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foto ANSA

 

 

di Sabino Paciolla

 

Abbiamo sentito spesso di malori improvvisi, spesso fatali, tra gli atleti. Abbiamo sentito anche di un crescente incremento di casi di miocardite e pericardite a seguito di iniezione di vaccini anti-COVID soprattutto nei giovani e negli adolescenti di sesso maschile. La miocardite è l’infiammazione del muscolo del cuore, mentre la pericardite è l’infiammazione della membrana che avvolge il cuore. Tale frequenza ha portato alcuni paesi a non raccomandare o addirittura a sospendere l’uso del solo vaccino Moderna nei giovani sotto i 30 anni. Moderna, almeno per queste due patologie, sembra essere il vaccino che dà più problemi in percentuali di dosi rispetto al Pfizer, forse perché ha una dose di molecole mRNA di circa tre volte superiore a quella del vaccino Pfizer. 

Il fatto che la mio/pericardite si sia manifestata dopo il vaccino non significa necessariamente che vi sia un nesso di causalità. E’ tuttavia vero che tali patologie avvengono per gran parte nei giorni a ridosso della vaccinazione, evidenziando dunque quanto meno una correlazione. Infine, come si vedrà, il confronto con le segnalazioni degli anni precedenti segnala una forte discontinuità che non può essere che attribuita ad un evento nuovo, l’apparire sulla scena mondiale dei vaccini anti-COVID, equipaggiati da una tecnologia nuova mai sperimentata prima sull’uomo. 

Intanto, la campagna di vaccinazione continua, siamo oramai nel secondo anno, e i dati sulle segnalazioni di miocarditi/pericarditi si accumulano sempre più. Quello che più colpisce è il fatto che le segnalazioni di queste patologie, successive alla iniezione di vaccino COVID, fatte alla banca dati VAERS gestita dalle autorità sanitarie degli Stati Uniti, mostrino una accelerazione nei numeri. Parliamo di banca dati VAERS in questo articolo, ma la stessa cosa si verifica in altre banche dati. Nel caso specifico, i dati accumulati in VAERS al 18 febbraio scorso, quindi circa un mese e mezzo, ammontano già a quasi la metà di tutte le segnalazioni dell’anno scorso, per la precisione il 43%. Ciò significa che, se si dovesse mantenere questo passo, la proiezione del totale delle miocarditi e pericarditi dell’intero anno 2022 potrebbe ammontare a circa 78.000 (solo per la banca dati USA), con un incremento sull’anno precedente di oltre il 220%. Di per sé tale valore sarebbe già notevole e preoccupante. Ma ciò che rende tale dato stratosferico è il confronto con i valori assoluti degli anni precedenti il 2021. Guardate infatti le frecce di colore blu che puntano sul pavimento del grafico che segue dove a malapena si vedono le colonnine rosse dei casi di miocardite e pericardite segnalate dal 2010 al 2020. In questi anni i vaccini COVID non esistevano, la loro distribuzione è cominciata con difficoltà nell’ultima decade del 2020. (la fonte dei grafici è OpenVaers)

Ecco il grafico (cliccate su di esso per ingrandirlo):

miocarditi e peridcariditi 1

Il grafico seguente riporta le mio/pericarditi post vaccinazione COVID (colonnine di colore rosso) distribuite per anni. Si noti la maggiore incidenza negli adolescenti con il picco alla maggiore età, dopo di che il numero assoluto delle mio/pericarditi si riduce con l’aumentare dell’età (nel nostro caso il grafico si ferma ai 65 anni). Possiamo dunque dire che queste due patologie sono più frequenti nella giovane età. Ancora più interessante è notare come il numero delle segnalazioni di mio/pericarditi post vaccinazione antinfluenzale (colonnine celesti) sia notevolmente più basso, tanto da non essere quasi visibili. Due vaccini diversi (COVID e antinfluenzale), due segnalazioni di patologie successive all’inoculo vaccinale notevolmente diverse.

