Di seguito riportiamo l’esortazione che l’arcivescovo emerito di Mechelen-Bruxelles, mons.  Andre-Joseph Léonard, ha fatto ai suoi confratelli di unirsi con fermezza all’appello che il cardinale Sarah, in stretta consultazione con Benedetto XVI, ha rivolto al Sommo Pontefice affinché confermi la prassi originaria e apostolica senza alcuna frattura nel celibato sacerdotale.

Ecco l’appello nella mia traduzione pubblicato su hommenouveau.

              Elisa Brighenti

 

L'Arcivescovo Andre-Joseph Léonard, già Primate del Belgio

L’Arcivescovo André-Joseph Léonard, già Primate del Belgio

 

In quanto arcivescovo emerito di Mechelen-Bruxelles, mi astengo da ogni ingerenza nel governo delle diocesi di cui sono stato pastore, Namur e Bruxelles. Ma resto vescovo e pertanto posso esprimere convinzioni dottrinali o pastorali, anche se possono differire dall’una o dall’altra posizione dei miei ex colleghi.

Anche se la cosa è nuova e di impatto infinitamente maggiore, un Papa emerito, nella persona di Benedetto XVI può, all’occorrenza, analogamente  collaborare in modo legittimo ad un libro progettato da un cardinale e, in comune accordo con lui, esprimere le sue convinzioni teologiche e pastorali, senza venir meno al suo dovere di riserva. Egli non si esprime necessariamente in quanto successore di Pietro e la sua posizione non vanta alcuna autorità magistrale. Tuttavia, la sua parola ha comunque un grande peso.

Il suo contributo attivo al libro progettato dal cardinale Sarah non è in alcun modo un “attacco” a papa Francesco. Benedetto XVI non critica il suo successore più di quanto faccia il cardinale. Entrambi gli rivolgono una “supplica” in spirito filiale, senza togliere nulla alla loro obbedienza all’attuale papa. Proprio come fecero i quattro cardinali che si erano rivolti a papa Francesco, chiedendogli in maniera filiale di dissipare i loro “dubia“, le loro perplessità, riguardo  ad alcuni aspetti ambigui del capitolo VIII dell’esortazione Amoris laetitia, cioè quelli che toccano l’indissolubilità di un matrimonio sacramentalmente valido, con le conseguenti ripercussioni sull’accesso ai sacramenti della Riconciliazione e della Comunione eucaristica, nel caso ci si trovi in una situazione di convivenza coniugale permanente con un partner che non è il proprio coniuge “nel Signore”.

Altre ambiguità sono sorte in seguito. Risulta perfettamente pertinente rispondere alla domanda di un giornalista dichiarando : “se un omosessuale cerca sinceramente di fare la volontà di Dio, chi sono io per giudicarlo?” Ma poiché non è chiaro in cosa consista la volontà di Dio e quali siano le conseguenze morali che ne derivano, l’opinione pubblica deduce erroneamente da questa risposta ambigua che le pratiche omosessuali sono ormai legittimate dalla Chiesa cattolica. Ma questo non è vero.

Allo stesso modo, quando si firma una dichiarazione congiunta con un alto funzionario dell’Islam, in cui si suggerisce l’idea che la diversità delle religioni corrisponda  alla “volontà” di Dio, non è sufficiente correggere oralmente l’ambiguità di questa formulazione (lasciando invariato il testo scritto e pubblicato) dicendo che Dio semplicemente “permette” questa diversità. Va anche sottolineato positivamente che il dialogo interreligioso non può minare l’assoluta unicità della Rivelazione cristiana, nella quale Dio Uno e Trino ci offre il suo amore salvifico nella persona di Gesù. Ciò non impedisce di riconoscere dei “semina Verbi” (semi della Parola di Dio) o anche della “reliquia Verbi” (resti della Parola) in religioni diverse da quella giudeo-cristianità.

Altre ambiguità sono state introdotte nel recente Sinodo sull’Amazzonia, in particolare riguardo a una certa venerazione della “Pachamama”, la Madre Terra. Su questo punto, però, dobbiamo attendere la pubblicazione dell’esortazione post-sinodale. C’è da sperare che Papa Francesco dissipi le ambiguità di questo Sinodo.

Una di quelle riguardava proprio la questione del celibato sacerdotale nella Chiesa cattolica latina. A questo proposito, in comunione con molti altri Vescovi, che invito fraternamente affinché esprimano la loro ferma posizione, mi unisco  pienamente all’appello che il Cardinale Sarah, in stretta consultazione con Benedetto XVI, rivolge al Sommo Pontefice. La nostra speranza di essere ascoltati è grande, poiché Papa Francesco ha chiaramente dichiarato il suo attaccamento al celibato sacerdotale nella Chiesa latina. Ma ne ha anche individuato delle eccezioni… che, ahimè, come altre questioni, stanno prendendo rapidamente un carattere universale!

La petizione espressa nel libro in questione è quindi di urgente attualità e perfettamente legittima. Non si deve mai “attaccare” il Papa. Al contrario, dobbiamo sempre rispettare la sua persona e la sua missione. E’ d’obbligo tuttavia alcune volte, ed è sempre permesso, di “implorarlo” e di chiedergli “chiarimenti”. Questo è ciò che facciamo.

 

+ André LEONARD,

   Arcivescovo emerito di Mechelen-Bruxelles.

 

 

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