Padre José Noriega

Padre José Noriega

 

di Sabino Paciolla 

 

Purtroppo, quello che avevo fortemente temuto è accaduto: mons. Livio Melina e padre José Noriega sono stati licenziati da monsignor Paglia dal Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, di cui Paglia è il Gran Cancelliere. Mons. Livio Melina è stato preside dell’Istituto, mentre José Noriega, oltre che professore anche responsabile editoriale di tutte le pubblicazioni.

Non più tardi di qualche mese fa ho preso parte ad un incontro tenuto da Noriega dove, come al solito, ho potuto apprezzare la grande chiarezza, la passione, il cuore, la profondità con cui aveva affrontato le questioni della relazione d’amore tra due innamorati, del matrimonio e della famiglia. Chiarissimi erano gli echi, anzi la struttura del discorso, della Teologia del corpo di Papa San Giovanni Paolo II. Noriega ha mostrato anche grande conoscenza della situazione attuale della Chiesa.

Alla fine dell’incontro sono andato a salutarlo, come avevo già fatto in un altro incontro, e oltre che a complimentarmi per il modo con cui aveva tenuto la lezione, gli ho palesato anche il timore per la situazione all’interno dell’Istituto Giovanni Paolo II, come conseguenza della sua “ristrutturazione”. Gli chiesi se esistesse ancora il rischio di licenziamenti. 

Come si ricorderà, con il motu proprio Summa familiae cura dell’8 settembre 2017, papa Francesco ha soppresso il Pontificio istituto Giovanni Paolo II, sostituendolo con il «Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia». La ragione? Formalmente una ristrutturazione, in realtà la necessità di creare una rottura con il passato. Infatti, la chiusura del precedente Istituto voluto da Giovanni Paolo II e la fondazione di uno nuovo, permetteva nuovi statuti, nuovi obiettivi, nuove impostazioni e, soprattutto, il licenziamento in blocco e la riassunzione temporanea nel nuovo Istituto di tutti i docenti che però rimanevano in attesa di una eventuale conferma con l’entrata in vigore dei nuovi statuti. Per mons. Melina e Noriega questa conferma non vi è stata. Di fatto sono stati licenziati in tronco.

Kat.net riporta: “Giovanni Paolo II ha partecipato personalmente ai primi incontri del Consiglio dell’Istituto, sottolineando sempre più volte che la crisi pastorale – soprattutto in relazione alla dottrina della Humanae Vitae – e la progressiva disgregazione della famiglia affonda le sue radici in una crisi ancora più profonda legata ai fondamenti dell’antropologia cristiana e della teologia morale. Secondo la sua missione, l’Istituto dovrebbe approfondire scientificamente il piano di Dio per il matrimonio e la famiglia e renderlo fecondo per la Chiesa”.

Come detto, Noriega, davanti ai miei timori di licenziamenti, mi rassicurò. Mi disse infatti che la situazione era più calma e che il peggio sembrava essere passato. Ma alla luce di quello che è successo, forse voleva semplicemente rassicurarmi, oltre che non far trapelare le criticità evidentemente ancora presenti nell’Istituto. Dunque, un signore.

Qui trovate il video di un incontro tenuto da Noriega.

Di Melina ho letto solo articoli e ho fatto qualche post (vedi qui, qui e qui), ma non ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona. Appartenente a Comunione e Liberazione sin dal liceo, fu tra i fondatori di tale movimento nel Veneto. Ottenuta la laurea in filosofia, entra in seminario. Tesi con il card. Caffarra, primo preside dell’Istituto Giovanni Paolo II, voluto a quella funzione espressamente dal Papa santo, e poi professore presso lo stesso Istituto. Prenderà poi il posto di preside che era stato del card. Carlo Caffarra nell’Istituto. Dai suoi articoli viene fuori tutta la sua profondità di pensiero e la linfa di Giovanni Paolo II e del Card. Carlo Caffarra. È uno dei massimi esponenti di teologia morale e di bioetica in ambito cattolico.

Di mons. Paglia preferisco non parlare. Vi rimando solo al mio commento fatto all’incredibile articolo che lui ha scritto sul caso Vincent Lambert, il giorno prima della sua morte, proprio perché era stato affamato e assetato con un gesto eutanasico. L’approccio che mons. Paglia ha avuto sul caso Lambert riflette quello avuto nei casi dei piccoli Alfie e Charlie, anche loro morti per eutanasia di Stato.

Come noto, il licenziamento di mons. Melina e padre Noriega è frutto del nuovo corso imposto da mons. Paglia, scelto da Papa Francesco. Il Papa ha ampiamente condiviso e approvato il nuovo corso che Paglia ha instaurato all’Istituto Giovanni Paolo II.

Il loro licenziamento è sicuramente una grande perdita per l’Istituto.

Spero che, liberi dagli impegni di docenza, amministrativi e burocratici, liberi dai vincoli dell’appartenenza ad un Istituto che è profondamente diverso da quello che avevano pensato Giovanni Paolo II e il compianto card. Carlo Caffarra, Melina e Noriega abbiano più tempo per scrivere, per esternare il loro pensiero sugli attuali sviluppi che caratterizzano la Chiesa.

Lo spero proprio.

Fiducioso di sentire la loro voce, invio loro la mia umile e semplice solidarietà umana.

 

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