Di seguito riporto le conclusioni di una ricerca pubblicata su Cochrane Library di cui il primo autore è Tom Jefferson, del Dipartimento per la Formazione Continua, Università di Oxford, Oxford OX1 2JA, UK. 

Del resto, visto l’ampio uso che se ne è fatto delle mascherine, anche imponendole con la forza, e se fossero state veramente efficaci nell’impedire la diffusione del coronavirus allora la diffusione della COVID-19 si sarebbe interrotta da tre anni a questa parte. 

 

mascherine-coronavirus

 

Conclusioni degli autori

L’elevato rischio di bias negli studi, la variazione nella misurazione degli esiti e la relativamente bassa aderenza agli interventi durante gli studi impediscono di trarre conclusioni definitive. Durante la pandemia sono stati condotti altri studi RCT relativi a interventi fisici, ma sono relativamente pochi, data l’importanza della questione della mascherina e della sua efficacia relativa e delle misure concomitanti di aderenza alla mascherina, che sarebbero molto importanti per la misurazione dell’efficacia, soprattutto negli anziani e nei bambini piccoli.

Vi è incertezza sugli effetti delle mascherine. La certezza da bassa a moderata dell’evidenza significa che la nostra fiducia nella stima dell’effetto è limitata e che l’effetto reale potrebbe essere diverso dalla stima dell’effetto osservato. I risultati in pool degli RCT non hanno mostrato una chiara riduzione delle infezioni virali respiratorie con l’uso di mascherine medico-chirurgiche. Non sono state riscontrate differenze evidenti tra l’uso di mascherine medico-chirurgiche rispetto ai respiratori N95/P2 negli operatori sanitari quando vengono utilizzati nell’assistenza di routine per ridurre le infezioni virali respiratorie. È probabile che l’igiene delle mani riduca in misura modesta il carico di malattie respiratorie e, sebbene questo effetto fosse presente anche quando sono state analizzate separatamente l’ILI e l’influenza confermata in laboratorio, non è stata riscontrata una differenza significativa per gli ultimi due risultati. I danni associati agli interventi fisici sono stati poco indagati.

Sono necessari RCT di grandi dimensioni e ben progettati per valutare l’efficacia di molti di questi interventi in diversi contesti e popolazioni, nonché l’impatto dell’aderenza sull’efficacia, soprattutto nei soggetti più a rischio di ARI (infezioni respiratorie acute, ndr).

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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