Alcuni pastori della Chiesa sono più fiduciosi, o addirittura sfacciati, nel trasformare i vaccini in una questione di moralità che non nel trasformare la moralità sessuale in una questione seria.

Un articolo di Carl E. Olson pubblicato su Catholic World Report. Olson è editore di Catholic World Report e Ignatius Insight. Ecco l’articolo nella mia traduzione. 

 

(Image: Mufid Majnun/Unsplash.com)
(Image: Mufid Majnun/Unsplash.com)

 

Con così tante sfide che dobbiamo affrontare oggi in materia di COVID – nuove varianti, direttive mutevoli da parte di numerose autorità, domande infinite su tanti fattori complessi – mi ha rincuorato leggere questo pezzo di sensibile sanità mentale di un cardinale americano:

Va da sé che questo significherà anche rifiutare un modo autoritario o paternalistico di trattare con le persone che detta legge, che pretende di avere tutte le risposte, o risposte facili a problemi complessi, che suggerisce che le regole generali porteranno senza soluzione di continuità chiarezza immediata o che gli insegnamenti della nostra tradizione possono essere applicati preventivamente alle sfide particolari che affrontano le coppie e le famiglie.

Forse vi è sfuggito. Se è così, c’è una buona ragione: la citazione, pur essendo effettivamente di un prelato americano, non ha nulla a che fare con COVID. Viene da un discorso del 9 febbraio 2018 intitolato “La rivoluzione della misericordia di Papa Francesco: Amoris Laetitia come nuovo paradigma della cattolicità“, tenuto dal cardinale Blase Cupich al Von Hügel Institute, a Cambridge, in Inghilterra.

Lo cito perché la settimana scorsa il cardinale Cupich ha pubblicato una rubrica dal titolo piuttosto rigido, in bianco e nero, “Farsi il vaccino COVID-19 è un obbligo morale“. Egli applaude al crescente numero di americani che si sottopongono al vaccino COVID, e dice: “Controllare la crescita del contagio è fondamentale, rendendo la vaccinazione universale un obbligo morale”. Egli afferma che è “promettente” che “il 60% degli americani è d’accordo con l’affermazione: ‘Perché vaccinarsi contro il COVID-19 aiuta a proteggere tutti, è un modo di vivere il principio religioso di amare il prossimo’”.

Ora, questo può essere lodevole. O forse no. Ma è semplicemente fuori tema. Né il papa, né il suo dicastero dottrinale, né alcun serio teologo morale ha sostenuto o affermato che fare il vaccino è un obbligo morale.

Infatti, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha detto esplicitamente il contrario, un anno fa: “Allo stesso tempo, la ragione pratica rende evidente che la vaccinazione non è, di regola, un obbligo morale e che, pertanto, deve essere volontaria”. I singoli cattolici sono liberi di usare il loro giudizio prudenziale e prendere decisioni informate, seguendo la loro coscienza, riguardo alle iniezioni COVID.

Cupich, nella sua rubrica, naturalmente non menziona mai la coscienza. Lo faccio notare perché egli ha un notevole record nell’ invocare la “coscienza” quando si tratta di questioni di moralità sessuale. Per esempio, sei anni fa, in questo mese, ha dichiarato:

Quando le persone che sono in buona coscienza, lavorando con un direttore spirituale, arrivano alla decisione che devono seguire quella coscienza. Questo è l’insegnamento della Chiesa. Quindi, nel caso di persone che ricevono la Comunione in situazioni irregolari, vale anche questo.

La domanda poi è stata: “Questo si applica alle persone gay?” La mia risposta è stata: “Anche loro sono esseri umani”. Hanno una coscienza. Devono seguire la loro coscienza. Devono essere in grado di avere una coscienza formata, capire l’insegnamento della Chiesa, lavorare con un direttore spirituale e arrivare a queste decisioni. E noi dobbiamo rispettarlo.

Qui non si parla di un “obbligo morale”. E questo non è troppo sorprendente, poiché Cupich ha una comprensione imperfetta e problematica della coscienza, come ho esaminato in dettaglio.

Nel frattempo, siamo rimasti con questo fatto scomodo: alcuni leader della Chiesa sono più fiduciosi, o addirittura sfacciati, nel trasformare i vaccini in una questione di moralità che non nel trasformare la moralità sessuale in una questione seria – che colpisce le vite e le anime in modi che sono fisicamente, emotivamente, relazionalmente ed eternamente dannosi.

Per essere chiari, ho rifiutato di prendere le attuali iniezioni di COVID principalmente a causa delle preoccupazioni sull’efficacia e la sicurezza, per non parlare della necessità. Mi incuriosisce anche la natura sempre più religiosa, persino di culto, di coloro che insistono che i vaccini sono la via, la verità e la vita. L’ossessione per le iniezioni non è realmente radicata nella scienza, così come la propaganda della paura sulla COVID tradisce una visione tecnocratica della vita che è, per molti versi, molto più preoccupante a livello sociale e civile della COVID stessa.

Detto questo, se decidete che le iniezioni fanno per voi, non ho alcun interesse a fermarvi o a dare giudizi morali sulla vostra scelta. Ma dichiarare che prendere il vaccino COVID-19 è un “obbligo morale” è un passo troppo lungo. Nemmeno la CDF di Papa Francesco è arrivata a tanto.

 

 

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