Non libro recensione

 

Ho deciso di scrivere un breve libricino usando l’espediente di essere una piccola farfalla che si posa qua e là su fiori diversi, per poi volare altrove. Con una immagine abbastanza semplice sintetizzo quella che è sempre stata la mia indole curiosa della ricerca di Dio e di Dio attraverso l’umano.

Avendo superato da tempo la cinquantina e molte esperienze di vita, mi sono resa conto che l’uomo ha perso la voglia di essere felice, o così pare, dal momento in cui non vuole più sorridere e vivere nella leggerezza, che non è affatto superficialità, come molti potrebbero pensare, bensì è l’arte di non prendere nulla troppo sul serio, a partire da sé stessi.

La leggerezza è un dono di Grazia contenuto nelle parole di Nostro Signore: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime. Perché il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero!” (Mt 11, 28-29-30). E chi non è travagliato in qualche modo?

Molte volte queste Parole sono state a me stessa incomprensibili, fino al giorno in cui ho avuto la sensazione della “leggerezza” e ho capito: la vita è una sola ed è degna di essere vissuta sempre, anche nel pianto e nelle peggiori difficoltà, ma con leggerezza, che a mio avviso è una vera e propria Grazia concessa da Gesù, altrimenti non ce lo avrebbe promesso, con tanto di punto esclamativo!

Non cambiano i problemi, non si risolvono le relazioni terribili, né tutto diventa come vorremmo, ma, in qualche modo, lo Spirito viene portato oltre le nuvole: il mondo resta giù con le sue terribili intenzioni, ma ormai si dimora nell’aria pulita del respiro di Dio.

Con questa intenzione ho voluto tratteggiare in brevi capitoletti, anzi, “non capitoletti”, alcune fra le tipologie umane che ho incontrato nei miei primi 50 anni di serietà eccessiva: non sono personaggi reali nel senso stretto, bensì il frutto di una sintesi di ciò che ho visto e a volte persino vissuto io stessa da che ero bambina. Senza negare che viviamo in tempi difficili, se non proprio drammatici, ho volutamente preso la “penna in mano”, per la prima volta, per regalare sorrisi ironizzando e servendomi della satira comica sul “Mi(ni)stero della Serietà” con cui ci prendiamo troppo sul serio, e magari sopra ci sgraniamo  pure preghiere, senza renderci conto che camminiamo per via con palle di piombo ai piedi, con zavorre di pensieri inutili e cupi e, soprattutto, con l’illusione che il mondo andrà meglio se noi ci metteremo ancora più serietà. Abbiamo perso il gusto della gioia e del gioco, nel senso divino e, purtroppo, lo hanno perso anche molti cristiani, cadendo, forse, nello scoraggiamento.

Vi sono diversi piani di lettura nel mio libretto che a molti potrebbe non dire assolutamente nulla, persino sembrare banale, ma dipende se si prende l’ascensore o se ci si accontenta del pianoterra. Altri significati potranno scaturire da una miccia che io infilo in ogni “non capitolo”, ossia la miccia della riflessione e della presa di coscienza che, seppur alla morte c’è rimedio e si chiama Resurrezione, allora cosa non funziona se vince sempre la tristezza e la mania di credere che il mondo migliore dipenda per forza dai nostri sforzi serissimi?

Tratteggio certe abitudini che, secondo il senso comune, vengono additate persino come virtù (tipo la convinzione di certe madri o di certi padri, che chi leggerà capirà) quando, invece, sono problematicità di chi rischia di restare un “irrisolto” a vita…e di vita ce n’è per tutti una sola!

Concludo il librettino con l’ultimo capitolo che è il primo e l’unico alla maniera affermativa, perché parla dell’Uomo per eccellenza, l’unico che lo è davvero, in quanto anche vero Dio: Gesù Cristo, Nostro Signore, perché tutti gli uomini mi portano a Cristo e Cristo mi riporta da tutti gli esseri umani, con un piccolo messaggio meditato per oltre 50 anni: se non si sorride alla vita che Dio ci ha donato, commettiamo il primo peccato di ingratitudine, ma se usiamo di questa vita per farci da soli (“Chi come Dio?”), ne usciremo ancora peggio: pesanti come lapidi e lugubri senza speranza e via del ritorno.

Parafrasando Sant’Agostino, mi permetto di dire: “sorridi…e fa ciò che sei: il Figlio di Dio che è gioia”.

Ringrazio coloro che vorranno leggerlo, ma spero di riuscire ad offrire un paio di occhiali di riserva per guardare la vita, la storia e noi stessi: le ali della leggerezza di una piccola farfalla.

Buon viaggio…

Manuela Antonia Salvador

 

Non libro
Autore Manuela Salvador
Editore EBS Print
Pagine 62
Pubblicazione 01/2024
ISBN 979-12-5585-309-1
Questo libro verrà stampato nel momento in cui verrà ordinato.

 


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