Un mio amico mi ha segnalato che nella sua cittadina, Bisceglie, le strade sono state tappezzate con manifesti come quello che vedete qui sotto. E’ rimasto esterrefatto.

Ecco la loro risposta.

Bisceglie, difesa dell'aborto, marzo 2021
Bisceglie, difesa dell’aborto, marzo 2021
 

💊 𝗥𝗨𝟰𝟴𝟲 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼 💊

 
Il neonato circolo del Popolo della Famiglia di Bisceglie appena inaugurato domenica scorsa presso la sala EPASS, denuncia la superficialità e la falsità del contenuto dei manifesti affissi dall’associazione privata UAAR in merito all’aborto farmacologico RU486.
 
In particolare ci sono due punti che rimangono del tutto falsificati: la sicurezza del farmaco e la modalità di somministrazione.
 
In merito alla sicurezza, come ampiamente dimostrato dalla scienza, la pillola RU486 porta con sé delle conseguenze nettamente peggiori rispetto ad altre tipologie di aborto. I ricercatori della University di Steubenville (USA) e della School of Medicine di San Sebastian (Cile) addirittura dicono che il cocktail di sostanze chimiche della RU486 produce “significativi cambiamenti biologici e comportamentali negativi”, compresi segni di ansia e depressione, che sono distinti dai comportamenti derivanti dall’aborto naturale.
In merito alla modalità di somministrazione, l’assessore alla Salute della regione Toscana, Stefania Saccardi (Italia Viva), che è stata la prima regione in Italia ad introdurre la pillola, dice: “Riteniamo sia meglio somministrarla in una struttura dove c’è un’assistenza medica più ampia. Dove magari ci sono letti di day hospital”.
Quindi basta falsità su un tema così delicato!
 
Facciamo nostre le parole di Papa Francesco “non è giusto fare fuori un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. È come affittare un sicario” e dell’Arcivescovo di Ventimiglia “iniziamo a discutere di un superamento della legge sull’aborto”.
 
Ci uniamo pertanto alla campagna nazionale #stopaborto e torniamo a chiedere l’abrogazione della legge 194/78 perché nessuna donna che ha portato avanti la gravidanza diventando madre di suo figlio si è pentita della scelta fatta: una scelta per la vita.
 
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