Foto: Mar Mediterraneo, aprile 2011 - Oltre 100 immigrati tunisini attraversano lo Stretto di Sicilia verso Lampedusa.

foto: Mar Mediterraneo, aprile 2011 – Oltre 100 immigrati tunisini attraversano lo Stretto di Sicilia verso Lampedusa.

Ieri il problema dei migranti americani ha raggiunto il suo apice in seguito alla pubblicazione di stralci di un’intervista che papa Francesco ha concesso alla Reuters. Su questo ne abbiamo dato conto ieri (qui).

Bisogna precisare che la politica di “tolleranza zero” è stata attuata nel passato in maniera bipartisan. L’ha utilizzata l’amministrazione Bush, facendo delle eccezioni sia per i bambini non accompagnati sia per le famiglie con figli, l’ha utilizzata anche l’amministrazione Obama non facendo applicare sistematicamente la legge per le famiglie con bambini.

Il risvolto di tali eccezioni è stato però che i bambini in più di un caso venivano utilizzati dai migranti clandestini come un escamotage per poter rimanere negli Stati Uniti, senza incorrere in procedimenti penali. Infatti, una volta che il migrante veniva fermato dalla polizia frontaliera veniva inviato a un giudice per l’immigrazione, il quale doveva decidere se respingerlo o meno. Nell’attesa dell’udienza, il migrante veniva fermato nei centri di detenzione per immigrati, oppure – per mancanza di risorse o per la mancanza di limiti legali sulla durata del trattenimento di alcuni tipi di immigrati – dopo una certa data, veniva rilasciato.

Nel maggio 2018, il Procuratore Generale Jeff Sessions ha annunciato una politica di “tolleranza zero” che ha cercato di perseguire penalmente il 100% degli immigrati che fossero stati catturati mentre attraversavano il confine illegalmente. Ciò ha significato il carcere, nel quale, sulla base delle leggi esistenti, un bambino non poteva essere trattenuto. Di qui, la separazione dei bambini dai loro genitori.

Nella faccenda ha giocato un ruolo fondamentale anche l’acceso contrasto tra Trump e i democratici, ognuno sulla questione ha cercato di mettere in cattiva luce l’altro, che ha fatto dimenticare il dramma reale che si stava generando.

Tale politica è stata criticata dalla Conferenza Episcopale Statunitense, alla quale si è associato il papa.

Ieri Trump ha firmato un ordine esecutivo che ripristina l’eccezione come nelle precedenti amministrazioni, ristabilendo il ricongiungimento. Rimane il problema della tenuta del provvedimento con le leggi esistenti sulla immigrazione clandestina. Per questo Trump afferma che per cambiare le leggi vigenti ha bisogno dei voti anche dei democratici.

Questo il significato del trambusto di ieri.

Per quanto non si conosca il testo integrale dell’intervista rilasciata a Reuters dal Papa, quello che però ha colpito sono state le dure parole da lui usate, in particolare quando ha parlato di populismo.

Infatti, papa Francesco ha detto: “Non è facile, ma i populismi non sono la soluzione”.

Proprio perché ha parlato di populismo, il papa non si è rivolto esclusivamente a Trump, ma ha fatto riferimento anche al nuovo governo italiano. In particolare, quando ha ripreso proprio l’ultimo episodio che ci ha riguardati, quello della Aquarius.

Papa Francesco, rispondendo a una domanda sulle decisioni assunte dal governo e dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha detto: “Credo che non si debba respingere la gente che arriva, si devono ricevere, aiutare e sistemare, accompagnare e poi vedere dove metterli, ma in tutta l’Europa”.

E qui, ovviamente, sono sorte anche delle polemiche italiane in quanto il problema della migrazione clandestina è vissuto e sentito profondamente anche da noi. E’ un problema che si è notevolmente acuito proprio negli ultimi anni.

Trattandosi di una questione complessa, di non facile soluzione, che presenta molteplici opzioni risolutive, non tutte praticabili, ma che ha comunque delle pesanti ricadute sulla sicurezza, sulla vivibilità e tenuta del tessuto sociale, è lecito dissentire da quanto affermato dal Santo Pontefice.

Infatti, alcuni non si riconoscono e non condividono affatto alcuni concetti o analisi fatte dal Pontefice, come ad esempio le seguenti: “i populisti ‘stanno creando una psicosi’ sulla questione dell’immigrazione, e che società che invecchiano, come quella europea, rischiano invece ‘un inverno demografico grande’, e hanno dunque bisogno degli immigrati. Senza immigrazione, ha aggiunto, l’Europa ‘diverrà vuota’”.

Molti, non riconoscendosi con i pensieri su esposti, ribattono dicendo che rimangono fermi alcuni punti che possiamo sintetizzare:

  1. le nazioni hanno il diritto alla sicurezza;
  2. le famiglie hanno il diritto di migrare per sicurezza, libertà o opportunità economiche;
  3. bisogna distinguere i rifugiati dai migranti economici. I primi da accogliere in ogni caso, i secondi da gestire secondo necessità e circostanze;
  4. i paesi sono obbligati ad accogliere i migranti, senza però compromettere il benessere, inteso in senso lato, cioè comprensivo anche della identità culturale e religiosa, dei loro cittadini;
  5. la famiglia è sacra, è antecedente allo Stato, e va mantenuta nella sua unità per quanto possibile;
  6. le nazioni ricche e stabili hanno il dovere morale di assistere i paesi instabili e poveri, possibilmente migliorando le situazioni interne ai paesi stessi, onde evitare che si creino le condizioni che portano poi ai fenomeni migratori.

Da questi principi, e visto che risulta impossibile che una intera popolazione di un continente come quello africano, ma anche una sua minima parte, possa spostarsi nei paesi europei, senza mettere a repentaglio la sicurezza dei paesi riceventi, risulta chiaro che non ha senso agitare lo spauracchio del “populismo”. I problemi infatti sono già oggi concreti e pesanti, e possono aggravarsi senza alcun preavviso nel caso non si ponesse prudentemente un freno.

Per un capo di stato che abbia la responsabilità della sicurezza e la stabilità del proprio paese, tenuto conto della complessità e dei risvolti dei fenomeni migratori, le parole del papa – “Credo che non si debba respingere la gente che arriva, si devono ricevere, aiutare e sistemare, accompagnare e poi vedere dove metterli, ma in tutta l’Europa” – non risultano del tutto scontate.

Risultano infine molto discutibili, e da molti non accettate, anzi rifiutate, le considerazioni riguardanti la soluzione all’invecchiamento delle popolazioni europee, il cosiddetto “inverno demografico”, che, secondo il Pontefice, potrà essere identificata nella immigrazione (incontrollata). Non è questa la soluzione, perché la genesi dell’inverno demografico è altra, ed altra, dunque, dovrebbe essere la cura. Ma questo è un altro capitolo.

di Sabino Paciolla   

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