Ricevo e volentieri pubblico. 

 

vittime di Gaza
vittime di Gaza

 

Samizdat dal paesello

Non esiste la “compensazione degli orrori”(1)

 

Chiamiamolo Fausto. Fausto mi manda moltissimi articoli e mi fa lavorare parecchio. Poiché sono articoli sempre interessanti e da fonti diversificate, è difficile ignorarli. A volte sono cose a me note; altre volte sono cose note, ma spiegate meglio e con maggior dovizia di particolari; poi ci sono cose nuove; e infine anche cose sorprendenti.

Inoltre Fausto mi legge e commenta. A volte tace (anche tacere è un commento), a volte si complimenta, a volte integra, precisa o critica.

 

UN UTILE MALINTESO

Dopo l’ultimo articolo(1) Fausto mi ha scritto così.

«Ho letto tutto il Samizdat dal paesello “Chi ha portato l’asino sul minareto…” che gentilmente mi ha inviato oggi. A mio avviso paragonare l’attentato di Via Rasella del 23 marzo 1944 con l’attentato di Hamas del 7 ottobre 2023 è, a dir poco, un azzardo storico: in primis perché le versioni ufficiali in entrambi i casi riportate da TV e giornaloni fanno acqua da tutte le parti, soprattutto quella dell’attentato di Hamas del 7 Ottobre 2023; secondo, sono due periodi storici molto diversi con popoli in questione molto diversi e soprattutto gli israeliani in Palestina da decenni fanno angherie di tutti i tipi ai palestinesi.»

Gli ho scritto direttamente, ma mi sembra un tema utile da riproporre a tutti. Due le questioni.

  • Un accostamento storico azzardato.
  • E un accostamento storico tra due eventi per i quali non è lecito fidarsi delle versioni ufficiali.

Partiamo da don Milani.(2)

«Si possono studiare insieme tutti i problemi dell’arte dello scrivere: completare e semplificare. Finir di cercare quel che si è ancora detto, cercare di dire col minimo dei mezzi.

Cercare di indovinare la reazione del lettore, eliminare le ripetizioni, le cacofonie, gli attributi e le relative non restrittivi, i periodi troppo lunghi, ridomandandosi all’infinito se un dato concetto è vero, se è nel suo giusto valore gerarchico, se è essenziale, se il destinatario avrà gli elementi per comprenderlo, se provocherà malintesi.»

Come sanno i miei lettori, “semplificare” e “dire con il minimo dei mezzi” non fa parte del mio corredo. È una scelta che ho maturato nel tempo, e non una semplice abitudine. Non avendo limiti di spazio, mi sono accorto che arrivare a un concetto attraverso una narrazione può aiutare, più che dare il “colpo di maglio” di una verità espressa in poche frasi essenziali.

Ma sulla seconda parte sono in netta sintonia con don Milani. Mi “ridomando all’infinito”, e quindi niente di strano che in cima al testo siano indicate 3 o 4 date di stesura dell’articolo. Scrivo. Mi interrogo se quel che ho scritto è vero, ripescando fonti varie. Se vedo che su un avvenimento ho una memoria frammentaria, studio e riparto a scrivere. Poi passo il testo a mia moglie, vaglio essenziale per sapere «se il destinatario avrà gli elementi per comprenderlo, se provocherà malintesi». Se mia moglie si limita ad aggiustamenti, correggo e spedisco. Se richiede varianti corpose, allora dovrà sorbirsi anche una seconda lettura.

E, nonostante questo percorso, il malinteso è sempre possibile. Grato quindi a Fausto per avermelo fatto notare. Infatti io non volevo fare quel confronto come “azzardo storico” ma come una sorta di “azzardo morale”.

Cerco di spiegarmi.

 

AZZARDO STORICO, AZZARDO MORALE

Noi costruiamo degli stereotipi condivisi, e lo facciamo col solito concetto del “perché non accada mai più”. Poi accadono cose moralmente peggiori e la nostra reattività si rivela in realtà blanda o nulla.

Vediamo come ci siamo comportati con l’abbinata “attentato di Via Rasella” + “Fosse Ardeatine”(1)

  • Noi abbiamo costruito il mausoleo delle Fosse Ardeatine, dichiarando quindi che la rappresaglia è un crimine. Alle Fosse Ardeatine 335 persone sono state uccise per NON aver commesso il fatto.
  • Al contempo abbiamo smorzato le responsabilità e l’importanza dell’attentato di via Rasella, dichiarando che l’attentato avesse una qualche forma di legittimità, affinché non ci fossero attenuanti al delitto delle Fosse Ardeatine.

