Un interessante articolo Francis Phillips, pubblicato qualche tempo fa sul Catholic Herald, che contrappone la figura del filosofo Friedrich Nietzsche a quella di Pier Giorgio Frassati,  un luteranesimo prussiano soffocante e dalla mentalità ristretta a un cattolicesimo solare vibrante di santità ed esuberante amore per la vita. Il tutto alla luce dello scenario odierna della generazione fiocco di neve.

La traduzione è a cura di Elisa Brighenti. 

 

Friedrich Nietzsche, filosofo

Friedrich Nietzsche, filosofo

 

Nel suo capitolo finale di Come essere un conservatore, di cui ho scritto un post per un blog la scorsa settimana, Roger Scruton cita il famoso poema di Matthew Arnold “Dover Beach“, scritto nel 1867 come un lamento per la perdita di fede che vedeva intorno a lui. Descrivendo la “malinconia molto inglese” della poesia, Scruton la contrappone a ciò che il filosofo tedesco Nietzsche avrebbe scritto 20 anni dopo in Human All Too Human, commentando che Nietzsche riconosceva “l’enorme trauma morale che la nostra civiltà deve subire, mentre la fede cristiana si allontana.”

Contrariamente ai due scrittori, Scruton scrive che la perdita di fiducia di Arnold si è verificata in un mondo in cui “tutti gli ornamenti esteriori di una comunità religiosa rimangono al loro posto”, mentre la perdita di Nietzsche è “una perdita assoluta” in cui egli prevede “un mondo nuovo, in cui le istituzioni umane non saranno più puntellate da pie abitudini e sante dottrine, ma ricostruite dal tessuto grezzo e non temperato della volontà di potere”.

Oltre ad essere profetico, Nietzsche è uno scrittore ipnotico dai paradossi feroci e brillanti. Tutto ciò è documentato da Patrick West, nel suo libro stimolante e provocatore dal titolo Get Over Yourself: Nietzsche for Our Times (Andate oltre voi stessi: Nietzsche perr i nostri tempi, ndr). L’autore è animato da due passioni: l’amore per gli scritti del filosofo e il disprezzo per le sensibilità culturali moderne, che considera deboli, paurose e narcisistiche. La cura per la generazione fiocchi di neve (*) è, come suggerisce con forza, quella di capire cosa occorra, secondo lo scrittore tedesco, per diventare un essere umano superiore (“ubermensch”).

Invece di lamentarsi delle avversità e delle difficoltà, Nietzsche “ci ha insegnato ad abbracciarle per superarle”. A coloro che richiedono “spazi sicuri”, timorosi di critiche e opposizioni, consiglia di “vivere pericolosamente”. Smettete di inseguire la felicità; non è la norma: “Ognuno ha problemi.” West consiglia, nello spirito del suo mentore, di evitare “di essere risentiti, invidiosi o autocommiserativi. La vita è lotta. Diventate i padrone di voi stessi. Superate voi stessi.” Invece di lezioni di felicità, forse agli studenti dovrebbero essere insegnati i pensieri contro-culturali e incendiari di Nietzsche?

Il libro di West è una vivace introduzione a colui i cui scritti, in particolare la sua nozione di “volontà di potere”, sono stati fatalmente fraintesi dalla generazione tedesca successiva. Difficilmente può essere biasimato per la distorsione tossica delle sue idee da parte dei nazisti. Come sottolinea West, Nietzsche non è mai stato un proto-nazista: “Odiava il nazionalismo, il militarismo, l’antisemitismo e il pensiero di gruppo”. Sua sorella e suo marito, un rabbioso antisemita, misero insieme le note che sono diventate La volontà di Potenza dopo la morte di Nietzsche.

Nonostante il suo entusiasmo per la sua materia, West non si lascia intimidire da lui. Include diversi lati umoristici, per esempio, “Nietzsche aveva molto in comune con Karl Marx: nazionalità, problemi di denaro, una cicatrice da duello, imponenti peli sul viso, discepoli che capivano il maestro davvero molto male …”

Espressa attraverso Get Over Yourself è l’avversione di Nietzsche per il cristianesimo. La mia critica al libro a questo proposito è che l’Occidente non colloca sufficientemente questo odio nel contesto dell’educazione di Nietzsche all’interno di un luteranesimo prussiano soffocante e dalla mentalità ristretta. Vide anche ciò che Matthew Arnold osservava: l’ipocrisia di abitudini cristiane esteriormente rispettabili, ma prive della persona di Cristo. In sostanza, egli ha inveito contro la corruzione del cristianesimo della fine del XIX secolo.

Nietzsche ebbe un crollo mentale totale e incurabile il 3 gennaio 1889 mentre viveva a Torino. Il beato Pier Giorgio Frassati nacque nella stessa città nel 1901, l’anno dopo la morte di Nietzsche. Rifletto in maniera controfattuale su cosa sarebbe potuto accadere se il brillante, tragico e ateo filosofo avesse vissuto ancora e incontrato questo giovane, con tutta la sua vibrante santità ed esuberante amore per la vita. West ci ricorda che Nietzsche voleva che le persone vivessero “con coraggio e sincerità”. Frassati visse questo ideale, combinandolo con l’amore cristiano. Lì c’è il vero “Ubermensch” (“superuomo”, ndr).

 

 

(*) La generazione fiocco di neve, o generazione millennial, è quella formata dai giovani che hanno raggiunto la maggiore età nel decennio 2000-2010. La definizione “fiocco di neve” gli è stata attribuita per l’imprevedibilità e per la volubilità che li caratterizza.

 

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