transumanesimo

 

 

di Lucia Comelli

 

Molti ritengono definitivamente tramontato il tempo delle grandi ideologie, che tanti milioni di morti hanno causato soprattutto nel XX secolo. In realtà, secolarizzazione e nichilismo hanno reso possibile il diffondersi in Occidente – tra le élites e quindi nell’opinione pubblica – di una nuova, subdola e pericolosissima utopia: il transumanesimo!

L’idea cardine di questo movimento culturale – si legge nel Manifesto dei transumanisti italiani – “può essere riassunta in una formula: è possibile ed auspicabile passare da una fase di evoluzione cieca ad una autodiretta consapevole […] Siamo pronti ad accettare la sfida che proviene dai risultati delle biotecnologie, delle scienze cognitive, della robotica, della nanotecnologia e dell’intelligenza artificiale, portando questa sfida su un piano politico e filosofico, per dare al nostro percorso un senso e una direzione. Per i cristiani l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio e non può cambiare se stesso. Per noi, nietzscheanamente, l’uomo è qualcosa che dev’essere superato: l’uomo può cambiare se stesso ed il mondo, può assumere il proprio destino impugnando la tecnoscienza, invece di rimettersi alla fede e alla provvidenza”.[1]

Si tratta quindi di una nuova fase evolutiva dell’uomo e del mondo, non più cieca, come quella darwiniana, ma consapevole: grazie ad una stretta integrazione uomo – macchine, il progetto ‘transumano’ sostiene di poter rendere la vita delle persone più comoda, curarne le malattie e potenziarne all’infinito le capacità intellettuali e fisiologiche … Nella sua variante estrema[2], che però rappresenta l’essenza stessa del fenomeno, il T. si prefigge – messianicamente – di debellare la vecchiaia e la morte stessa.[3] Esso quindi predica l’avvento, grazie alla tecnologia, di un superuomo (qui il Manifesto fa riferimento a Nietzsche) capace di travalicare i propri limiti biologici, per assumere una natura più perfetta[4].

Per capire meglio questo movimento culturale è utile ricordarne brevemente la storia. Il termine e il relativo concetto sono stati ideati dal celebre biologo e promotore dell’eugenetica Julian Huxley che – dopo la Seconda guerra mondiale – fu messo a capo dell’UNESCO[5].

Dieci anni dopo, in un testo intitolato: Nuove Bottiglie per un Nuovo Vino (1957), questi conia il termine transumanesimo (T.) e parla di come la nuova eugenetica fonderà l’uomo con la macchina, permettendo al genere umano di trascendere se stesso. A tal fine, è necessario però impedire una crescita incontrollata della popolazione, che finirebbe per distruggere tutti i progressi del genere umano e qualsiasi speranza per il futuro.

Nel famosissimo romanzo distopico Brave New World suo fratello – lo scrittore Aldous Huxley – aveva già fornito nel 1932 un’anticipazione inquietante del nuovo mondo ‘transumano’ sotto lo stretto controllo di governatori mondiali. L’opera è stata infatti influenzata dall’ambiente sociale in cui entrambi vivevano: si tratta dell’aristocrazia britannica, da cui provengono molte delle idee dell’eugenetica, una disciplina che risale a Francis Galton e al darwinismo e che ha trovato nella Fabian Society un formidabile strumento di diffusione.

Il romanzo anticipa temi quali la fecondazione artificiale, anzi, la produzione extrauterina in serie (una sorta di catena di montaggio) degli esseri umani – secondo quote e tipologie predefinite dalle autorità. Altri caratteri del nuovo mondo sono l’ipersessualizzazione degli esseri umani fin dall’infanzia[6], la proibizione di vincoli monogamici (Ognuno appartiene a tutti gli altri!), la ridefinizione del linguaggio (parole come madre o padre sono considerate oscene, dei veri e propri tabù). Cancellata nella popolazione la memoria del passato e la fede cristiana, al tradizionale processo di educazione degli individui si è sostituito un condizionamento psicofisico costante: fondato sulla ripetizione ossessiva di slogan e l’identificazione totale con la casta di appartenenza, esso viene favorito dalla somministrazione del soma, una droga euforizzante.  

 

Lo stretto legame con l’eugenetica svela le reali finalità del transumanesimo.

