Le opinioni (tra i seguaci delle apparizioni e gli scettici) sono contrastanti e siamo ancora lontani da un possibile pronunciamento ufficiale della Santa Sede. Diversi gli atteggiamenti degli ultimi Pontefici, ma si tratta di posizioni personali. Intanto il vescovo Hoser, nominato nel 2018 “Visitatore Apostolico” per Medjugorje afferma di non aver mai letto il rapporto-Ruini. Una affermazione che crea ancora più confusione in una vicenda già di per sé intricata.

 

Medjugorje

 

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

Sulle apparizioni della Vergine Maria avvenute nella piccola cittadina di Medjugorje a favore di sei veggenti si parla ormai da molti anni e i pareri sono contrastanti. Centinaia di migliaia di pellegrini si recano ogni anno in Bosnia Erzegovina per pregare assieme ai veggenti e partecipare alle apparizioni della Madonna che ebbero inizio negli anni 80. Molti, moltissimi, tornano trasformati, rafforzati nella fede, consolati nelle loro sofferenze, alcuni convertiti. Tra i grandi estimatori delle apparizioni di Medjugorje c’è padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria che ha approfondito molto la questione e pubblicato diversi libri sui segreti e i messaggi rivelati dalla Regina della Pace, messaggi che continua a utilizzare nelle sue catechesi radiofoniche. Altro noto sacerdote “convertito” a Medjugorje fu il noto mariologo ed esorcista paolino padre Gabriele Amorth.

Ma allo stesso tempo sono molti, anche all’interno della Chiesa, gli scettici che nutrono sospetti o a manifestano un’avversione radicale a quello che definiscono un inganno ben orchestrato a fine di lucro e per ottenere notorietà, popolarità e fomentare il turismo religioso (Come quell’anziano sacerdote passionista che ogni tanto incontro e che non perde occasione per denigrare i veggenti e lodare il libro-inchiesta pubblicato dall’editore Lindau e intitolato “La verità su Medjugorje. Il grande inganno”).

Una sorta di tifoserie contrapposte che si scontrano su uno dei fenomeni mistici più eclatanti ed intricati degli ultimi cento anni. L’unico modo di porre fine a questa diatriba sarebbe che la Chiesa si pronunciasse ufficialmente sul fenomeno, ma il prolungarsi delle apparizioni (il fatto che le manifestazioni della Vergine siano ancora in corso e che i “segreti” siano ancora nascosti e in attesa di una pubblica manifestazione) fa sì che la Chiesa non possa pronunciarsi con ufficialità senza rischiare di prendere un granchio. Infatti la Chiesa non può pronunciarsi ufficialmente mentre ancora si verificano le apparizioni.

Per quanto riguarda i Sommi Pontefici si dice che papa Giovanni Paolo II (che nutriva una specialissima devozione alla Madre di Dio, tanto da rappresentarla sul suo stemma col colore azzurro e con la “M” e scegliere come motto episcopale il famoso “Totus tuus ego sum”), avesse particolarmente a cuore Medjugorje. Il papa polacco ha sempre incoraggiato i pellegrini e chiesto ai vescovi di sostenere Medjugorje che lui stesso definì in una occasione “il centro spirituale del mondo”; avrebbe affermato anche: «Se non fossi papa sarei già a Medjugorje a confessare».  Ma nessun pronunciamento ufficiale è stato pubblicato durante il suo lungo pontificato.

Di Benedetto XVI si dice che avesse un atteggiamento molto più prudente. Fu lui infatti a volere una “Commissione Internazionale di inchiesta e di studio” sulle apparizioni di Medjugorje affidando al cardinale Camillo Ruini il compito di guidare i lavori. La commissione fu istituita il 17 marzo 2010. Il lavoro della commissione-Ruini terminò nel 2014 con la consegna della documentazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede e a Papa Francesco (documenti pubblicati nel libro Dossier Medjugorje di Saverio Gaeta (San Paolo 2020). Ciò che emerse da quella indagine fu che, secondo il parere degli esperti, solo le prime sette apparizioni (avvenute nell’estate del 1981) sarebbero da considerare “autentiche”. Si dice che le apparizioni successive abbiano lasciato “perplessa” la Commissione e sollevato numerosi dubbi. Come dunque interpretare tutto il resto della storia? E come considerare l’atteggiamento dei veggenti che dopo aver realmente ricevuto dei messaggi dalla Vergine Maria avrebbero continuato a dichiarare di incontrarla per anni a scadenza regolare (Per la cronaca anche le apparizioni di Fatima – dettaglio non indifferente – avvennero a scadenze regolari secondo le precise indicazioni della Madonna)?

Per quanto riguarda papa Francesco, si dice che faccia parte degli “scettici”. Dopo aver accolto “favorevolmente” il lavoro della Commissione di inchiesta, parlando coi giornalisti ha affermato di preferire «la Madonna Madre a quella che fa capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio», una battuta che ha lasciato perplessi molti fedeli e tutti coloro che si aspettavano un pronunciamento solenne ed ufficiale riguardo a Medjugorje, non certo una battuta di spirito (nota bene, sulla stessa linea, un sacerdote e docente di teologia ha recentemente parlato su facebook di “Madonna Kleenex” per biasimare le lacrime della Vergine a Civitavecchia).

«Queste presunte apparizioni (su appuntamento, ndr.) non hanno tanto valore» ha detto Papa Francesco esprimendo una sua opinione personale. «C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente» ha concluso il Papa (in realtà un’espressione altamente problematica se si pensa a come si sono svolte le apparizioni di Cova da Iria nei pressi di Fatima).

L’11 febbraio del 2017 il papa argentino (il quale ha avocato a sé ogni decisione su Medjugorje) ha nominato il vescovo polacco mons. Henryk Hoser inviato speciale della Santa Sede per Medjugorje, con compiti “prettamente pastorali”.

