Gesù Cristo pantocratore nel duomo di Monreale

 

 

II Domenica di Quaresima (Anno B)

(Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10)

 

di Alberto Strumia

 

Quanto accadde all’Uomo-Dio Gesù Cristo durante la sua vita terrena di più di duemila anni fa è anche una sorta di profezia, di anticipazione di quanto sarebbe dovuto accadere alla Chiesa. Se, come ha insegnato l’Apostolo Paolo, la Chiesa è il Corpo di Cristo (Cristo è «capo della Chiesa, la quale è il Suo Corpo», Ef 1,22-23) che è presente, secondo una modalità “universale” per tutto il tempo della storia dell’umanità, come l’uomo Gesù è stato presente secondo una modalità “singolare” (come “singolo uomo”), allora si deve ritenere che ciò che è accaduto al Corpo del Signore debba accadere al Suo Corpo che è la Chiesa. E così ci è data la chiave di comprensione anche del nostro momento storico della vita della Chiesa, sul quale la liturgia di questo Tempo di Quaresima ci fa riflettere.

 

  1. L’infanzia e la vita privata di Gesù e della Chiesa

Gesù ha vissuto una vita privata con Maria e Giuseppe per ben trent’anni… La Chiesa è vissuta nel nascondimento per i primi tre secoli della sua storia, fino a che l’Editto di Costantino (Editto di Milano dell’anno 313 dalla nascita di Cristo) non le ha riconosciuto la dignità pubblica di religione ufficiale dell’Impero Romano.

La Strage degli Innocenti, primi martiri dell’era cristiana, che fu ordinata da Erode poco dopo la nascita di Gesù, fu una sorta di profezia dell’uccisione dei martiri cristiani dei primi secoli; e anche dei secoli successivi, compresi quelli dei nostri giorni. E anche dei bambini eliminati con gli aborti. Ma come Gesù è scampato a quella strage, così la Chiesa è sopravvissuta anche all’uccisione dei suoi martiri.

 

  1. La vita pubblica, l’insegnamento della dottrina di Cristo e la Trasfigurazione

Nei tre anni della Sua vita pubblica Gesù ha insegnato ai suoi discepoli e ascoltatori una concezione della realtà creata, dell’uomo e della storia, secondo il progetto di Dio Creatore. Nei secoli della sua opera evangelizzatrice la Chiesa ha trasformato le culture e le civiltà degli uomini di ogni continente, informandole di questa visione del mondo, dell’uomo e della storia, rendendo la vita degli esseri umani, incredibilmente “più umana” perché vissuta secondo il piano di Dio. Questi sono stati i secoli della “trasfigurazione della civiltà” umana. Le grandi e migliori opere culturali, architettoniche, artistiche, sociali, caritative sono state il frutto storico del cristianesimo. Il Vangelo della Trasfigurazione di questa seconda domenica di Quaresima, ci presenta la trasfigurazione di Gesù, davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, anche come anticipazione profetica di quanto sarebbe accaduto poi al Corpo di Cristo che è la Chiesa.

 

  1. La preparazione ad affrontare lo scandalo della Croce

La Trasfigurazione di Gesù, doveva servire a preparare gli Apostoli e i discepoli a “reggere” di fronte a quello che sarebbe stato poi lo scandalo della Croce, consolidando la loro fede, che nel momento della prova, avrebbe dovuto fare appello alla memoria di quella visione straordinaria che aveva dimostrato loro, visibilmente, la divinità di Cristo.

Così come la “trasfigurazione” della cultura e della civiltà umana che fu operata dalla Chiesa durante il Medio Evo, avrebbe dovuto sostenere la fede dei cristiani attraverso la prova della croce della Chiesa nei tempi successivi e soprattutto nei nostri giorni.

 

  1. La Passione e la Croce di Cristo e della civiltà degli uomini

Dopo il culmine della civiltà cristiana è iniziata e progressivamente si è sviluppata la persecuzione culturale (oltre che fisica) del Corpo di Cristo che è la Chiesa, da parte dei suoi avversari. Come nei progenitori, Adamo ed Eva, l’umanità intera fu istigata da Satana ad illudersi di poter governare la creazione senza Dio, così l’umanità è stata illusa dal medesimo istigatore di poter reggere le sorti della sua storia senza Cristo, il Signore della storia. Nacque allora il progetto ideologico di una sorta di “cristianesimo senza Cristo”. La cosa sembrò poter funzionare fino a che le scorte dell’eredità cristiana non furono esaurite del tutto. Oggi si sono completamente esaurite e il mondo è piombato in uno stato di autoflagellazione e condanna a morte dalle quali non riesce a salvarsi.

 

  1. Lo scandalo dell’apostasia nella Chiesa

Oggi, alla persecuzione e condanna a morte del cristianesimo e della Chiesa ad opera dei suoi nemici “esterni” si è aggiunta la collaborazione dei suoi nemici “interni” che, quando sono in buona fede, sono convinti di fare addirittura il bene della Chiesa e della religione mentre la stanno uccidendo crocifiggendola, così come i capi religiosi dell’epoca fecero mettere il Croce Gesù («verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio», Gv 16,2). Oggi si capovolge l’insegnamento di Cristo travisandolo per aggiornarlo, e si perseguita chi lo difende nella sua integrità, dall’interno, così come i capi religiosi contemporanei di Gesù perseguitarono lui fino alla morte in Croce.

Per i credenti è giunto, allora, il momento di fare appello alla memoria storica, ricorrendo alla corretta comprensione di quella “trasfigurazione” della cultura e della civiltà che solo il cristianesimo è stato in grado di operare nei secoli del suo massimo splendore. Questo potrà sostenere la loro fede di fronte allo scandalo della presente apostasia da Cristo che sta avvenendo nella Chiesa, e che era stata prevista già nelle Scritture.

Si direbbe che la Chiesa debba essere crocifissa così come lo è stato Cristo, per poi risorgere come Lui.

 

Nella seconda lettura san Paolo rassicura i suoi, e con loro anche noi oggi, che, come Cristo ha trasfigurato la Croce nella Risurrezione fino a renderla gloriosa, così anche la Chiesa e noi in essa parteciperemo, al momento giusto, alla stessa trasfigurazione per la gloria: «Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a Lui?».

 

Nella prima lettura troviamo, poi, la descrizione della “trasfigurazione” del modo di concepire la religione dalla sua forma pagana e precristiana, alla “vera religione”. Risparmiando Isacco dall’essere sacrificato, la “religione dei sacrifici umani” viene trasfigurata nella religione dell’unico Sacrificio Umano risolutivo, che è quello di Cristo, che trasfigura la morte nella Risurrezione.

Maria, la Madre di Dio, vive in sé stessa una “profezia anticipatrice” di quella Croce («E anche a te una spada trafiggerà l’anima», Lc 2,35), così come vive l’essere anticipatrice della Salvezza di tutti noi, nel suo essere concepita libera, in “anticipo”, da ogni forma di ingiustizia nel rapporto con Dio Creatore, dal peccato originale (Immacolata Concezione).

Questo è quanto possiamo trarre come insegnamento dalla liturgia di questa seconda domenica di Quaresima. Sappiamo farne tesoro, pregando ogni giorno la Vergine Maria perché ci ottenga la Grazia di quella saggezza cristiana di cui oggi abbiamo particolarmente bisogno.

Maria, sede della Sapienza, intercedi per noi!

 

Bologna, 25 febbraio 2024

 

Facebook Comments