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di Wanda Massa

 

Il quotidiano online Repubblica il 19 ottobre scorso, nella cronaca di Roma, ci informa che: Il Vaticano “ingaggia” l’Estetista Cinica per fare la pubblicità alla Cappella Sistina di Michelangelo.

L’Estetica Cinica, al secolo l’influencer bresciana Cristina Fogazzi, che conta al suo attivo 706mila follower su Instagram e quasi 233mila mi piace sull’omonima pagina facebook, lo conferma in un’apposita storia sui social: “Se state vedendo così tanti influencer camminare nei corridoi dei musei Vaticani è grazie a quest’uomo (dice indicando il capo ufficio stampa e addetto ai social media d’Oltretevere, ndr) che ha avuto la brillante idea rispetto a tante altre istituzioni di invitare noi per far vedere questo posto” (purtroppo non è possibile vedere la chicca della presentazione fatta dei musei dalla influencer su Facebook in quanto pubblicata sulle “stories” che, come noto, durano 24 ore: https://www.facebook.com/stories/1687028404678920 ).

Gli altri influencer a cui si riferisce nel video e che l’hanno preceduta in questa missione, sono Chiara Ferragni e Fedez, la cui performance sotto la volta affrescata da Michelangelo ha suscitato numerose di polemiche.

Cristina Fogazzi è un’imprenditrice di successo: nel solo periodo del lockdown ha fatturato 10 milioni di euro dalla vendita online dei propri cosmetici. Da donnaglamour apprendiamo inoltre che è l’esperta di bellezza scelta da Chiara Ferragni.

Se non stupisce la preferenza della famosa fashion blogger per l’Estetica Cinica, più di una perplessità invece desta la scelta della direzione dei Musei Vaticani di affidare la promozione degli inestimabili tesori loro affidati non ad un esteta, ma ad un’estetista.

Il 31 ottobre 2012, papa Benedetto XVI, nel commemorare i 500 anni dall’inaugurazione dell’affresco della volta della Cappella Sistina, pronunciava queste parole: “Questa opera è stata ed è veramente la lucerna dell’arte nostra, che ha fatto tanto giovamento e lume all’arte della pittura, che ha bastato a illuminare il mondo (cit. Vasari, ndr) ». Ma non si tratta solo di luce che viene dal sapiente uso del colore ricco di contrasti, o dal movimento che anima il capolavoro michelangiolesco, ma dall’idea che percorre la grande volta: è la luce di Dio quella che illumina questi affreschi e l’intera Cappella Papale. Quella luce che con la sua potenza vince il caos e l’oscurità per donare vita: nella creazione e nella redenzione. E la Cappella Sistina narra questa storia di luce, di liberazione, di salvezza, parla del rapporto di Dio con l’umanità.”

Forse il vero problema non è il disinteresse dei visitatori per i Musei Vaticani, ma il progressivo eclissarsi della fede, che ci sta privando della capacità di vedere e di gustare la sublime Bellezza dell’arte cristiana.

 

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