L’amico Antonio Socci, giornalista e scrittore, mi segnala questo suo articolo pubblicato sul suo blog, che con piacere rilancio. 

 

Maria_Valtorta
Maria Valtorta

 

Nel mondo dei libri ci sono fenomeni curiosi. Per esempio, da più di 60 anni viene continuamente ristampata e tradotta in decine di linguediffusa in tutto il mondo, un’opera poderosa, addirittura in dieci volumi, intitolata “L’Evangelo come mi è stato rivelato”. È un caso editoriale straordinario e inspiegabile, ma sconosciuto ai media.

L’opera, pubblicata dal Centro editoriale valtortiano, porta la firma di Maria Valtorta (1897-1961). Chi era costei?

Durante la prima guerra mondiale lavorò come infermiera volontariapreso l’ospedale militare di Firenze. A 23 anni, nel 1920, fu aggredita da un sovversivo che la colpì alla schiena con una sbarra di ferro. Ne patì per mesi le conseguenze. Poi ebbe delle complicazioni e dall’aprile 1934 fino alla morte, nel 1961, fu costretta a giacere in un letto. Per quasi ventotto anni.

Visse questa dura condizione con coraggio, essendo una donna di forte temperamento e con una profonda fede religiosa. Da giovane era stata iscritta all’Azione Cattolica, poi fu terziaria francescana e terziaria dei Servi di Maria (nella cui basilica fiorentina, la S.S. Annunziata, è sepolta da 50 anni).

Esattamente 80 anni fa, nel 1943 (la Valtorta viveva a Viareggio), iniziò ad avere dei fenomeni mistici che si sono protratti per anni. Centinaia di visioni in cui rivisse tutta la vita di Gesù, il quale le chiese di descrivere accuratamente tutte le vicende di duemila anni fa che poté osservare e ascoltare proprio come se fosse stata fisicamente presente.

“Era il 23 aprile 1943, venerdì santo” spiega Emilio Pisani “ella scrisse quasi ogni giorno fino al 1947, ad intermittenza fino al 1951. I quaderni diventarono 122 e le pagine manoscritte circa quindicimila. Sempre seduta nel letto, scriveva sul quaderno poggiato alle ginocchia”.

Affrontai anni fa l’opera valtortiana con un certo scetticismo, aspettandomi la prosa irreale tipica di certi libri “devoti”, ma restai immediatamente sorpreso. Era la scrittura di una donna molto razionale, concreta, dettagliatissima nelle descrizioni e per nulla propensa a sentimentalismi e fantasie.

Temevo di trovarmi davanti a una delle solite rappresentazione di Gesù lontane dal Gesù dei Vangeli e invece subito mi dovetti ricredere. Totalmente. La lettura di quest’opera è straordinariamente coinvolgente ed emozionante. Non se ne esce come si era prima.

I quattro Vangeli canonici sono resoconti molto scarni, tanto che san Giovanni conclude il suo scrivendo testualmente così: “Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Gv 21,25).

Nei dieci volumi della Valtorta si trovano moltissimi episodi che non compaiono nei Vangeli canonici, ma è lo stesso identico Gesù.

La Valtorta è attendibile? Jean-François Lavère ha studiato attentamente la sua opera e ha concluso che, nonostante sia stata scritta da una persona mai andata in terra santa, che non aveva fatto studi biblici o esegetici o teologici, una persona che era immobilizzata su un letto e non disponeva di libri, oltretutto negli anni della guerra, trabocca di dati esatti dal punto di vista storico, topografico, architettonico, geografico, etnologico, cronologico ecc. Inoltre Maria Valtorta fornisce spesso precisazioni conosciute solo da qualche erudito, in certi casi perfino totalmente sconosciute al momento della loro redazione, e che l’archeologia, la storia o la scienza hanno poi confermato”.

Antonio Socci

da “Libero” del 16 dicembre 2023

 


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