Di seguito,il messaggio che Papa Francesco ha inviato a Klaus Schwab. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Schwab WEF 2023
Klaus Schwab WEF 2023
Messaggio del Santo Padre al Presidente Esecutivo del “World Economic Forum”, 17.01.2024

 

 

Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato al Prof. Klaus Schwab, Presidente Esecutivo del World Economic Forum, in occasione del meeting annuale in corso a Davos, in Svizzera, dal 15 al 19 gennaio 2024:

Messaggio del Santo Padre

 

Al presidente esecutivo del Forum economico mondiale

L’incontro annuale del World Economic Forum di quest’anno si svolge in un clima di instabilità internazionale molto preoccupante. Il vostro Forum, che mira a guidare e rafforzare la volontà politica e la cooperazione reciproca, offre un’importante opportunità di impegno da parte di più soggetti per esplorare modi innovativi ed efficaci per costruire un mondo migliore. Spero che le vostre discussioni tengano conto dell’urgente necessità di promuovere la coesione sociale, la fratellanza e la riconciliazione tra gruppi, comunità e Stati, per affrontare le sfide che abbiamo davanti.

Purtroppo, guardandoci intorno, troviamo un mondo sempre più lacerato, in cui milioni di persone – uomini, donne, padri, madri, bambini – i cui volti sono per lo più sconosciuti, continuano a soffrire, non da ultimo per gli effetti di conflitti prolungati e di guerre vere e proprie. Queste sofferenze sono aggravate dal fatto che “le guerre moderne non si svolgono più solo su campi di battaglia ben definiti, né coinvolgono solo i soldati. In un contesto in cui sembra non essere più rispettata la distinzione tra obiettivi militari e civili, non c’è conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente la popolazione civile” (Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 8 gennaio 2024).

La pace a cui anelano i popoli del nostro mondo non può che essere frutto della giustizia (cfr. Isaia 32:17). Di conseguenza, non si tratta solo di mettere da parte gli strumenti di guerra, ma di affrontare le ingiustizie che sono alla base dei conflitti. Tra le più significative c’è la fame, che continua ad affliggere intere regioni del mondo, mentre altre sono segnate da un eccessivo spreco di cibo. Lo sfruttamento delle risorse naturali continua ad arricchire pochi, lasciando intere popolazioni, che sono i naturali beneficiari di queste risorse, in uno stato di indigenza e povertà. Non possiamo nemmeno ignorare il diffuso sfruttamento di uomini, donne e bambini costretti a lavorare per bassi salari e privati di reali prospettive di sviluppo personale e di crescita professionale. Come è possibile che nel mondo di oggi si muoia ancora di fame, si venga sfruttati, si sia condannati all’analfabetismo, si manchi di cure mediche di base e si rimanga senza un tetto?

Il processo di globalizzazione, che ha ormai dimostrato chiaramente l’interdipendenza delle nazioni e dei popoli del mondo, ha quindi una dimensione fondamentalmente morale, che deve farsi sentire nelle discussioni economiche, culturali, politiche e religiose che mirano a plasmare il futuro della comunità internazionale. In un mondo sempre più minacciato dalla violenza, dall’aggressività e dalla frammentazione, è essenziale che gli Stati e le imprese si uniscano nella promozione di modelli di globalizzazione lungimiranti ed eticamente validi, che per loro natura devono subordinare la ricerca del potere e del guadagno individuale, sia esso politico o economico, al bene comune della nostra famiglia umana, dando priorità ai poveri, ai bisognosi e a coloro che si trovano nelle situazioni più vulnerabili.

Da parte sua, il mondo delle imprese e della finanza opera oggi in contesti economici sempre più ampi, dove gli Stati nazionali hanno una capacità limitata di governare i rapidi cambiamenti delle relazioni economiche e finanziarie internazionali. Questa situazione richiede che le imprese stesse siano sempre più guidate non solo dalla ricerca di un giusto profitto, ma anche da elevati standard etici, soprattutto nei confronti dei Paesi meno sviluppati, che non dovrebbero essere alla mercé di sistemi finanziari abusivi o usurari. Un approccio lungimirante a questi temi si rivelerà decisivo per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo integrale e solidale dell’umanità. L’autentico sviluppo deve essere globale, condiviso da tutte le nazioni e in ogni parte del mondo, altrimenti regredirà anche in aree finora segnate da un costante progresso.

Allo stesso tempo, è evidente la necessità di un’azione politica internazionale che, attraverso l’adozione di misure coordinate, possa perseguire efficacemente gli obiettivi di pace globale e di autentico sviluppo. In particolare, è importante che le strutture intergovernative siano in grado di esercitare efficacemente le loro funzioni di controllo e di indirizzo nel settore economico, poiché il raggiungimento del bene comune è un obiettivo che esula dalla portata dei singoli Stati, anche di quelli dominanti in termini di potenza, ricchezza e forza politica. Le organizzazioni internazionali sono inoltre chiamate a garantire il raggiungimento di quell’uguaglianza che è alla base del diritto di tutti a partecipare al processo di pieno sviluppo, nel rispetto delle legittime differenze.

Spero quindi che i partecipanti al Forum di quest’anno siano consapevoli della responsabilità morale che ognuno di noi ha nella lotta contro la povertà, nel raggiungimento di uno sviluppo integrale per tutti i nostri fratelli e sorelle e nella ricerca di una coesistenza pacifica tra i popoli. Questa è la grande sfida che il tempo presente ci pone davanti. E se, nel perseguire questi obiettivi, “i nostri giorni sembrano mostrare segni di un certo regresso”, resta vero che “ogni nuova generazione deve riprendere le lotte e le conquiste delle generazioni passate, puntando sempre più in alto… La bontà, insieme all’amore, alla giustizia e alla solidarietà, non si raggiungono una volta per tutte, ma devono essere realizzate ogni giorno” (Esortazione apostolica Laudate Deum, 34).

Con questi sentimenti, porgo i miei auguri di preghiera per i lavori del Forum e su tutti i partecipanti invoco volentieri l’abbondanza delle benedizioni divine.

Dal Vaticano, 15 gennaio 2024

 

 

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