In Palestina accade non “la stessa cosa” (quindi non faccio accostamenti storici), ma accade “concettualmente la stessa cosa” (quindi faccio un accostamento morale) e noi ribaltiamo il nostro atteggiamento.

Vediamo come ci siamo comportati con l’abbinata “7 ottobre di Hamas” + “attacco a Gaza”.

  • L’atto di Hamas del 7 ottobre 2023 lo dichiariamo assolutamente illegittimo e criminale.
  • Mentre invece alla rappresaglia di Israele a Gaza diamo, volenti o nolenti, una patente di legittimità. Infatti i servizi TV(3) da una parte annunciano il “contatore di Gaza” a 26.000 morti, dall’altra parte si limitano a intervistare una mamma con bambini che tremano dal freddo e fanno vedere qualche telo che (presumibilmente) copre dei morti. Fine. Una “indignazione tranquilla”, se volessimo coniare un’espressione.

Uso il plurale “noi” perché non mi chiamo fuori dal sistema mediatico occidentalista.

Tutto si basa sul sistema perverso della “compensazione degli orrori”. Se don Camillo tira un martello a Peppone, e successivamente Peppone tira un martello a don Camillo, «siamo pari». No, ammonisce il Crocifisso, «una stoltezza più una stoltezza fa due stoltezze».(4)

In altre parole, una disamina serena dell’attentato di Via Rasella non attenua in nulla l’orrore delle Fosse Ardeatine. È solo il nostro cortocircuito mentale che necessita di un “via Rasella tenue” per avere un “Fosse Ardeatine splendente”.

Via Rasella è quello che è. Partigiani comunisti fecero saltare in aria dei montanari sudtirolesi (basta guardare i luoghi di provenienza dei 33 morti, c’è la mappa completa del Sud-Tirolo), loro concittadini del Regno d’Italia fino a pochi mesi prima.(8)

Uomini obbligati a marciare per Roma sotto bandiera nazista, ma così abbordabili che «con l’avvicinarsi dell’apertura dei negozi, la strada aveva iniziato a popolarsi di passanti, tra cui – come scrisse Pasquale Balsamo nel 1954 – “una frotta di bambini [che] si era accodata alla colonna nazista per giocare ai soldati. Fu un attimo terribile per tutti. Era troppo tardi per procrastinare di un solo secondo l’azione; il segnale, ormai, era stato dato” Questi bambini furono fatti allontanare dai gappisti, per evitare che fossero coinvolti nell’esplosione».

Soldati coi bambini tra i piedi: assomigliano molto ai “territoriali” splendidamente descritti da Guareschi nel racconto “Residuati di guerra”.(5)

L’attentato di Via Rasella fu un delitto senza attenuanti (ricordiamo anche l’uomo e il ragazzino morti insieme ai sudtirolesi) che di “militare” non aveva nulla: militarmente inutile. Pensate di essere il figlio di uno degli uccisi alle Fosse Ardeatine. E pensate di essere il figlio di un montanaro sudtirolese fatto a pezzi in via Rasella. Forse apparirà più chiaro che «una stoltezza più una stoltezza fa due stoltezze».

Adesso spostiamoci in Palestina.

I 26.000 morti fatti da Israele a Gaza sono rappresaglia, da condannare senza attenuanti, come condanniamo le Fosse Ardeatine. L’affermare che l’azione di Israele serve a eliminare Hamas è risibile per due motivi:

  • innanzitutto perché Hamas sa muoversi nei tunnel (da 550 a 700 km di tunnel, secondo Israele), e quindi, nella completa distruzione di Gaza, resterà in essere solo Hamas;
  • inoltre ogni sopravvissuto di Gaza, dopo quello che ha subito da parte di Israele, sarà verosimilmente il militante di Hamas di domani.

E l’azione di Hamas del 7 ottobre 2023 è come l’attentato di via Rasella: un delitto collettivo militarmente inutile, fatto su innocenti.

La condanna senza attenuanti di entrambi i fatti è l’unico modo per conservare una base di moralità ai nostri giudizi. L’un fatto non attenua l’altro. Non c’è la compensazione degli orrori.

Se pensiamo che a Israele sia lecito uccidere 26.000 persone a Gaza, allora ai tedeschi era lecito uccidere 335 uomini a Roma. A meno che non pensiamo che «noi siamo i buoni e perciò abbiamo sempre ragione». Ma il pensarlo mi sembra un azzardo.

Poi c’è l’altra faccenda segnalata da Fausto: non bisogna mai fidarsi delle versioni ufficiali.

