“È il momento in cui la Chiesa deve tornare a fare la Chiesa, smettendo di appiattirsi sul mondo. Si salverà solo là dove, nel rifugio nel deserto, avrà custodito la presenza del suo Signore, come in un prezioso tabernacolo.”

 

Assunzione della Vergine di Palma il Vecchio, galleria dell'Accademia a Venezia
Assunzione della Vergine di Palma il Vecchio, galleria dell’Accademia a Venezia

 

Assunzione della Beata Vergine Maria

(Ap 11,19.12,1-6.10; Sal 45; 1Cor 15,20-27; Lc 1,39-56)

 

 

di Alberto Strumia

 

La solennità dell’Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria celebra il compiersi della sua vita terrena con la sua piena glorificazione nell’eternità. Ella viene associata alla regalità sul Cielo e sulla terra, sugli Angeli e i Santi, accanto a Cristo Re, «centro del cosmo e della storia» (Redemptor hominis, n.1).

Oggi è la festa del Trionfo di Maria che anticipa, per tutti noi nella liturgia e nella fede del popolo cristiano che si è mantenuto tale, il Trionfo del suo Cuore Immacolato, che attendiamo sia presto reso evidente a tutti anche in questo mondo. Così che con lei si possa cantare il Magnificat di cui abbiamo letto nel Vangelo di oggi, nel grande “chiostro” dell’eternità, essendosi compiuta la risurrezione della carne descritta da san Paolo nella seconda lettura.

Avvertiamo, in questi nostri anni di progressiva e completa disgregazione di ogni forma di vita “vivibile”, nel mondo intero, ad opera di Satana, e di progressiva e completa apostasia dalla vera fede della Chiesa di Cristo, l’urgenza dei tempi di questo Trionfo.

Mai come ora le due solennità dell’Immacolata Concezione di Maria e della sua Assunzione al Cielo, sono state così saldamente unite e vicine.

– Nella prima (l’Immacolata) vediamo realizzarsi “in anticipo”, ma ancora in forma nascosta, i frutti della Redenzione, che ottengono a Maria di essere concepita senza peccato originale, in forza dei meriti di Cristo.

– Nella seconda (l’Assunzione) vediamo compiersi esplicitamente, nella gloria, tutto ciò che nella prima è racchiuso e pienamente iniziato.

Sono come i due estremi della storia riassunti nella vita della Vergine, che anticipano il vero destino dei veri credenti nella Chiesa.

La liturgia della Parola di oggi offre la corretta “lettura teologica” della storia dell’umanità, riscattata dalla storia della Salvezza. È indispensabile rendersene conto e lasciarsi guidare e illuminare da questa “teologia della storia” che oggi ci viene offerta in questa festa. Diversamente si finisce come coloro che «al tempo di Noè, […] mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti. Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti» (Lc 17,26-29). E oggi sembra accadere proprio la stessa cosa…

La prima lettura descrive un mondo nel quale «Il drago» – simbolo di Satana e del potere dei “padroni del mondo” che consapevolmente o meno sono alle sue dipendenze ed eseguono il suo progetto di distruggere ogni traccia di fede e di ragione nelle menti e nei comportamenti degli uomini – è libero di muoversi e agire dominando tutto, fino a cercare di impadronirsi anche della «donna», che è la Vergine Maria e la Chiesa al tempo stesso.

Occorrerà l’“intervento diretto” di Dio nella storia per sottrarla al potere del demonio che, nella Chiesa, sta sempre più diffondendo la falsificazione della dottrina e cercando di “inghiottire” («divorare il bambino») la stessa fede in Cristo e nella Sua “presenza reale” nell’Eucaristia.

È significativo che nella scena descritta dal brano dell’Apocalisse, riportato nella prima lettura, non ci sia traccia della presenza dell’umanità – resa praticamente assente dalla sua stessa impotenza a modificare la storia, in tempi come questi – ma siano presenti solo Dio, il «drago», La «donna», il «Bambino».

Viene detto, poi che alla donna «Dio […] aveva preparato un rifugio». Si nota come il “soggetto” è Dio in prima persona e non gli uomini: nessun essere umano, in momenti come questi, può pensare di essere in grado di “salvare” il destino dell’umanità e della Chiesa, neppure uno dotato di grande carisma con un suo movimento, che tra l’altro non si vede oggi all’orizzonte. Ora tocca proprio solo a Dio, sembra di dirci questa lettura! Per questo la “preghiera” è quanto di più potente, oggi, ci sia messo a disposizione. I monasteri, luoghi di preghiera ininterrotta, ci fanno scuola!

Non siamo ancora alla “fine dei tempi”, altrimenti sarebbe stato inutile preparare «un rifugio» per la Donna-Chiesa. Mentre la Chiesa, il cui apparato più visibile sembra ormai in mani totalmente non cristiane, pagane, sopravviverà nel «rifugio» nascosto «nel deserto», dove si celebrerà privatamente l’Eucaristia in modo degno, si pronunceranno parole di verità che non hanno più spazio nel linguaggio ammesso pubblicamente, come “corretto”, si sarà affezionati gli uni gli altri perché affezionati a Cristo, piuttosto che alla propria narcisistica vanità e al potere dato da Satana in cambio della propria anima.

È il momento in cui riprendere coscienza del fatto che il mondo materiale che vediamo e tocchiamo è solo una parte della “realtà” delle cose, che trae esistenza, significato e destino dall’altra parte che, invisibilmente, gli dà origine e forma. È il momento di imparare a “vivere come se Dio esistesse”, accorgendosi che così è meglio, perché Egli esiste davvero e il mondo che non lo ha riconosciuto è ormai completamente bloccato e si sta disgregando progressivamente, nelle mani di chi vuole dissolverlo. Lo abbiamo domandato anche nell’orazione iniziale della Messa di oggi: «Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria».

È il momento in cui la Chiesa deve tornare a fare la Chiesa, smettendo di appiattirsi sul mondo. Si salverà solo là dove, nel rifugio nel deserto, avrà custodito la presenza del suo Signore, come in un prezioso tabernacolo.

Oggi, Maria Assunta in Cielo, ci attrae verso questo rifugio della Verità, dove Cristo protegge con la Sua presenza reale e il drago non può avanzare.

Maria, Regina Assunta in Cielo, prega, per noi!

 

Bologna, 15 agosto 2021

 

Alberto Strumia, sacerdote, teologo, già docente ordinario di fisica-matematica presso le università di Bologna e Bari. E’ direttore del sito albertostrumia.it

 

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