In un’intervista rilasciata ad Avvenire uno dei membri della Commissione-Ruini e presidente della Facoltà di Teologia “Marianum” ha affermato che sarà necessario ancora molto studio e molte preghiere per discernere sul fenomeno Medjugorje. «Se il popolo che si reca a Medjugorje non vive un clima di incontro con il Signore, la Chiesa è tenuta a intervenire». Resta però il fatto che la maggior parte delle centinaia di migliaia di persone che si sono recate a Medjugorje hanno testimoniato di aver vissuto un clima di preghiera e conversione, per questo il Vaticano non può al momento impedire che si effettuino dei pellegrinaggi verso quel famoso santuario bosniaco.

In questi giorni è stato pubblicato un libro del giornalista Fabio Marchese Ragona che offre alcuni spunti sul caso Medjugorje. Il libro, intitolato Il mio nome è Satana Storie di esorcismi dal Vaticano a Medjugorje è stato pubblicato dalle edizioni San Paolo. Il tema centrale sono gli esorcismi (un argomento che vende benissimo in tempi di crisi per l’editoria cattolica), ma si accenna a Medjugorje lì dove si parla degli attacchi che il demonio avrebbe scatenato contro i veggenti. A riferirlo è l’arcivescovo mons. Hoser: «Ci sono alcuni casi di manifestazioni demoniache ma posso dire che sono abbastanza rari, capita che si senta qualcuno che inizia a gridare o a inveire anche quando ci sono raduni con 10mila persone. Succede anche qui, non si può̀ negare questo. Certo, non succede tutti i giorni, ma succede pure qui a Medjugorje. E in particolare capita che questi indemoniati a volte vogliano aggredire i veggenti». A chi fa presente a mons. Hoser che il dossier-Ruini non parla di “origini demoniache” nella vicenda di Medjugorje, il prelato polacco risponde: «Non so cosa dica il testo della commissione di Ruini, non l’ho letto». È possibile consultare online l’articolo de “Il fatto quotidiano” che anticipa stralci del libro.

La risposta dell’arcivescovo Hoser merita una riflessione. Innanzitutto vale la pena evidenziare il pasticcio di chi sembra accomunare ed equiparare le espressioni “origini demoniache” a “manifestazioni del demonio”. È chiaro che, quando si parla di esorcismi, tutto sembra far brodo, come se l’intento sia quello di scioccare i lettori o incutere loro paura e timore, ma è logico che le affermazioni:

A) «I primi fenomeni che si sarebbero verificati nella cittadina bosniaca non hanno origine demoniaca» Ruini, 2014

B) «Il demonio aggredisce i veggenti» Hoser, 2020

più che contraddirsi si appoggino a vicenda, come ha avuto modo di affermare il cardinale Ruini, interpellato sull’argomento («Il demonio può tentare anche i santi, si veda il caso di Sant’Antonio Abate…»). Se le origini degli eventi soprannaturali non sono demoniache, sono divine. Se sono divine, è normale che il demonio si scateni contro i protagonisti e i beneficiari delle apparizioni.

In fine un’ultima riflessione. Fa molto dispiacere sentire che il “Visitatore Apostolico” che il Vaticano ha inviato a Medjugorje col preciso compito di accompagnare pastoralmente i fedeli e gestire una parrocchia diventata ormai il “centro spirituale” d’Europa, affermi di non aver mai letto il documento, frutto di quattro anni di lavoro e di indagini, pubblicato da una Commissione Internazionale specialmente voluta dal Vaticano (espressamente richiesta da Benedetto XVI e formalmente accolta da Francesco) per far luce sugli eventi che si svolgono in quella diocesi.

Si tratta di certo di una omissione che fa capire che (e forse anche il perché) si è ancora lontani da una definitiva chiarezza e un pronunciamento ufficiale sul caso-Medjugorje.

Abbiamo accennato all’atteggiamento degli ultimi tre Pontefici riguardo alle apparizioni di Medjugorje e alle opinioni favorevoli di due notissimi sacerdoti italiani, padre Livio Fanzaga e padre Gabriele Amorth. È interessante registrare l’opinione di un “intenditore” in questioni di fede, il nemico per eccellenza della Vergine Maria e dei suoi figli: Satana. A questo proposito il libro di Marchese Ragona ci offre qualche preziosa indicazione. Come abbiano già detto, Satana si è manifestato nella piccola cittadina bosniaca con azioni di disturbo, diffondendo il panico nei momenti più solenni di raccoglimento e preghiera. La stessa veggente Vicka ha rischiato più volte di venire aggredita da persone possedute. Ma un dato ancora più interessante emerge dai racconti di don Ambrosio, sacerdote esorcista attivo nella provincia di Milano. Durante un esorcismo don Ambrosio, devoto alla Madonna di Medjugorje, fece ascoltare al Demonio tramite il telefonino un canto dedicato alla “Gospa” molto conociuto tra i pellegrini. La risposta fu sorprendente. Anzitutto, com’è solito fare il Diavolo che è fin dal principio “padre della menzogna” e mente per professione, affermò rabbioso: “Non c’è nessuno lì!”. A questa risposta e sacerdote riprese: “Va bene, allora siccome tu sei bugiardo vuol dire che vince qualcosa”. È a questo punto che il demonio, smascherato, confessa: “Quel posto è il nostro inferno sulla terra”.

Una confessione che, nel contesto dell’apocalittica battaglia tra Diavolo e la Vergine Maria, ci dice qualcosa sulle apparizioni di Medjugorje forse più chiaramente di quanto possano affermare speciali commissioni di esperti che pure andrebbero lette e studiate con cura e attenzione, per lo meno dagli addetti ai lavori.

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