Ricevo e volentieri pubblico.

Mons. Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia – San Remo
Mons. Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia – San Remo

Messaggio

PER LA 43a GIORNATA DELLA VITA

7 FEBBRAIO 2021

 

Carissimi Presbiteri e Diaconi,

carissimi Fedeli della Diocesi di Ventimiglia — San Remo,

nella prima domenica di febbraio la Chiesa italiana promuove la Giornata della Vita per rinnovare nelle coscienze di tutti la considerazione del valore supremo del dono della vita umana e l’assoluta necessità che esso venga rispettato, nella giustizia e nella libertà, dal primo istante del concepimento fino alla sua fine naturale.

Constatiamo purtroppo sempre più spesso come la vita umana sia rifiutata e disprezzata nelle derive abortistiche ed eutanasiche della maggior parte delle legislazioni nazionali e come molteplici atteggiamenti di chiusura, indifferenza, ingiustizia e violenza feriscano gravemente la dignità dell’uomo nelle varie stagioni ed avvenimenti dell’esistenza.

Desidero in questa circostanza rinnovare in particolare l’invito a considerare attentamente la gravità del delitto dell’aborto non soltanto perché costituisce un omicidio, ma anche perché purtroppo un’insistente propaganda tende ad assuefare le coscienze, e anche molti cristiani si avventurano sciaguratamente a pensare che sia legittimo o addirittura doveroso garantire una sorta di “diritto all’aborto”, che non può sussistere in quanto si tratta di un male grave ed oggettivo.

La piaga disumana e incivile dell’aborto ha assunto da anni proporzioni spaventose: nel 2020 e stata la principale causa di morte nel mondo con 42,6 milioni di vittime a fronte dei 17,9 milioni morti per infarto, 8,7 milioni morti per cancro, 1,8 milioni morti per covid-19 e 1,7 milioni morti per Hiv (dati dell’OMS).

È la legge naturale scritta nel cuore dell’uomo che dovrebbe condurre al rifiuto di ogni attacco alla vita e all’efferato delitto dell’aborto, ma soprattutto la coscienza cristiana e la fede cattolica devono condurre tutti noi a contrastare con coraggio la deriva morale e culturale che considera l’aborto un diritto e una decisione praticabile.

Esorto pertanto a conoscere ed approfondire il Magistero della Chiesa affinché nella formazione della propria coscienza, nell’educazione dei figli, nella vita delle associazioni cattoliche e nella valutazione dei programmi politici e dei loro esponenti sappiamo esprimere un giudizio chiaro e sostenere con fermezza che non ci si può riconoscere cristiani e cattolici dando anche un blando e indiretto sostegno alla logica perversa dell’aborto.

Insisto sull’aborto perché, a fronte della atrocità di tale pratica spaventosamente diffusa, tante altre forme di impegno promozionale dell’uomo e della sua condizione sulla

terra rischiano di essere troppo deboli nelle motivazioni e nella concreta operatività e, in tanti casi, rappresentano una vera e propria ipocrisia. Tanto “buonismo” e tante affermazioni di principio a tutela dei diritti umani, assolutamente vere ed opportune, vanno inevitabilmente a schiantarsi contro la malvagia convinzione che sia possibile sopprimere una vita nel grembo materno.

Esprimo con coraggio e con forza una tale affermazione, confortato dalla risoluta testimonianza di Santa Teresa di Calcutta, che, in occasione del conferimento del premio Nobel per la pace, proprio in quel contesto, fece questa dichiarazione: «Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. (…) F- noi siamo qui, perché i nostri genitori ci hanno voluto. Non saremmo qui se i nostri genitori non ci avessero voluto. I nostri bambini li vogliamo, li cimiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, per malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. Questo è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre puà uccidere il proprio stesso bambino nella cella del suo grembo, chi potrà fermare me e te dall’ucciderci reciprocamente? Nulla» (€Jslo, 11.12.79).

Lo stesso Papa Francesco ha usato espressioni inequivocabili e chiare circa la pratica dell’aborto: «Si potrebbe dire che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo leggiamo sui giornali o vediamo nei telegiornali tante cose —, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, cioè, in qualche modo, uccidere. Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?’ Io vi domando. è giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema? È giusta affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. È come affittare un sicario per risolvere un problema› (Udienza 10.10.2018).

Esorto i Presbiteri e i Diaconi a diffondere ed approfondire con i fedeli questo mio messaggio (distribuendolo e dandone lettura in Chiesa durante le celebrazioni) e a cogliere le tante occasioni della vita ecclesiale per riflettere con fedele coscienza cattolica su tale importante questione insegnando, soprattutto ai giovani, a resistere ad una mentalità disumana e scristianizzata, che oggi vorrebbe imporre la propria legge al mondo.

Ringrazio i tanti volontari che operano a favore della vita e affido le mamme, le famiglie. gli operatori sanitari, i teologi e tutti noi, pastori della Chiesa, alla intercessione di San Giovanni Paolo Il: egli mai si è sottratto al compito di smascherare le false conquiste di una cultura dominante, che, sotto sentite spoglie di civiltà, diffonde e propugna barbarie.

Il Signore ricompensi con il suo amore chi promuove e difende la vita. Vi benedico di cuore.

Sanremo, 25 gennaio 2021.

Festa della conversione di San Paolo Apostolo.

Antonio Suetta

Vescovo di Ventimiglia — San Remo

 

 

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