Si osservi nel grafico che segue come la frequenza delle miocarditi e pericarditi sia maggiore in coincidenza con la seconda dose, e come tale patologia si manifesti proprio nelle età adolescenziali e giovanili. Possiamo osservare come tali patologie colpiscano di più proprio le età che meno sono affette da COVID severo e da decesso. Infatti, le morti da COVID sono concentrate nella massima parte tra 80 e 90 anni di età. La COVID è una patologia che affligge soprattutto gli anziani con più di una patologia.

Qui sotto il numero in valore assoluto delle miocarditi e le pericarditi per marca di vaccino.

Vi riporto ora il sommario di uno studio che ha voluto analizzare il legame tra le miocarditi, morti improvvise di atleti e i vaccini a mRNA. Lo studio è del dott. Flavio A. Cadegiani, endocrinologo, pubblicato su ResearchGate

Abstract Background: La miocardite indotta dai vaccini mRNA SARS-CoV-2 è una complicazione ben documentata osservata nei giovani maschi, mentre l’aumento dell’incidenza nelle morti improvvise tra gli atleti è stato riportato e richiede ulteriori indagini. La miocardite è una delle principali cause di morte improvvisa nei giovani atleti maschi. La gravità e le implicazioni di questi gravi effetti avversi critici richiedono un’analisi approfondita che miri a chiarire i meccanismi chiave che innescano questi eventi.

Metodi: Dimostrare, attraverso una revisione della letteratura, se esiste un fondamento per ipotizzare che le catecolamine, in una sorta di ‘stato ipercatecolinergico’, siano il fattore scatenante chiave della miocardite indotta dai vaccini mRNA SARS-CoV-2 e delle potenziali morti improvvise.

Risultati: Il razionale e i dati che supportano l’ipotesi includono:
1. la miocardite indotta dal vaccino mRNA COVID-19 colpisce in particolare i giovani maschi e, sebbene possa essere presente anche nell’infezione da COVID-19, complicazioni come l’aritmia cardiaca sono più comuni dopo i vaccini;
2. Autopsie indipendenti di decessi dovuti al vaccino COVID-19 mRNA in diverse regioni geografiche hanno concluso che la miocardite indotta dalla catecolamina era la causa primaria di tutti i casi;
3. C’è una densa presenza di mRNA della SARS-CoV-2 e una progressiva produzione di proteina spike della SARS-CoV-2 nelle cellule cromaffine del midollo surrenale, che sono responsabili della produzione di catecolamine;
4. C’è una sovraespressione dell’enzima DOPA-descarbossilasi, che converte la dopamina in noradrenalina, quando in presenza di mRNA SARS-CoV-2, portando ad una maggiore attività della noradrenalina;
5. Le risposte della catecolamina sono fisiologicamente più alte nei giovani e nei maschi;
6. Le risposte catecolaminiche e la produzione di catecolamine a riposo sono più alte negli atleti maschi che nei non atleti;
7. La risposta catecolaminica allo stress e la sensibilità alle catecolamine sono potenziate in presenza di androgeni;
8. Le risposte catecolaminiche, che sono già elevate nei giovani atleti maschi, sono sovraespresse negli atleti vaccinati, rispetto ai livelli pre-vaccinazione e agli atleti non vaccinati.

Conclusioni: I risultati epidemiologici, autoptici, molecolari e fisiologici suggeriscono unanimemente e fortemente che uno stato ‘ipercatecolinergico’ è il predittore critico che innesca la miocardite indotta dal vaccino mRNA COVID-19 e il potenziale aumento delle morti improvvise tra gli atleti d’élite.”

 

Infine, vi riporto di seguito un elenco di atleti/sportivi morti con gravi scompensi verificatisi post vaccinazione anti COVID dal marzo 2020 al 23 gennaio 2022. Tale elenco, che mi è stato segnalato, mi dicono essere stato compilato da Atto Primo. Nel Pdf, che potete scaricare, trovate i link a ciascun evento apparso sulla stampa.

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