di Aurelio Porfiri

 

La musica, la musica…come ho detto già più volte, da musicista, essa è una risorsa straordinaria per la nostra vita spirituale ma può rappresentare anche un pericolo. Infatti, atttraverso la musica possiamo giungere ad una conoscenza superiore ma anche essere gettati più in basso.

Ecco perché i poteri forti si servono della musica per promuovere certe idee che altrimenti passerebbero con molta più difficoltà. Assisto oramai da un certo tempo all’esaltazione del gruppo musicale dei Maneskin, ragazzi che hanno avuto anche la possibilità di aprire un concerto dei leggendari Rolling Stones. Ora, non sono certo in grado di giudicare il loro contributo al Rock perché non conosco la loro musica e non sono di certo un esperto di quel genere. Osservo da un punto di vista culturale come un gruppo che sembri promuovere una certa ambiguità sessuale, anche nel look da loro scelto, sembri avere un percorso molto più facile rispetto ad un altro che scegliesse di esaltare la mascolinità o la femminilità, in questo certamente ispirati dal loro nume tutelare Mick Jagger, che infatti li ha dovutamente esaltati.

Per dare a Cesare quel che è di Cesare (cioè il vero potere) i Maneskin si sono affrettati a dichiarare che pur rallegrandosi per il loro successo, erano rattristati dal fatto che in Italia si fosse indietro con i diritti civili. Insomma, non posso di certo essere accusato di essere un complottista, ma non posso fare a meno di osservare come i sacrifici all’altare del politically correct poi alla fine producano una laica santità.

 

 

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