Ma è proprio necessario fare in cattedrale un pranzo per i poveri? Non ci sono altri posti?

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Ma è proprio necessario fare in cattedrale un pranzo per i poveri? Non ci sono altri posti?

By |2019-01-09T19:28:55+00:00gennaio 6th, 2019|Categories: Chiesa, News, Video del giorno|Tags: |2 Comments

Ma è proprio necessario fare in cattedrale un pranzo per i poveri? Non ci sono altri posti?

Per il terzo anno consecutivo, anche nel 2018,  il Cardinale Crescenzio Sepe, a nome della Chiesa di Napoli, ha aperto le porte della Cattedrale a circa mille tra indigenti e senza fissa dimora, ai quali ha servito il pasto per festeggiare insieme la ricorrenza delle sante feste. Per l’occasione, sono stati coinvolti anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Graziani” di Torre Annunziata, impegnati in cucina e nel servizio ai tavoli.

Ecco quello che dice il magistero della Chiesa: “Le chiese non possono considerarsi come semplici luoghi “pubblici”, disponibili a riunioni di qualsiasi genere. Sono luoghi sacri, cioè “messi a parte”, in modo permanente, per il culto a Dio, dalla dedicazione o dalla benedizione”; la chiesa “rimane luogo sacro, anche quando non vi è una celebrazione liturgica” (Congregazione per il Culto Divino, Lettera ai presidenti delle Conferenze Episcopali e ai presidenti delle Commissioni Nazionali per la Liturgia sui concerti nelle chiese, 5 novembre 1987, n. 5).

 

 

 

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2 Comments

  1. Luigi 7 gennaio 2019 at 3:05 - Reply

    Che bello sentire il cuoco sciorinare il menù come fossimo al ristorante e non in una Chiesa fatta per pregare…. e tutti quei giovanotti bianchi e di colore col cappello in testa? A me fin da bimbo hanno insegnato a toglierlo quando si entra in Chiesa.
    Ma non c’era una disposizione ecclesiastica che vietava iniziative del genere non consone al luogo sacro? Ah già siamo nell’era del Papa migrante e quello che c’era prima non conta più nulla.

    • Sabino Paciolla 9 gennaio 2019 at 19:24 - Reply

      Ecco quello che dice il magistero della Chiesa: “Le chiese non possono considerarsi come semplici luoghi “pubblici”, disponibili a riunioni di qualsiasi genere. Sono luoghi sacri, cioè “messi a parte”, in modo permanente, per il culto a Dio, dalla dedicazione o dalla benedizione”; la chiesa “rimane luogo sacro, anche quando non vi è una celebrazione liturgica” (Congregazione per il Culto Divino, Lettera ai presidenti delle Conferenze Episcopali e ai presidenti delle Commissioni Nazionali per la Liturgia sui concerti nelle chiese, 5 novembre 1987, n. 5).

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