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Immagine di repertorio (foto: afp)

 

II Domenica di Quaresima (Anno A)

(Gen 12,1-4; Sal 32; 2 Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9)

 

 

di Alberto Strumia

 

Percorrendo le letture di tutte le domeniche di Quaresima – in modo particolare in questo difficile anno della storia dell’umanità e della Chiesa, segnata dalla/e guerra/e e dall’apostasia – è sempre più chiaro l’invito continuo a leggere anche il nostro tempo come documento della vittoria di Cristo; e della sconfitta dell’uomo/umanità che tenta di fare a meno del vero Dio e di Cristo che è Dio-Uomo, unico Salvatore.

Le letture della domenica scorsa – prima domenica di Quaresima – ci documentavano come solo il Figlio di Dio, Verbo fatto carne in Gesù di Nazaret, abbia avuto la capacità di smascherare, “vincendo”, il triplice inganno di Satana, smontando

– la “tentazione materialista”

– la “tentazione del delirio di onnipotenza”

– la “tentazione del potere sugli uomini” anche a prezzo della propria anima ceduta all’adorazione del demonio.

Nel Vangelo di questa seconda domenica, la descrizione della Gloria di Cristo, trasfigurato davanti agli occhi dei tre Apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, è il trionfo “visibile” della “vittoria di Cristo” con la conseguente dissoluzione di ogni vittoria apparente di un’umanità che ha tentato di percorrere una “via” diversa da Lui («Io sono la Via», perché «Io sono la Verità e la Vita», Gv 14,6).

Ai nostri giorni, noi abbiamo davanti agli occhi la sconfitta “visibile” di un’umanità che ha tentato di percorrere una “via” diversa da Lui, da Cristo unico Salvatore.

  1. L’anti-trasfigurazione di Satana. La storia di questi nostri anni, nei suoi aspetti “negativi”, è già una prima fase della “trasfigurazione”: quella del progressivo “sfigurarsi” dell’essere umano che si allontana da Dio e da Cristo, per darsi un “volto artificiale” costruito con le sue sole mani. Un “volto artificiale” che può essere cambiato, ad arbitrio e a piacimento, tutte le volte che si vuole, fino al punto di impazzire per dissociazione, non sapendo più né che si è, né che cosa davvero si vuole (maschi o femmine o qualcosa d’altro…; famiglie o ammassi di animali e anime disorientate; padroni del mondo portatori di morte ed esseri terrorizzati dal dovere morire, inesorabilmente; assetati di potere e schiavi del potere altrui fino a vendersi a Satana per averne sempre di più, ecc., ecc.).
  2. La Trasfigurazione di Cristo e dell’uomo con Cristo. Oggi veniamo istruiti, se lo abbiamo dimenticato, e non ci va bene l’anti-trasfigurazione di Satana, che seguire il Signore della Vita è la strada giusta per arrivare alla gloria per la quale siamo creati ed esistiamo.

Il fallimento più evidente e tragico conseguente all’aver percorso altre strade deve convincere! Dobbiamo, forse, lasciare che le cose peggiorino ulteriormente? Non ci bastano gli orrori del mondo di questi nostri anni? Dobbiamo lasciarci “drogare” ulteriormente da ideologie fallimentari, da pensieri unici soffocanti per la loro falsità?

«Siete anche voi così privi di intelligenza?» (Mc 7,18) come tutti gli altri, dovette dire Gesù addirittura ai suoi discepoli… E allora, oggi, che cosa dice di diverso a noi che diciamo di volerlo seguire, e a coloro che ci devono aiutare, come guide, a farlo!

«Ascoltatemi tutti e intendete bene» (Mc 7,14), dice anche a noi ora!

Questo è il forte richiamo della Quaresima di questo anno (annus orribilis della storia dell’umanità). Questo è l’invito alla “conversione” che conviene, propriamente, al Tempo di Quaresima.

“Conversione”, significa letteralmente “ri-orientamento”. Come l’ago della bussola si oriente verso il polo nord, così abbiamo bisogno di orientarci nuovamente verso Cristo, superando la fase della tempesta magnetica che ha fatto perdere la bussola all’umanità.

– Nella prima lettura Abramo è invitato, vigorosamente, da Dio a lasciare la terra nella quale si trova, seguendo l’orientamento che Egli gli indica come “polo” di riferimento: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò».

Sul momento non può che avvertire quella stessa “solitudine” – la stessa incomprensione della parentela, degli amici, dei vicini, di quelli con i quali lavora – che oggi prova un cristiano che non ha smarrito del tutto l’orientamento verso Cristo, come lo ha sempre sentito annunciare. Ma subito dopo non può che avere le stesse conferme sulla “Verità della Vita” di chi si trova in cammino in una nuova terra sicura (che per noi è quella dell’Eternità). Come Abramo ebbe il coraggio di prendere la decisione giusta («Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore»), così, oggi, questa Quaresima invita noi a fare altrettanto, andandocene dalla palude della logica del mondo di oggi, non cedendo all’illusione del compromesso che serpeggia, anzi è al potere anche nella Chiesa di oggi.

– Nella seconda lettura san Paolo ci dice che tutto questo si riesce ad affrontare con la forza di Dio («Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo»); con la forza della Grazia, che domandiamo attingendola principalmente dai Sacramenti, dalla preghiera e dalla sincera comunione tra noi che ci aiutiamo richiamandoci con le parole della Verità che abbiamo ascoltato e custodito fedelmente, proprio quando molti le hanno disperse.

– Il versetto dell’Alleluia lo ha ribadito: «Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».

– L’esperienza del dato di fatto che «Retta è la parola del Signore» (Salmo responsoriale) non fa che darci un’ulteriore conferma della Verità del Cristianesimo. Del resto, quale alternativa credibile, che non si sbriciola alla prova della realtà, potrebbe essere ancora rimasta in piedi? Dove altrimenti si potrebbe andare? E a chi ci si potrebbe rivolgere con un minimo di fiducia, in un mondo come quello attuale («“Volete andarvene anche voi?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”», Gv 6,68).

Come Maria, la Madre di Dio, che comprese e visse tutto “in anticipo”, anche noi, oggi, ci troviamo, in gran parte anche senza merito ma per vocazione, a comprendere molte cose “in anticipo” su tanti altri. Per questo a lei chiediamo l’aiuto necessario per sostenere la fatica di questo “anticipo”, che è allo stesso tempo, motivo per rallegrarci per questa esperienza di Verità che ci è data “in anticipo” sul Paradiso.

 

Bologna, 5 marzo 2023

 

 

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