Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Maike Hickson e pubblicato su Lifesitenews. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella mia traduzione. 

 

Athanasius Schneider, vescovo
Athanasius Schneider, vescovo

 

Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, ha aggiunto la sua voce a quella del cardinale Gerhard Müller nell’appoggiare pubblicamente i cinque “cardinali dei dubia” che hanno chiesto a Papa Francesco di spiegare i nuovi insegnamenti derivanti dal Sinodo sulla sinodalità.

“Sì”, ha detto a LifeSiteNews dopo che gli è stata chiesta la sua posizione. “Mi unisco volentieri al cardinale Müller”.

Nella corrispondenza con LifeSite, il vescovo Schneider ha elogiato il testo del dubia come un atto al servizio del bene della Chiesa e ha invitato gli altri prelati della Chiesa cattolica a “sostenere pubblicamente questa testimonianza dei cinque cardinali”. La sua dichiarazione completa è la seguente:

Il testo dei cinque dubia, presentato a Papa Francesco il 21 agosto 2023, da cinque Cardinali è un atto altamente urgente e meritorio e rende onore al Sacro Collegio Cardinalizio. I Cardinali hanno agito in modo veramente collegiale e fraterno nei confronti del Sommo Pontefice e allo stesso tempo hanno dimostrato una reale sollecitudine pastorale per le necessità spirituali dei fedeli e per il bene di tutta la Chiesa (cfr. Lumen gentium, 23). La loro voce rappresenta un grido profetico nel deserto di un silenzio quasi generale tra i pastori della Chiesa e una luce in mezzo alla notte del relativismo dottrinale e della confusione che ha infettato la Chiesa dei nostri giorni. È auspicabile che molti Cardinali e Vescovi, memori della solenne promessa della loro ordinazione episcopale di difendere l’integrità della Fede cattolica, sostengano pubblicamente questa testimonianza dei cinque Cardinali, che è espressione di un vero amore per la Chiesa e la salvezza delle anime.

+ Atanasio Schneider

Il cardinale Müller aveva rilasciato a LifeSite una dichiarazione a sostegno dei cinque cardinali dubia – i cardinali Raymond Burke, Walter Brandmüller, Juan Sandoval Íñiguez, Robert Sarah e Joseph Zen – che ieri hanno pubblicato le loro domande private al Papa. Hanno chiesto a Papa Francesco se la Chiesa può cambiare i suoi insegnamenti e se può permettere la benedizione delle coppie omosessuali o l’ordinazione delle donne, tra le altre cose.

Nella sua nuova dichiarazione, Müller ha scritto di essere “lieto quando altri, a modo loro, fanno ciò che è necessario e ricordano al Papa la sua responsabilità data da Dio per la conservazione della Chiesa nell'”insegnamento degli Apostoli” (Atti 2:42)”. Egli rifiuta qualsiasi concezione del papato che ponga le opinioni e le idee del Papa al di sopra delle chiare istruzioni e leggi di Dio.

Queste nuove dichiarazioni pubbliche a sostegno dei cardinali dubia diventano ancora più importanti e urgenti alla luce del fatto che Papa Francesco ha risposto affermativamente alla domanda se la Chiesa cattolica possa consentire la benedizione delle coppie omosessuali. Nella sua risposta privata dell’11 luglio ai cinque cardinali dubia, il Papa aveva affermato che “la Chiesa ha una concezione molto chiara del matrimonio: un’unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta alla generazione di figli”. Ma poi ha continuato a sminuire questo insegnamento avanzando l’idea di benedire le unioni omosessuali.

“Tuttavia, nei nostri rapporti con le persone, non dobbiamo perdere la carità pastorale che deve permeare tutte le nostre decisioni e i nostri atteggiamenti”, ha continuato. “La difesa della verità oggettiva non è l’unica espressione di questa carità, che è fatta anche di gentilezza, pazienza, comprensione, tenerezza e incoraggiamento. Perciò non possiamo diventare giudici che si limitano a negare, respingere ed escludere”.

Papa Francesco ha poi fatto questa affermazione:

Per questo motivo, la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se esistono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano una concezione errata del matrimonio. Perché quando si chiede una benedizione, si esprime una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un Padre che può aiutarci a vivere meglio. [D’altra parte, anche se ci sono situazioni che da un punto di vista oggettivo non sono moralmente accettabili, la stessa carità pastorale ci chiede di non trattare gli altri semplicemente come “peccatori” la cui colpa o responsabilità può essere dovuta a loro stessi.

Maike Hickson

 



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