L’ideologia gender continua a mietere vittime. Oltre ai bambini, assecondati e forzati a rimanere nella loro confusione di genere con terapie psicologiche e farmacologiche, anche le donne continuano a subire ingiustizie e soprusi sia nello sport che in campo lavorativo. La vicenda che ci racconta questo articolo del Daily Mail accaduta in questi giorni in Gran Bretagna mostra come l’attivismo trans gender porti ad un distacco dalla realtà dell’intera società e a serie conseguenze per chi non si adegua alla “post-verità” che considera “donne” anche gli uomini convinti di essere tali.

Lynsey McCarthy-Calvert, doula

Lynsey McCarthy-Calvert, doula

Una doula* è stata “cacciata” dall’ente benefico Doula UK dopo che attivisti transgender hanno segnalato come “offensivo” il suo post su Facebook in cui affermava che solo le donne possono avere bambini

(La *doula è un’assistente alla donna prima, durante e dopo il parto. A differenza dell’ostetrica non ha preparazione medica specifica ma ha una semplice funzione di supporto e sostegno alla donna)

 

 

Una “assistente al parto” è stata “ostracizzata” dalla sua organizzazione professionale dopo che alcuni attivisti transgender hanno definito offensivo un suo post su Facebook in cui aveva affermato che solo le donne possono avere figli.

Lynsey McCarthy-Calvert, 45 anni, è stata costretta prima a dimettersi da portavoce di Doula UK e in seguito ha rassegnato le dimissioni dall’organizzazione nazionale delle “assistenti al parto”. La sua fuoriuscita è stata causata dall’indagine interna avviata a causa di alcuni attivisti per i diritti trans gender, e in base alla quale Doula UK ha concluso che il suo post aveva violato le linee guida interne sulla eguaglianza e la diversità.

Non hanno direttamente espulso la donna, madre di quattro figli, che lavorava come doula – persona che fornisce supporto durante tutta la gravidanza – da sei anni, ma hanno minacciato di sospenderla a meno che non cancellasse il post.

La signora McCarthy-Calvert lo ha fatto, ma ha rassegnato le dimissioni ritenendo che Doula UK avesse “accondisceso” alle richieste di un piccolo numero di attivisti e non fosse riuscita a difendere i diritti delle donne.

“Sono arrabbiata e triste”, ha detto ieri sera. “Sono stata effettivamente ostracizzata per aver detto che sono una donna e che anche le mie clienti lo sono”.

“Sono stato molto delusa dalla risposta di Doula UK. La leadership è paralizzata dal non voler irritare gli attivisti per i diritti transgender. Si sono affrettati  ad accondiscendere alle loro richieste.” La controversia arriva dopo una serie di recenti vittorie per gli attivisti transgender.

 

La margarina Flora ha smesso di fare pubblicità su MumsNet (pagina web per genitori, ndt) dopo che il sito è stato accusato di essere transfobico per aver ospitato una discussione con opinioni molto diversificate sulle questioni transgender. E il marchio di assorbenti Always ha rimosso il simbolo femminile di Venere dalle confezini dopo le lamentele di uomini trans.

La querelle di Doula UK è iniziata dopo che il Cancer Research UK ha eliminato la parola “donne” dalla sua campagna per il Pap-test, dicendo invece che lo screening era “importante per tutte le persone con una cervice tra i 25 e 64 anni “.

In risposta, la signora McCarthy-Calvert ha pubblicato su Facebook una fotografia di una donna in négligé che faceva capriole sott’acqua, con la scritta: “Non sono ‘titolare di cervice’ . Non sono ‘una persona che mestrua’. Non è che ‘mi sento’ così. Non sono definita dal mettermi un vestito e il rossetto. Sono una donna: una femmina umana adulta.”

E sotto ha scritto: “Le donne danno alla luce tutte le persone, costituiscono la metà della popolazione, ma meno di un terzo dei seggi alla Camera dei Comuni sono occupati da noi”.

Ha affermato che le donne vengono  accusate di transfobia più degli uomini, sostenendo che gli uomini non vengono “fatti oggetto di accuse di bigottismo e transfobia quando dicono di non voler fare sesso con una donna con il pene”. Alla maggior parte delle donne trans non sono stati rimossi i genitali maschili.

Un utente di Facebook l’ha accusata di usare “un linguaggio assolutamente disgustoso”, aggiungendo: “Oltretutto sembra che tu stia dimenticando che non sono solo le donne a far nascere i bambini”.

Qualche giorno dopo circa 20 attivisti trans hanno scritto una lettera di denuncia sostenendo che la signora McCarthy-Calvert aveva “chiaramente” violato le politiche di Doula UK che affermano che le associate “non devono pubblicare nulla che le nostre colleghe, clienti e affiliate possano trovare offensivo”.

Sostenevano che il post contenesse diversi “commenti di esclusione verso i trans”, compresa la definizione di donna come “femmina umana adulta”.

Doula UK ha immediatamente sospeso la sig.ra McCarthy-Calvert da portavoce e, dopo un’indagine di quattro mesi, il Consiglio di Amministrazione ha concluso che il post  di marzo “viola le linee guida di Doula UK“.

Ieri sera, Doula UK ha negato di aver “assecondato” gli attivisti e che la signora McCarthy-Calvert fosse stata “in qualche modo scacciata dall’organizzazione”.

Una portavoce ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di dire che cerchiamo di ascoltare l’esperienza di vita dei gruppi emarginati e di apportare cambiamenti, compresi cambiamenti del linguaggio che usiamo, se riteniamo che questo possa servire a rendere la comunità di Doula UK più accogliente e solidale.”

 

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