 

GLI AVVENIMENTI STORICI SONO ESPOSIZIONE MEDIATICA

Solo l’uomo buono ha un’esposizione lineare degli avvenimenti. Al massimo tiene riservati gli avvenimenti che non gli appartengono e che vanno tutelati dalla curiosità altrui.

La storia invece ha sempre due aspetti: (a) i fatti come vengono mediaticamente esposti e (b) la trama nascosta, che può cambiare completamente anche i rapporti causa-effetto tra gli avvenimenti stessi.

Niente di strano, visto che la storia è in gran parte gestita da servizi segreti. I quali sono, appunto, “segreti” e non ci tengono a divulgare ciò che stanno facendo. Anzi, spesso sono deputati anche al depistaggio. Se avete dei dubbi, guardate la notizia di oggi: «A Parigi incontro Mossad, CIA, Egitto e Qatar, per cercare un accordo sullo stop ai combattimenti». Mossad + CIA, ossia quelli che sanno realmente come stanno le cose.

La mente tende ad appiattirsi sui fatti mediaticamente esposti (fatti, cioè, che i servizi segreti giudicano spendibili presso il grande pubblico), ma la mente può essere risvegliata con l’uso della logica, con lo studio della storia passata, con l’uso della statistica, eccetera.

Quindi che l’attacco di Hamas del 7 ottobre non sia stato come viene raccontato in TV lo credo anch’io, come lo crede Fausto. Ma, per sapere come è andata realmente, occorre mettersi in sintonia con la “fantasia perversa” caratteristica di chiunque agisce nell’ombra. Ci sono alcuni paletti ineludibili.

  • Non è pensabile che un attacco come quello perpetrato da Israele su Gaza sia stato pianificato dopo il 7 ottobre 2023. È esattamente come gli attacchi all’Afghanistan, Iraq, Libia, Siria: piani preparati da anni, che attendono solo un avvenimento che faccia da innesco. Poi, partito l’innesco, si va ad agire col vento mediatico in poppa.
  • L’impreparazione di Israele di fronte all’attacco del 7 ottobre 2023 cozza contro la logica di un Mossad che da sempre è un servizio segreto particolarmente efficiente (e di conseguenza con molto pelo sullo stomaco).
  • La bugia esplicita è la caratteristica della storia dei nostri tempi: la strage di Timisoara, i talebani che nascondono Bin Laden, le armi di distruzione di massa di Saddam, Gheddafi che bombarda il suo popolo, Assad che opprime la Siria, Bin Laden ucciso in un compound in Pakistan e sepolto in mare, la Russia alla quale “parte l’embolo” il 24 febbraio 2022, eccetera.
  • La “inutilità militare” del 7 ottobre. Cosa pensava di ottenere Hamas dall’attacco? Niente, ovviamente. Se non una risposta certa di rappresaglia come tutte le altre volte, dove il rapporto 100 palestinesi morti per 1 israeliano morto era già stato posto in essere in attacchi a Gaza nel passato.
  • È possibile che ci siano infiltrati di servizi segreti occidentali in Hamas? Ci sarebbe da stupirsi del contrario. La presenza di infiltrati nella parte avversa è una costante della storia, metodologia ben sfruttata da parte dei servizi segreti più efficienti. La presenza di infiltrati complica ovviamente la ricostruzione dei fatti.

Fissati questi paletti, ognuno tenti di mettersi in sintonia con la “fantasia perversa”, se ce la fa. Noi uomini normali facciamo fatica a pensare con le categorie mentali di uomini addestrati a non guardare in faccia a nessuno, e per i quali «Viva la muerte! Tua» è un motto fondamentale.

Immaginatevi una storia alternativa, eliminando innanzitutto la linearità dell’uomo buono: prima c’è il 7 ottobre, poi c’è l’attacco a Gaza. No, non è detto che sia così. Anzi è quasi certo che non sia così. Le cose sono estremamente più complesse, ma mica posso scriverle in un Samizdat. Mi basta pensarle.

Ricordatevi che a Parigi non ci vanno Israele e gli USA, ci vanno il Mossad e la CIA, servizi segreti con un livello di finanziamento e di potenza superiore a tutte le altre organizzazioni analoghe. Da loro proviene il massimo livello di pericolosità per la vita degli uomini normali: i servizi segreti infatti sono “al servizio”, ma non certo al servizio dei piccoli e dei poveri.

Se ci sono in ballo Mossad e CIA, la realtà dell’abbinata “7 ottobre” + “attacco a Gaza” sta nascosta nelle tenebre, e solo la “fantasia perversa” può farci immaginare come sono andati i fatti.

