McCarrick scrisse di nuovo.

“Quando mi salutasti così gioiosamente a Washington come membro aggiunto del servizio estero, la presi come una sfida a continuare come dilettante nel nobilissimo lavoro delle relazioni esterne della Santa Sede. Ho mantenuto ad un livello tranquillo il nostro rapporto con la Cina”, ha detto al Papa.

Nel gennaio 2016, McCarrick scrisse di nuovo a Francesco.

“Non sono più tornato in Cina dall’autunno, ma ho ricevuto qualche indicazione per continuare le conversazioni con alcuni dei leader di quel grande Paese”, ha detto al Papa. “Sono sempre stato in contatto con il cardinale Parolin e i suoi collaboratori e credo che siano tranquilli nella mia attività di continuare a promuovere un altro canale per possibili discussioni future”.

Un mese dopo, inviò un’e-mail a Figueiredo.

“Sono tornato a Washington il martedì sera e sono volato a Pechino il giovedì mattina, tornando a Washington due giorni dopo”, ha detto McCarrick. “Il motivo del viaggio in Cina è stato l’invito da parte del figlio di un ex segretario generale del Partito Comunista che è ancora molto vicino a Xi [Jinping]”.

Nel marzo 2016, dopo un viaggio a Roma, invia un’altra e-mail a Figueiredo.

“La mia visita è stata molto utile e sembra che i due progetti – Cina e Islam – continuino ad andare avanti lentamente”, scrive McCarrick. “Cercherò di essere in contatto con i cardinali Turkson e Parolin per verificare lo stato di avanzamento del previsto incontro con i cinesi. Ho sempre il timore che venga posto su un livello di priorità bassa e perderemo un’altra buona occasione per fare qualcosa di positivo”.

Nello stesso mese, McCarrick inviò una lettera personale al suo assistente di Roma, suggerendo di essere coinvolto nell’intermediazione di un incontro del Papa con un alto funzionario cinese.

“Ho scritto una lettera personale al signor Hu, che è il contatto cinese, e ai cardinali Parolin e Turkson sulla sua possibile visita. Il Vaticano sembra essere interessato a perseguire questo obiettivo e non vedo alcun problema in quanto è proprio per discutere di ecologia e delle preoccupazioni che sia la Cina che la Santa Sede – e molti altri in tutto il mondo – vedono riguardo al futuro”, ha detto McCarrick.

Il riferimento era a Hu Deping, un politico cinese di alto livello che è considerato un amico intimo di Xi.

Nel gennaio 2017, McCarrick informò nuovamente il Papa.

“Ho ricevuto un’altra richiesta di tornare e continuare le discussioni che sono state aperte in occasione della visita delle diverse delegazioni cinesi a Roma negli ultimi mesi. Sono stato in grado di andare a Pechino circa una settimana fa e vi ho trascorso circa cinque o sei giorni”, ha scritto.

“Ho visto il ministro Hu, che è la voce principale nelle conversazioni sulla [enciclica] Laudato si’ e di altri funzionari che hanno avuto il privilegio di incontrare Vostra Santità, e alcuni funzionari del Vaticano in un paio di occasioni negli ultimi sei mesi”.

“Tutte le conversazioni sono state molto amichevoli e produttive e hanno indicato la continua volontà del governo cinese di mantenere i colloqui con Vostra Santità e con la Santa Sede”, scrive McCarrick.

 

Fairbanks e Weigel

 

La corrispondenza ottenuta da Crux illustra anche altri tentativi di McCarrick di esercitare un’influenza su Papa Francesco, con risultati diversi.

In una lettera al Papa del novembre 2013, McCarrick ha tentato di avere un amico e sacerdote dell’arcidiocesi di Newark, N.J., che McCarrick ha guidato dal 1986 al 2000, monsignor Robert Fuhrman, nominato vescovo di Fairbanks, Alaska.

“La Chiesa di Fairbanks, Alaska – l’unica diocesi americana dipendente da Propagazione della Fede (dovrebbe essere Propaganda Fide, ndr) – è aperta sin dal trasferimento del suo vescovo in una diocesi continentale”, scrive McCarrick. Il riferimento era al trasferimento del settembre 2013 del vescovo Donald Kettler a Saint Cloud, Minnesota.

“Non sono sicuro che ci saranno molte persone che cercheranno di andare in quella zona molto fredda e lontana nel nord dell’Alaska, ma ho un vero candidato e ho scritto di lui all’arcivescovo Viganò”, scrisse McCarrick. All’epoca, Viganò era l’ambasciatore vaticano (il Nunzio Apostolico, ndr) negli Stati Uniti, con un ruolo di primo piano nella selezione dei vescovi americani.

Fuhrman è stato a lungo attivo nelle Pontificie Opere Missionarie, una rete globale che sostiene le attività missionarie della Chiesa.

“È un sacerdote di Newark che è stato il mio segretario anni fa”, scrive McCarrick. “Sarebbe un eccellente vescovo in quella zona, pieno di zelo per la missione e di capacità pastorali e organizzative”.

Alla fine, Chad Zielinski, che proveniva dall’arcidiocesi di Detroit, fu nominato vescovo di Fairbanks nel novembre 2014. Fuhrman rimase pastore presso la chiesa cattolica di Santa Filomena a Livingston, N.J.

Su un altro fronte, McCarrick sembra anche aver tentato di influenzare la scelta dell’ambasciatore americano in Vaticano sotto la presidenza di Donald Trump.

In una lettera a Francesco del 27 gennaio 2017, McCarrick cita voci secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe potuto prendere in considerazione la nomina di George Weigel, un noto commentatore cattolico e biografo di San Giovanni Paolo II, al ruolo dell’ambasciatore.

“Ci sono voci qui a Washington secondo cui il nuovo governo degli Stati Uniti aveva presentato una richiesta di accordo per un nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede”, scrisse McCarrick, usando il termine formale francese nella diplomazia internazionale per un’intesa tra due parti.

“Uno dei nomi citati è stato quello di George Weigel”, scrisse McCarrick. “Una voce cattolica di spicco negli Stati Uniti e uno dei biografi di San Giovanni Paolo II. È un leader dell’ala ultra-conservatrice della Chiesa cattolica negli Stati Uniti ed è stato pubblicamente critico nei confronti di Vostra Santità in passato”, ha scritto.

“Molti di noi vescovi americani avrebbero grandi preoccupazioni circa il suo nome in una posizione in cui avrebbe una voce ufficiale, in opposizione al Vostro insegnamento”, ha detto McCarrick al papa.

“Sarei felice di discuterne con lei e anche con gli alti funzionari della Curia”, scriveva.

Non c’è alcuna indicazione nella corrispondenza se tali conversazioni abbiano mai avuto luogo. Alla fine, Trump nominò Callista Gingrich, moglie dell’ex presidente della Camera Newt Gingrich, ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede nel maggio 2017. Fu confermata dal Senato nell’ottobre 2017 e presentò le sue credenziali a Francesco due mesi dopo.

All’inizio di ottobre 2018, il Vaticano ha rilasciato una dichiarazione secondo la quale Francesco aveva ordinato uno “studio approfondito” dei suoi archivi riguardo a McCarrick, indicando che i risultati sarebbero stati rilasciati “a tempo debito”. Ad oggi, nessun risultato di tale revisione è stato reso pubblico.

 

L’articolo di Figueiredo lo potete leggere qui

Fonte: Cruxnow

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