Battesimo sacramento

 

 

di John Grondelski

 

Il battesimo è un cambiamento spirituale e ontologico irreversibile o un dato personale registrato che può essere cancellato su richiesta? È questa laquestione attualmente all’esame della Corte di giustizia europea. Invocando il “diritto alla cancellazione” ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione europea, un cattolico belga non praticante chiede che il proprio nome venga cancellato dai registri battesimali della Chiesa. La diocesi di Gand si oppone.

Fino al XVI secolo, in Europa prevaleva l’ampio consenso secondo cui il battesimo è unico, irripetibile e indelebile. In un certo senso, la questione della possibilità di annullare il battesimo era già stata anticipata nella controversia donatista sulla riammissione dei cristiani apostati durante le persecuzioni romane. Il fatto che la Chiesa riconoscesse la possibilità di una riconciliazione post-battesimale significava che l’identità cristiana di una persona non potesse essere cancellata.

La questione della permanenza del battesimo fu messa in forte risalto nel primo decennio della Riforma, con l’ascesa dell’anabattismo in Svizzera e le iniziali esitazioni di Ulrich Zwingli sul battesimo dei neonati. Gli anabattisti potevano anche discutere se il «battesimo» di un neonato fosse, di fatto, un battesimo valido, ma nemmeno loro negavano che fosse un fatto storico. Il trattato di Martin Lutero del 1528 Sul ribattesimo chiarisce che, indipendentemente da qualsiasi altra divisione potesse esistere, la posizione cristiana dominante sul battesimo era che esso fosse unico, irripetibile e definitivo: «Non si può dire del battesimo: “Ecco, il battesimo c’era ma non c’è più”. No, esso rimane, poiché il comando di Dio rimane, e ciò che è fatto secondo il suo comando permane e rimarrà per sempre». Si può diventare un cristiano cattivo o un cristiano non praticante. Non si può smettere di essere cristiani.

Una sentenza a favore del ricorrente nella causa dinanzi alla Corte di giustizia limiterebbe fondamentalmente il diritto dei cristiani in Europa di essere cristiani. Il fatto storico di un battesimo è innegabile; ciò che tale fatto significa e comporta non è affare dello Stato. Il coinvolgimento dello Stato in tali questioni finirebbe per interferire con il diritto di un cristiano di praticare la propria fede.

Ad esempio, la Chiesa cattolica sostiene che il matrimonio tra due cristiani sia un sacramento. Modificare i registri battesimali comporterebbe quindi un sacrilegio sacramentale, poiché renderebbe oscuro se un potenziale coniuge sia o meno cristiano e, di conseguenza, se il matrimonio sia sacramentale. Lo Stato non ha il diritto di esigere dalla Chiesa un’amnesia ecclesiastica nei confronti di coloro che desiderano contrarre matrimonio sacramentale.

Ciò che il cittadino belga vuole è ridurre la società europea allo «Stato» e agli «individui», con qualsiasi relazione con altri individui — individualmente o collettivamente (come una Chiesa) — soggetta alla regolamentazione statale. Un simile modello di relazioni sociali non lascia spazio a istituzioni intermedie o indipendenti.

Ma qui è all’opera un’altra idea, che affligge profondamente la vita moderna: l’idea che libertà significhi «tenersi aperte tutte le opzioni». Essa si fonda sulla convinzione che tutto sia sempre provvisorio, sempre soggetto a revisione o revoca, sempre indeterminato. Si oppone alla concezione giudaico-cristiana della libertà come strumento al servizio del bene.

L’indeterminatezza trova la sua paladina intellettuale in Mary McAleese, ex presidente irlandese, che nel 2018 ha denunciato il battesimo dei neonati non perché i bambini siano troppo piccoli per assumersi un impegno di fede (l’obiezione anabattista), ma perché rende le persone dei «recluti permanenti, vincolati a obblighi di obbedienza per tutta la vita», negando le concezioni moderne di libertà. Lo stesso impegno verso l’indeterminatezza assume una forma più immatura tra quei tipi «spirituali» che rimandano il battesimo dei propri figli affinché un giorno possano fare una scelta autonoma.

Nessuno di quei genitori rimanderebbe l’istruzione e la socializzazione del proprio figlio affinché possa decidere a diciotto anni se Harvard sia la «scelta giusta» per lui. I genitori di solito non rimandano il momento di trasmettere a un figlio una lingua, una famiglia, una storia o un vocabolario morale fino a quando il bambino non è abbastanza grande da poter scegliere tra queste cose. Nessuno di noi di solito compie scelte ex nihilo; la maggior parte delle scelte emerge da un lungo percorso, una catena di decisioni e impegni che ci orientano in una direzione particolare.

«Tenersi aperte tutte le opzioni» non rende una persona libera; la lascia alla deriva e, di conseguenza, smarrita. Una persona smarrita in una foresta guarda al sole per trovare la strada. Di notte, guarda alla Stella Polare. Senza un punto fisso, ogni direzione rimane aperta. Non c’è una via d’uscita chiara.

Il battesimo è un punto fisso. È, teologicamente, l’adozione come figlio di Dio. Un figlio di Dio può abbandonare Dio, proprio come un figlio naturale può fuggire dai propri genitori. Dal punto di vista giuridico, un tribunale potrebbe persino revocare i diritti genitoriali. Ma nessun tribunale può annullare i fatti genitoriali:il rapporto genitore-figlio non può essere cancellato. Lo stesso vale per il nostro rapporto di adozione con Colui «da cui prende il nome ogni paternità nei cieli e sulla terra» (Ef 3,14–15).

 

(L’articolo che il prof. John M. Grondelski ha inviato dagli Stati Uniti al blog è apparso in precedenza su First Thing. La traduzione è a cura di Sabino Paciolla)

 


Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realtà. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicità che riceve e non richiede abbonamenti. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 

Facebook Comments