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mons. Jose Ignacio Munilla, vescovo di San Sebastian
mons. Jose Ignacio Munilla, vescovo di San Sebastián

 

Il vescovo di Orihuela-Alicante, monsignor José Ignacio Munilla (già noto su questo blog, leggi qui, ndr), ha pubblicato sul suo account Youtube il video dell’incontro che ha tenuto online con un gruppo di persone con tendenze omosessuali che vogliono vivere secondo l’insegnamento della Chiesa.

 

Con il titolo “La Chiesa potrebbe dare una benedizione alle unioni omosessuali”, il prelato basco affronta la questione, che negli ultimi giorni è stata un tema caldo dopo la risposta ambigua data dal Dicastero per la Dottrina della Fede ai dubia presentati da cinque cardinali che chiedevano chiarimenti sulla questione.

Munilla ha riconosciuto nel suo discorso che molti cattolici si stanno ponendo questa domanda a seguito della dichiarazione del nuovo prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, Víctor Manuel Fernández.

Il vescovo di Orihuela-Alicante afferma che in questo momento “molti cattolici chiedono una parola di chiarimento e per questo ho deciso di rispondervi”.

 

Il contesto

Monsignor Munilla inizia ricordando che già nel 2021 il cardinale Ladaria, allora prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, aveva chiarito che la Chiesa non ha il potere di autorizzare le unioni omosessuali.

Munilla riflette poi sul contesto di quella dichiarazione. Il vescovo spiega che all’epoca (come oggi) c’erano contraddizioni in alcuni ambienti di persone omosessuali che cercavano di essere accompagnate dalla Chiesa. È qui che l’ex vescovo di San Sebastián sostiene che è necessario “mettere insieme verità e carità”.

 

Verità e carità

Egli sostiene inoltre che la motivazione di questa dichiarazione è stata quella di difendere “le esigenze del Vangelo, oltre a risolvere le controversie e favorire una sana comunione”.

“Non possiamo dimenticare che la principale manifestazione della carità è trasmettere la verità”, ha ricordato Munilla. Allo stesso tempo, rivolgendosi ai giovani con tendenze omosessuali con cui stava conversando, ha assicurato che “se voglio essere compiacente con voi o se voglio essere ‘cool’ o ‘simpatico’ dicendo parole compiacenti e non trasmettendo la verità del Vangelo, non sono veramente caritatevole”.

Il prelato basco ha sottolineato nel suo discorso che “Dio ti ama così come sei, ma quando ti lasci amare, ti trasforma e ti santifica”. Inoltre, ha insistito sul fatto che “Dio benedice i peccatori, ma non il peccato”.

“Dio non può benedire un cammino che va nella direzione sbagliata”, ha osservato monsignor Munilla. Ha sottolineato che “oggi bisogna avere coraggio e parresia per proclamare ciò che la Chiesa cattolica crede nella verità morale riguardo all’omosessualità”.

 

Differenza tra tendenza omosessuale e atto omosessuale

D’altra parte, Munilla ha affrontato – giustamente – la distinzione che la Chiesa fa tra le persone con inclinazioni omosessuali “che accompagna e benedice affinché crescano”, e gli atti omosessuali che sono “chiaramente contrari al piano di Dio”.

Il vescovo di Alicante ha sottolineato che la Chiesa riconosce che la tendenza omosessuale “non è di per sé un peccato”. Munilla ha sottolineato che “siamo sempre più consapevoli che all’origine di una tendenza omosessuale possono esserci ferite affettive multiple”.

Allo stesso tempo ha ricordato a questi giovani che Dio li chiama anche a vivere sulla “via della santità all’interno di questa inclinazione omosessuale” e ha anche difeso che Dio “può riorientare un’inclinazione omosessuale”.

 

Tre ragioni per il “no” della Chiesa alla benedizione delle coppie omosessuali

José Ignacio Munilla spiega che la Chiesa ha tre ragioni per dire no alla benedizione delle coppie omosessuali.

Il primo motivo, spiega il monsignore, è che le benedizioni “appartengono al genere dei sacramentali, che sono azioni liturgiche della Chiesa che richiedono una consonanza di vita con ciò che significano. Cioè, una benedizione umana richiede che questa relazione sia ordinata al piano di Dio”.

La seconda ragione che Munilla sottolinea è che il progetto di Dio sull’amore coniugale è “quello dell’unione di un uomo e di una donna, aperta alla trasmissione della vita e stabile per sempre”.

Monsignor Munilla indica come terza ragione che “una tale benedizione sarebbe una simulazione sacramentale”.

Sulla questione se la Chiesa possa o meno benedire le coppie omosessuali, mons. Munilla ha avvertito che né un Sinodo, né un Concilio, né un Papa possono cambiare questa questione, poiché il contrario sarebbe “una violazione del magistero della Chiesa”.

 

Risposta ai dubia

Munilla riconosce che la risposta data da Víctor Manuel Fernández al primo dubia presentato dai cinque cardinali ha causato “un po’ di confusione”.

Il vescovo di Alicante, dopo aver letto ciò che Tucho Fernández ha scritto ai cardinali nella sua risposta sulla benedizione delle coppie omosessuali, ha riconosciuto che potrebbe dare adito a molteplici interpretazioni.

Munilla ha osservato che la stessa risposta ricevuta dai cardinali ha creato “ancora più dubbi per loro, e non è certo facile capire cosa significhino concretamente alcune di queste espressioni”. D’altronde, lo stesso Munilla ammette di non capirle lui stesso, come non le capiscono i cinque cardinali e molte migliaia di altri cattolici.

Di fronte a tanti dubbi e confusione, Munilla ha chiesto “calma”. Ha anche insistito sul fatto che la “risposta chiara, diafana ed evangelica è quella data due anni fa (leggi qui in italiano, ndr)”.

“Che cosa dobbiamo fare?”, ha chiesto Munilla, che ha offerto la seguente risposta: “attenersi a ciò che è chiaro e chiedere al Signore di chiarire ciò che non è chiaro e chiedere a Dio la luce per il magistero della Chiesa e pregare molto per la Chiesa perché anch’essa (la Chiesa) partecipa molto a questa crisi di relativismo in cui è immersa la nostra cultura”.

Infine, il prelato basco ha lamentato che anche la Chiesa soffre di una “secolarizzazione interna”. Per questo motivo, ha insistito sulla necessità di “pregare per la Chiesa con passione, sapendo che Gesù Cristo ha dato la sua vita per lei”.

 

 

 

 



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