A proposito del caso del card. McCarrick, riprendo solo alcuni stralci di un lungo articolo di JD Flynn. Credo possano aiutarci ad esplorare alcuni aspetti della questione. Vedi anche qui e qui.

Eccoli nella mia traduzione.

Foto: ex-card. Theodore McCarrick

Foto: ex-card. Theodore McCarrick

Sarebbe ingiusto suggerire che i vescovi non denunciano questi fatti (ad es. quelli commessi dal card. McCarrick, ndr) perché trovano irreprensibile la cattiva condotta sessuale. Mentre questo potrebbe essere vero in alcuni casi, ci sono alcuni fattori che potrebbero aver anche contribuito al fatto che i vescovi non hanno denunciato i misfatti dei loro confratelli.

Il primo è che i vescovi sono addestrati al perdono e all’empatia, e possono avere difficoltà a superare questo fatto. I vescovi iniziano per lo più il loro percorso (di “carriera”) come pastori, e questo significa che trascorrono molto tempo nei confessionali. Imparano ad essere empatici con i penitenti, e a sottolineare una conversione della vita, un cambiamento di cuore, un cambiamento di comportamento, piuttosto che concentrarsi sugli aspetti amministrativi o esterni della giustizia.


Un vescovo che sente che un cardinale ha avuto una serie di partner sessuali adulti è probabile che provi empatia per un fratello malato e peccatore, piuttosto che considerare le implicazioni esterne di tali relazioni. Mentre i vescovi sono ora in gran parte addestrati a comprendere l’importanza di denunciare accuse di comportamento sessuale scorretto nei confronti dei bambini, possono non considerare immediatamente lo stesso problema per quanto riguarda le relazioni che coinvolgono gli adulti.

I vescovi possono non immediatamente ricordare che un vescovo, in virtù del suo ufficio, è sempre in una dinamica di potere squilibrata quando si confronta con altri cattolici. E, a causa dei condizionamenti che vengono dal confessionale, potrebbero essere spinti alla preghiera per la situazione, e potrebbero veramente biasimare il comportamento, senza rendersi immediatamente conto della propria responsabilità, e capacità, di vedere che la questione è affrontata nelle sedi esterne della giustizia.

Questo è il motivo per cui i vescovi hanno scelto di coinvolgere i comitati di revisione laici nell’affrontare le questioni del comportamento sessuale scorretto, e se non ci sono state segnalazioni dei misfatti di McCarrick, ciò dimostra la necessità di dare a tali comitati informazioni sufficienti per consigliare il vescovo in modo obiettivo.

I vescovi potrebbero anche temere che le obiezioni riportate al Vaticano in merito alle scorrettezze sessuali da parte dei loro fratelli rimangano senza risposta. Sembra che sia stato così in Cile, dove alcuni vescovi hanno sollevato obiezioni alla nomina del vescovo Juan Barros per anni, prima che una tempesta mediatica spingesse all’azione vaticana.

Ci sono altri vescovi che possono essere riluttanti a riferire sospetti o accuse su un fratello vescovo a causa di una cultura ecclesiale americana che a volte è stata caratterizzata da un’allergia al conflitto. In una tale cultura, ci si può sentire semplicemente “non al proprio posto” per sollevare le preoccupazioni su un fratello.

E ci possono essere ancora vescovi che credono che prevenire uno scandalo sia un’impresa utile, senza considerare i costi di tale decisione per coloro che sono danneggiati quando un vescovo agisce immoralmente. I costi di tale decisione sono sopportati, in modo gravissimo, da coloro che sono direttamente danneggiati da atti di abuso da parte di qualsiasi chierico. Le loro ferite gridano a Dio per la giustizia.

Ma quando un vescovo si comporta con immoralità sessuale, gli effetti si ripercuotono su tutta la sua diocesi. I sacerdoti e i seminaristi che si oppongono a quell’immoralità sessuale se ne vanno rapidamente, o si ritrovano emarginati. Coloro che salgono a posizioni di leadership sono quelli che sono rimasti: quelli che sono disposti ad accettare l’immoralità sessuale del vescovo, quelli che sono complici in essa, o quelli che sono troppo ingenui per notarla. Coloro che appartengono alle prime due categorie, essendo disposti ad accettare alcuni rifiuti dell’insegnamento cattolico, di solito accettano anche altri rifiuti dell’insegnamento cattolico. Ciò può riflettersi nella loro guida pastorale e nella loro catechesi, e di conseguenza, un’intera diocesi può essere formata con una prospettiva teologica incorniciata dal relativismo, dalla tolleranza all’immoralità o dal compromesso. Gli effetti dell’immoralità sessuale di un vescovo possono portare a un declino spirituale e catechetico in un’intera diocesi.

 

Fonte: Catholic News Agency

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