Foto tratta dal sito del NYC Pride 2019
Foto tratta dal sito del NYC Pride 2019

 

 

di Eva Daniela Montanari

 

Nel clima generale di paura e di ansia causate dal covid e dai provvedimenti governativi, quando ben altre questioni più urgenti sarebbe stato opportuno dibattere, i nostri Deputati sono riusciti ad approvare la Legge Zan con 265 voti favorevoli, 193 contrari e un astenuto. Le numerose defezioni hanno contribuito a far approvare questa legge liberticida.

Innestandosi sulla precedente legge Mancino, argine alle tendenze nazi-fasciste, aggiunge una materia nuova: le misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità.

Ora è passata al Senato per la definitiva approvazione.

Il popolo non si è neppure accorto dell’attentato alla nostra libertà, ad eccezione di alcune associazioni cattoliche che sono state confortate dall’intervento chiaro e circostanziato di pochi magistrati, politici e intellettuali.

E’, invece, realmente in pericolo la nostra libertà di espressione e di opinione, nonostante un nuovo emendamento sembri assicurare che: “sono consentite la libera espressione di convincimenti e di opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte”. Nella legge, in realtà, non c’è traccia della formula “istigazione all’odio e alla violenza”, come aveva chiesto per chiarezza la Commissione Affari Costituzionali lasciando così troppo spazio alla libera interpretazione del giudice.

Si deve sottolineare poi che, secondo la nuova formulazione, la libertà di esprimere la propria opinione non è riconosciuta come diritto, ma come concessione dello Stato al cittadino che, a questo punto, assume le sembianze di suddito.

Inoltre, sono state cancellate alcune eccezioni previste e accettate dalla legge in corso che con la nuova formulazione, invece, finiscono per essere sanzionabili. Prendiamo in prestito le rimostranze del magistrato Giacomo Rocchi che si riferisce alla legge attuale non ancora modificata

Ora “le differenze di trattamento possono essere giustificate per motivi educativi (scelta della baby-sitter: posso sapere se è affiliato al Circolo Mario Mieli? Insegnante di scuola cattolica da scegliere), di riservatezza (accesso dei transgender agli spogliatoi femminili oppure camerate di collegi separate per ragazze e ragazzi), di coscienza (il pasticcere o il fotografo che non vogliono prestare la loro opera in unioni civili omosessuali), di equità (atleti maschi che si sentono donne e che gareggiano in competizioni femminili), di fede religiosa (accesso ai seminari)”. Inoltre è vietato alle coppie omosessuali di ricorrere alla fecondazione artificiale. “Da oggi, tutto ciò sarebbe vietato e punito con il carcere: un colpo di spugna a problematiche discusse in tutto il mondo (penso ad esempio alle gare sportive e alle regole che sono state via via adottate)” [Qui]

Anche i termini sono incerti e, per molte persone, interscambiabili. Il testo approvato alla Camera dice che le discriminazioni sono punibili quando sono commesse “per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”, termini che sono ancora confusi nella percezione comune. Questa incertezza non fa onore ad uno Stato democratico in cui la condotta vietata deve essere descritta con precisione perché il cittadino possa conoscere in anticipo se la sua scelta è sanzionabile o no e possa evitare interpretazioni soggettive in sede applicativa.

Saremo nelle mani del giudice che dovrà prendere in considerazione non solo atti violenti, giustamente da sanzionare, ma casi di discriminazione, accertando i motivi, le intenzioni che hanno portato ad una differenza di trattamento. Sarà stato pregiudizio verso gli omosessuali? Come se la caverà l’insegnante che avrà dato un voto negativo o una sanzione disciplinare a un gay? Come potrà dimostrare che non c’è stata nessuna prevenzione relativa all’orientamento sessuale?

A memoria del raggiunto progresso sociale segnato da questa legge, verrà istituita la Giornata Nazionale con celebrazioni assunte dalle scuole e dalle pubbliche amministrazioni; e dal Fondo pari opportunità verranno finanziate le iniziative di contrasto delle discriminazioni e prevista assistenza legale e psicologica alle vittime. Con lo scopo di intimidire coloro che dissentono dallo schieramento LGBTQ, le Sanzioni Accessorie prevedono multe, rieducazione e carcere.

Nel testo di legge è vietata l’istigazione alla discriminazione. Sarà dunque vietata anche la libera educazione! Come si difenderanno le varie associazioni cattoliche che intendono promuovere una certa morale sessuale o protestare con manifestazioni pubbliche? Come potranno difendere la libertà di pensiero, di associazione? Diciamo ancora col magistrato Giacomo Rocchi: “Le Sentinelle in piedi, Provita, il Comitato difendiamo i nostri figli saranno equiparati al ku klux klan o a gruppuscoli neonazisti”.

E ancora “La legge Zan è una promessa di carcere per chi dirige le manifestazioni contro il progetto, di censura, di punizione dei genitori che terranno a casa i figli quando la scuola diventerà arcobaleno, di licenziamento di insegnanti, dipendenti pubblici e privati e giornalisti per qualunque ‘errore’ anche minimo, di divieti di manifestazioni, di carabinieri nelle canoniche per identificare chi parla e chi ascolta, di preti pubblicamente censurati e minacciati (e, temo, rimproverati dai Vescovi). Nei social network fioccheranno le chiusure e gli oscuramenti e dalla televisione pubblica e privata scompariranno i pochi che, ancora, riescono a difendere la verità”.

Con questa legge non si vuole solo garantire il rispetto a chi ha tendenze omosessuali, ma si vuole assicurare, imporre, che le nuove tendenze LGBTQ siano assimilate come normali e giuste, si vuole costruire una mentalità che è contraria alla natura. “In realtà si vuole stabilire per tutti e definitivamente che l’omosessualità è buona, che l’ideologia gender è giusta, che i bambini possono cambiare sesso/genere/identità di genere, che una mamma o un padre non sono necessari, che è meglio comprare i figli piuttosto che concepirli in un rapporto perenne di amore, e così via”. E magari, tra poco, includere nella materia protetta anche la pedofilia.

L’opinione pubblica è stata conquistata dal falso spirito liberale che lascia spazio a tutte le opinioni e il potere politico-finanziario ha tutto l’interesse al relativismo che rende inetti. Già l’Europa ha travalicato le sue competenze minacciando di negare i finanziamenti agli Stati che non si fanno garanti dei nuovi orientamenti e nelle scuole sono svolti programmi tesi alla formazione della nuova mentalità. In Italia i nuovi insegnamenti sono proposti in modo subdolo con espressioni generiche che rimandano ad una educazione liberale volta al superamento dei pregiudizi, spesso realizzati strappando il consenso di ignari genitori. A questo proposito si rimanda all’elenco delle scuole italiane in cui sono stati presentati i “moderni” progetti, stilato da Pro vita e Famiglia [Qui]       

 

                                                 

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