Nonostante il Global Times, i giovani di Piazza Tienanmen rimangono martiri per la libertà e la democrazia.

Wang Weilin lo studente che fermò i carri armati e che poi morì con gli altri manifestanti in piazza Tienanmen (foto AP/ La Presse)

Wang Weilin lo studente che fermò i carri armati e che poi morì con gli altri manifestanti in piazza Tienanmen (foto AP/ La Presse)

 

di Sabino Paciolla

 

Oggi ricorre il 30° anniversario della protesta di piazza Tienanmen, nota anche come “Primavera democratica cinese”, e denominata in Cina come “incidente di piazza Tienanmen” o “incidente”. Essa fu il culmine di una serie di dimostrazioni di massa che ebbero luogo principalmente in piazza Tienanmen a Pechino dal 15 aprile al 4 giugno 1989.

Esse videro la partecipazione di studenti, intellettuali e operai. Il simbolo forse più noto della rivolta è la foto del “Rivoltoso Sconosciuto”, uno studente che solo e disarmato si piazzò davanti a una colonna di carri armati per fermarli. Fu un esempio di grande coraggio che impressionò tantissime persone nel mondo.

Centinaia o, secondo alcune stime, più di 1.000 civili disarmati (in realtà il numero è rimasto imprecisato) furono uccisi, molti dei quali schiacciati sotto i cingoli dei carri armati, mentre manifestavano a favore della democrazia a Pechino il 4 giugno 1989.

In Occidente la protesta di piazza Tienanmen viene considerata un evento fondamentale e importantissimo del XX secolo, ma in Cina il solo parlarne è un vero e proprio tabù.

Il Global Times è il giornale del Partito Comunista Cinese che viene pubblicato in lingua inglese ed è la facciata del regime verso l’Occidente. Esso difende il modo (cruento e sanguinoso) in cui fu gestito l’evento. L’articolo  che ha pubblicato in ricorrenza dell’evento sembra essere una risposta indirizzata sia agli Occidentali sia a quegli intellettuali, dentro e fuori la Cina, che ancora avessero idee “strambe” su quell’evento che il giornale di partito definisce un semplice “incidente”.

ll documento ha fatto eco ai commenti del ministro della difesa cinese, il generale Wei Fenghe, che ha difeso la repressione sanguinosa come “politica corretta” in un forum di sicurezza regionale a Singapore domenica scorsa.

Come sottolinea la AFP, è raro che funzionari cinesi o media cinesi discutano pubblicamente l’argomento strettamente tabù. Le autorità hanno arrestato attivisti e inasprito la censura online prima dell’anniversario.

Il Partito Comunista ha rafforzato il suo controllo sulla società civile da quando il presidente Xi Jinping ha assunto le sue funzioni nel 2012, arrestando attivisti, avvocati per i diritti, intensificando la censura online e utilizzando la polizia ad alta tecnologia per tenere sotto controllo la popolazione. Anche i fedeli di ogni religione subiscono la pressione ed anche la persecuzione. Tante le chiese distrutte nonostante l’accordo Cina Vaticano 

 

Ecco l’articolo del Global Times nella mia traduzione:

 

“Il 4 giugno ricorre il 30° anniversario dell’incidente di Piazza Tienanmen. Il Partito comunista cinese e il governo cinese hanno definito la natura dell’incidente. Anche la società cinese ne ha fatto una sintesi completa. Fare in modo che l’incidente terminasse in seguito aveva l’obiettivo di aiutare il paese a lasciare l’ombra, evitare controversie e aiutare tutti i cinesi ad affrontare il futuro.

Consideriamo tale pratica un successo politico, anche se alcuni l’hanno criticata dal punto di vista della governance dell’informazione. Semplicemente affliggendo la Cina una volta sola, l’incidente non è diventato un incubo a lungo termine per il paese. Nemmeno l’anniversario dell’incidente è mai stato messo fonte di travaglio. E’ diventato un evento storico sbiadito, piuttosto che un vero e proprio groviglio.

Il controllo del governo cinese sull’incidente del 1989 è stato uno spartiacque che ha segnato le differenze tra la Cina e i paesi socialisti dell’ex Europa orientale, tra cui l’Unione Sovietica e la Jugoslavia. Dopo l’incidente, la Cina è diventata con successo la seconda economia più grande del mondo, con un rapido miglioramento del tenore di vita delle persone. La politica di evitare le tensioni è servita a contribuire al decollo economico del paese.

La Cina di oggi, ovviamente, non ha le condizioni politiche per riprodurre improvvisamente la rivolta di 30 anni fa. La società cinese, compresa la sua élite intellettuale, è ora molto più matura di quanto non fosse nel 1989. In quegli anni, la riforma della Cina è stata attuata prima di quella dell’Unione Sovietica e dei paesi dell’Europa orientale. La Cina era completamente inesperta, con una cerchia intellettuale piena di idealismo. La società cinese oggi ha visto abbastanza delle tragedie politiche che si sono verificate nell’Unione Sovietica, in Jugoslavia e in alcuni paesi arabi.

Essendo diventati politicamente maturi, ora comprendiamo il significato del continuo sviluppo del paese attraverso evoluzioni piuttosto che rivoluzioni. Siamo anche consapevoli delle difficoltà e della complessità a livello pratico.

Come vaccinazione per la società cinese, l’incidente di Tienanmen aumenterà enormemente l’immunità della Cina contro qualsiasi grande tumulto politico in futuro.

Abbiamo notato che ogni anno, intorno al 4 giugno, alcune forze al di fuori della Cina continentale invitano l’opinione pubblica e attaccano la Cina. Tali forze sono composte da due gruppi di persone: studenti leader e dissidenti che sono fuggiti all’estero dopo il 1989, e politici e media occidentali.

La comprensione dell’incidente da parte del primo gruppo rimane fissa nel 1989. Si rifiutano di correggere la loro comprensione dello sviluppo della Cina e dei cambiamenti che il mondo ha attraversato. I loro interessi sono stati dissociati dal popolo cinese e si sono fusi con le forze anti cinesi al di fuori della Cina. Il loro atteggiamento nei confronti dell’incidente non può rappresentare quelli dell’opinione pubblica cinese di oggi.

Le discussioni dei politici occidentali sull’incidente sono influenzate principalmente dalle relazioni dei loro paesi con la Cina. A causa del deterioramento dei rapporti tra Cina e Stati Uniti, i funzionari statunitensi hanno lanciato attacchi feroci contro la Cina che si sono concentrati sull’incidente dallo scorso anno. Ma al popolo cinese è chiaro che questi funzionari non sono veramente preoccupati per i diritti umani cinesi, ma stanno facendo uso dell’incidente come strumento diplomatico per sfidare la Cina.

Tuttavia, tutti questi rumori non avranno un impatto reale sulla società cinese. Le azioni delle forze esterne sono del tutto vane.”