Questo articolo del canonista padre Raymond J. de Souza ci mostra come l’ex. card. McCarrick abbia più volte disubbidito, anche in maniera sprezzante, all’allora papa Benedetto XVI. Padre Raymond J. de Souza ci fornisce alcuni circostanziati casi. Ciò avvalora l’ipotesi che McCarrick, pur sottosto a sanzioni, abbia poi fatto quello che ha voluto.

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

 

Foto: ex card. Theodore McCarrick

Foto: ex card. Theodore McCarrick

Papa Benedetto XVI ha imposto restrizioni disciplinari al cardinale Theodore McCarrick nel 2009 o nel 2010, come afferma la “testimonianza” dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò?

Papa Francesco ha chiesto ai giornalisti di fornire la prima risposta alla testimonianza dell’arcivescovo.  Il Santo Padre ha dichiarato che “non dirà una parola”, e nessun alto funzionario vaticano è venuto a sua difesa sulla sostanza delle accuse.

Così i giornalisti stanno discutendo della questione, e il tema centrale discusso nei giorni trascorsi dalla pubblicazione della testimonianza dell’arcivescovo Viganò è se papa Benedetto XVI abbia effettivamente posto delle restrizioni al ministero cardinalizio. In caso affermativo, perché non è stato annunciato pubblicamente e perché McCarrick ha continuato ad operare mentre era in pensione come faceva quando era in servizio, ossia come il primo “vescovo dell’aeroporto” al mondo?

E’ una domanda legittima. L’essenza della testimonianza di Viganò dipende dalla risposta.

La risposta più semplice è che, in realtà, non ci sono state sanzioni, e che l’arcivescovo Viganò in qualche modo ha frainteso ciò che gli era stato detto dalla Congregazione per i vescovi e ciò che il suo predecessore come nunzio a Washington, l’arcivescovo Pietro Sambi, aveva detto al cardinale McCarrick.

Eppure la risposta è così semplice che, se fosse vera, è lecito chiedersi perché la Segreteria di Stato – che sorveglia i nunzi – o la Congregazione per i Vescovi non si limitano a spiegarla, facendo in gran parte sparire la questione.

Lo stesso Papa Benedetto XVI ha potuto far conoscere la sua opinione, come ha fatto all’inizio di quest’anno, quando il capo della comunicazione vaticana, mons. Dario Edoardo Viganò (da non confondere con l’attuale Carlo Maria Viganó), ha tentato di manipolare il papa emerito in relazione a una serie di opuscoli che celebravano la teologia di papa Francesco.

Se Benedetto non avesse sanzionato McCarrick, potrebbe farlo sapere facilmente.

Da non dimenticare in tutto questo è lo stesso arcivescovo McCarrick, che non è morto, ma piuttosto in isolamento. A meno che non si compiaccia perversamente delle sofferenze inflitte a papa Francesco per suo conto, potrebbe semplicemente chiarire le cose sulla verità relativa alle sanzioni. Se qualcuno lo creda è un’altra questione, ma sarebbe il minimo che possa fare.

Così il silenzio di chi potrebbe facilmente respingere le affermazioni dell’arcivescovo Viganò spinge almeno i giornalisti a considerare che alcune sanzioni erano in atto, ma in maniera non chiara, non pubblica e non fatte osservate. E’ plausibile?

In breve, sì, come una possibilità che merita di essere indagata.

Va ricordato che ciò che “tutti” apparentemente “sapevano” per anni dell’arcivescovo McCarrick non era il tipo di materiale che potesse giustificare una sanzione penale, frutto di un processo canonico. C’erano molte voci (“rumors”), ma nessuna accusa specifica da parte di vittime specifiche. Solo nel 2018 si è avuta un’accusa “credibile e documentata”. I risarcimenti effettuati nel 2005 e nel 2007 erano su base riservata, il che significa che le vittime non erano quasi certamente disponibili per un processo canonico.

Laddove papa Benedetto XVI si fosse reso conto degli abusi di McCarrick, il rimedio che Ratzinger/Benedetto impiegò nel caso del fondatore della Legione di Cristo, padre Marcial Maciel – cioè mandare un investigatore per intervistare le vittime note in preparazione di un processo canonico – potrebbe non essere stato fattibile.

Imporre a un sacerdote una vita di preghiera e di penitenza è una pena che dovrebbe essere il risultato di un processo canonico, che potrebbe essere stato impossibile nelle circostanze. E’ quindi plausibile che la comunicazione privata delle sanzioni sia stata ritenuta la migliore opzione disponibile, contando sulla buona volontà di McCarrick per rispettarle?

E’ plausibile che, dopo aver ricevuto tali sanzioni non rese pubbliche, il cardinale McCarrick le avesse semplicemente ignorate?  Sì.

