(se il video qui sopra non si apre, cliccare qui)

 

La storia del dottor George #Fareed è l’emblema di ciò che l’ #epidemia da #Covid poteva essere e che invece non è stata. 77 anni, #medico di una cittadina di campagna chiamata Brawley (California), il camice bianco statunitense ha avuto testimonianza diretta dell’efficacia delle #curedomiciliari. Se usati nei modi e nei tempi corretti una serie di farmaci rendono l’infezione, che danni immani ha causato nei svariati angoli del mondo, un qualcosa di diverso da come l’abbiamo sempre intesa. 7.000 controlli su pazienti in una comunità ad altissimo rischio, il 99,96% di guariti, 0 decessi: questi i risultati del trattamento precoce operato da Fareed, in collaborazione con il medico #BrianTyson.  

La loro esperienza va avanti da 18 mesi, quando hanno iniziato a prendere in carico i pazienti all’inizio del decorso della #malattia. Già dopo metà anno ad usare il protocollo, combinazione di farmaci sempre più corretta e ampliata, i risultati portavano a galla tutta un’altra #verità rispetto a ciò che ha vissuto la maggior parte della popolazione mondiale. Nessuna persona è finita in #ospedale, evitando così le tragiche scene delle terapie intensive intasate così familiari in #Italia. La strategia della vigile, vigilante o qualsivoglia tipo di attesa mostra tutta la sua vulnerabilità di fronte a questo tipo di evidenze scientifiche. Non solo nel nostro Paese ma anche negli #StatiUniti del dottor Fareed, il quale ha intrapreso una lunga battaglia ancora in corso contro medici e istituzioni che non accettano questo tipo di soluzione. #GeorgeFareed ha testimoniato la sua lotta a favore delle #cure precoci in un intervento presso il #Senato della Repubblica, in occasione dell’International Covid Summit. “Le morti sono prevenibili, ma devi curare in anticipo – ha sostenuto il dottore californiano – nessuno deve morire di #Covid19. Pochissimi sarebbero dovuto morire!”. Il suo discorso di denuncia in #Parlamento tradotto e sottotitolato in questo video.

 

 

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