«Credo che sia stato Jung a sviluppare la massima psicoanalitica più chirurgicamente malvagia: “Se non riesci a capire perché qualcuno ha fatto qualcosa, osserva le conseguenze e ne potrai dedurre la motivazione.” È un bisturi psicologico. Non sempre è uno strumento adatto, può tagliare troppo profondamente o nei punti sbagliati. È forse un’opzione da ultima spiaggia. Ci sono momenti, però, in cui la sua applicazione si rivela illuminante.» (7)

Se non riesci a capire perché qualcuno ha fatto qualcosa (l’inutile attentato di Via Rasella ai montanari sudtirolesi), osserva le conseguenze (la strage delle Fosse Ardeatine), e ne potrai dedurre la motivazione.(9)

Se non riesci a capire perché qualcuno ha fatto qualcosa (l’assurdo attacco di Hamas del 7 ottobre), osserva le conseguenze (la strage di Israele a Gaza) e ne potrai dedurre la motivazione.

Forse. Perché questo metodo «non sempre è uno strumento adatto, può tagliare troppo profondamente o nei punti sbagliati».

L’importante però è non appiattirsi sulle favolette TV e sulla “indignazione tranquilla” di 26.000 morti che passano via lisci senza lasciare traccia mediatica.

Lo metto in un riquadro, tanto per fare sintesi.

Se pensate agli avvenimenti di Palestina secondo lo schema che vi propone la TV, state certamente pensando in modo sbagliato.

Per arrivare a pensare gli avvenimenti in modo giusto, occorre mettere in moto la “fantasia perversa” che normalmente fa paura all’uomo normale, ma che è necessaria per immaginare eventi che si svolgono nelle tenebre dei servizi segreti, fuori dai riflettori dei media.

Per arrivare però a pensare semplicemente in modo “moralmente giusto”, senza pretendere la conoscenza profonda degli avvenimenti, non serve la “fantasia perversa”: è sufficiente osservare i morti e tutto il loro corollario (rapiti, feriti, senza tetto, affamati, ecc.) e dare a ciascuno le sue colpe.

Senza fare nessuna compensazione degli orrori.

 

VITTORIA CARINI, ALLA PROSSIMA

Mi aveva scritto anche Vittoria Carini, piuttosto innervosita da un testo di Fabrice Hadjadj sempre sul tema di Israele e Hamas. Il testo ha sconcertato anche me, appuntamento alla prossima. A Dio piacendo.

 

Giovanni Lazzaretti

giovanni.maria.lazzaretti@gmail.com

 

NOTE

  • 1) Questo testo presuppone la lettura del Samizdat n.53, “Chi ha portato l’asino sul minareto…”.
  • 2) Brano di una lettera di don Milani al maestro Mario Lodi, 2 novembre 1963.
  • 3) TV 2000 del 27 gennaio, dopo il rosario di Lourdes. Le altre TV non hanno toni diversi.
  • 4) Taglio Laser n.427 “Senza pace, senza giustizia, senza pietà, senza misericordia”.
  • 5) I racconti di Guareschi col titolo “Residuati di guerra” sono due. Mi riferisco al racconto sul “tognino” Hans Kopfer e i suoi territoriali militarmente insediati in una fattoria della bassa.
  • 6) Citato recentemente in Samizdat n.55 “Indagine su un caso chiuso”. Più ampiamente in Taglio Laser n.390 “La seconda ondata”.
  • 7) Jordan Peterson, nel libro “12 regole per la vita”.
  • 8) Dopo l’8 settembre 1943 l’Alto Adige formalmente resta entro la Repubblica Sociale Italiana, ma viene di fatto governato direttamente dalla Germania (come pure Trento e Belluno). Inizialmente in Alto Adige vengono arruolati prevalentemente degli Optanten (persone germanofone che, con l’opzione del 1939, avevano scelto di passare al Terzo Reich ma ancora non l’avevano fatto). Nel 1944 la Wehrmacht cominciò ad avere scarsità di reclute e iniziò ad arruolare anche i Dableiber (persone germanofone che NON avevano optato per il Terzo Reich) alle quali «vennero assegnati agli incarichi più umili, tra il disprezzo degli alti comandi, in cui sedevano esclusivamente persone legate al Reich tedesco». In questa seconda fase venivano arruolate tutte le classi dal 1894 al 1926, ossia dai diciottenni ai cinquantenni.
  • 9) «Cioè?» appunta a biro mia moglie. Cioè, niente. La “fantasia perversa” è roba personale, al massimo se ne può chiacchierare a voce.


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