Nella primavera del 2004, i vescovi degli Stati Uniti stavano esaminando la questione dell’ammissione alla Santa Comunione di politici cattolici risolutamente favorevoli all’aborto – John Kerry era in lizza per la presidenza quell’anno -. Il cardinale McCarrick ha guidato il gruppo episcopale incaricato su questa questione e, in tale veste, ha ricevuto una lettera dal cardinale Joseph Ratzinger che diceva che in tali circostanze i politici “non devono” essere ammessi alla Santa Comunione.

Il cardinale McCarrick ha nascosto quella lettera ai suoi fratelli vescovi e ha mentito su ciò che il cardinale Ratzinger aveva scritto. Solo più tardi la verità è venuta alla luce quando la lettera completa è trapelata alla stampa.

Sappiamo quindi che il cardinale McCarrick era disposto a sfidare il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede anche fino a nascondere una lettera destinata ai suoi fratelli vescovi. E sappiamo che le conseguenze sono state lievi.

L’aprile successivo, il cardinale Ratzinger fu eletto papa.  Ricordo che la sera stessa dell’elezione, l’addetta stampa dell’arcidiocesi di Washington si era precipitata a riunire i sacerdoti e i seminaristi di Washington presenti a Roma. Li mise in guardia dal parlare ai media, perché voleva evitare storie che potessero esaminare la relazione del cardinale McCarrick con il nuovo papa.  Presumeva che l’elezione del cardinale Ratzinger avrebbe significato la fine del suo capo – non per abuso sessuale, ma per la mendacia dell’anno precedente.

Benedetto come ha affrontato la questione McCarrick dopo la sua elezione? Il cardinale McCarrick compì 75 anni nel luglio 2005; se Benedetto avesse voluto punirlo rapidamente per la sua disonestà nella discussione del 2004, avrebbe potuto accettare immediatamente le sue dimissioni nel luglio 2005. Ma Benedetto permise a McCarrick di rimanere in carica fino alla primavera successiva.  Anche questo è conforme all’idea che papa Benedetto XVI si sia mosso contro il cardinale McCarrick, ma non ha optato per l’opzione più severa.

Nel maggio 2009 mi sono occupato (giornalisticamente, ndr) della visita di Benedetto in Terra Santa. All’epoca ho sentito una strana storia da un membro anziano dell’entourage papale mentre si trovava a Gerusalemme.  Apparentemente nei preparativi per il viaggio, il Vaticano disse molto chiaramente al cardinale McCarrick che non avrebbe dovuto accompagnare il Santo Padre. All’epoca pensavo fosse perché la Santa Sede era stanca della intromissione del cardinale nella sua attività diplomatica per i suoi frequenti – tre o quattro – viaggi nella regione.  Quindi egli non era parte del viaggio.

Ma quando papa Benedetto XVI ebbe il suo incontro con il re Abdullah di Giordania, il re menzionò in maniera innocente che il cardinale McCarrick era stato lì poco prima, presentando se stesso come il preparatore della visita papale. Il cardinale McCarrick aveva sfidato di nuovo Benedetto.

Nell’agosto 2009, quando l’anziano Sen.Ted Kennedy del Massachusetts morì, il Vaticano optò per l’elogio funebre. Il cardinale Sean O’Malley di Boston partecipò al funerale, ma fu chiaramente sobrio nell’elogio del defunto politico. Il cardinale McCarrick si è assunto la responsabilità di comparire alla tomba di Arlington, in Virginia, e ha letto una risposta standard della corrispondenza vaticana, come se Papa Benedetto XVI stesse elogiando personalmente il senatore defunto. E’ stato un chiaro atto di provocazione.

Quando l’arcidiocesi di New York ricevette l’accusa che il cardinale McCarrick aveva abusato di un minore all’inizio degli anni ’70, informò il cardinale che era in corso un’indagine, condotta da laici nell’ufficio del procuratore distrettuale e nel comitato di revisione dell’arcidiocesi.

Il Catholic Herald riferisce che anche il cardinale Donald Wuerl, successore del cardinale McCarrick a Washington, fu notificato nel 2017 e scrisse al suo predecessore, dicendogli di ritirarsi dal ministero pubblico mentre era sotto inchiesta. Eppure, anche mentre era sotto inchiesta per abuso di un minore, il cardinale McCarrick era sfidante, continuando le sue apparizioni pubbliche e conducendo un pellegrinaggio all’estero in onore del giubileo di diamante della sua ordinazione.

Come giornalista, quindi, vorrei concludere che ci sono quattro grandi episodi di sfida che rendono plausibile che l’arcivescovo Theodore McCarrick avrebbe potuto sfidare le sanzioni che gli sono state imposte.

Lo spirito di sfida non è il solo a stabilire la verità della testimonianza dell’arcivescovo Carlo Viganò. Non risponde adeguatamente alle domande sui motivi per cui le sanzioni sono state imposte privatamente e non sono state applicate. Esso offre tuttavia una possibile spiegazione che merita un’ulteriore indagine.

 

Fonte: National Catholic Register

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email