Tornando ai giorni nostri, secondo la giornalista statunitense Whitney Webb, dopo la Seconda guerra mondiale e la caduta nel Terzo Reich, gli obiettivi eugenetici sperimentati dal nazismo sono stati riformulati in termini di transumanesimo. Si tratta quindi fondamentalmente di una rivisitazione dell’eugenetica, disciplina che ha avuto successo non solo nei regimi totalitari, ma anche nelle illuminate democrazie occidentali, da quella statunitense a quella svedese: molte persone, infatti, che hanno finanziato le cause eugenetiche del passato, come la famiglia Rockefeller[7], sono grandi sostenitori del transumanesimo oggi.

John Rockefeller ha avuto effettivamente un ruolo determinante nel porre le basi del progetto eugenetico, finanziando innanzitutto Margaret Sanger, fondatrice dell’American Birth Control League: la donna diede immediatamente vita al “negro project” per ridurre la natalità della gente di colore, che considerava – come gli stessi Rockefeller – una razza inferiore.

Nel 1942, l’associazione cambiò il nome in “Planned Parenthood”, che mantiene ancora oggi. Da allora ha promosso instancabilmente l’aborto e i contraccettivi e la perversione sessuale, con l’obiettivo di ridurre la natalità non solo della comunità afroamericana, ma di tutta la popolazione. La sua attività è stata sostenuta economicamente, in modo massiccio e continuativo, dalla Rockefeller Foundation e da altre istituzioni ‘filantropiche’[8].

Anche solo da questi accenni storici, oltre che per ragioni economiche e di ‘sostenibilità ambientale’ (espressione questa dell’ecologismo radicale, che detesta l’essere umano e sostiene i programmi neomalthusiani dei potentati economici globali), si capisce che l’‘emancipazione’ propagandata dal T. non è perseguibile a vantaggio di tutta l’umanità, ma prospetta necessariamente:

un’ulteriore polarizzazione “di classe”, con una élite che ne beneficia largamente e un vasto “neo-proletariato” biologico, che non avrà mai accesso alle tecnologie di trasformazione umana, se non nella misura limitata ad aumentarne una specifica capacità produttiva. Sfrondato dai suoi imbellettamenti “progressivi” il T. […] rappresenta la premessa per un neo-feudalesimo oligarchico, in cui gli aristoi [i migliori] sono tali non per intrinseche capacità, ma per la disponibilità economica che dà loro accesso ad una prometeica espansione delle proprie facoltà” [9].

Cosa rende possibile, tuttavia, il passaggio di noi tutti, persone comuni, dalla condizione di cittadini prevista dalle Costituzioni democratiche degli Stati occidentali, a quella di sudditi?

Bisogna considerare una molteplicità di fenomeni. In primis lo svuotamento progressivo della sovranità nazionale dei nostri Paesi ad opera di organismi internazionali – come l’Unione europea, la cui politica è influenzata/decisa da istituzioni economico-finanziarie quali il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio e quindi condizionata da giganteschi interessi privati. Lo stesso avviene ad opera di istituzioni internazionali come l’Oms, finanziate da grandi organizzazioni – anzitutto la Bill & Melinda Gates Foundation – e quindi profondamente condizionate da lobby, come quelle LGBTQIA+ e pro-aborto, e dai colossali interessi dell’industria farmaceutica.

Questi centri di potere globali – come l’Onu (si pensi all’Agenda 2030) e la stessa Ue – che spingono per la transizione ecologica/energetica a livello planetario, pretendono inoltre che i beni in proprietà (come la casa o l’auto) vengano usati secondo certi standard ambientali ‘costosissimi’ da loro stabiliti, pena il venir meno di questo diritto:

“Il World Economic Forum di Davos sogna una società globale priva di possessori di beni e fondata su uno sharing universalizzato: nessuno possiede nulla e tutti affittano servizi […] Il ritorno voluto dell’inflazione, la tassazione esorbitante, le ricorrenti proposte di un’imposta patrimoniale, la dipendenza dall’assistenzialismo statale tramite il reddito di cittadinanza minano la proprietà privata e con essa la libertà personale. Il principale elemento che caratterizza questo inedito attacco alla proprietà privata è la convergenza mostruosa tra pensiero liberale e comunismo.”

(Cfr. Retrocopertina del Quattordicesimo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo, Proprietà privata e libertà contro lo Sharing globalista, Cantagalli 2022).

Non avrai nulla e sarai felice! Recita uno dei più celebri e ingannevoli slogan prodotti dal WEF. In realtà si scaricano sulla popolazione i costi di una politica economico-finanziaria ‘drogata’, atta a procurare enormi guadagni a chi gestisce banche e fondi di investimento, ma destinata a sfociare in ricorrenti e disastrose crisi economiche, come quella del 2008, quando scoppiano le diverse ‘bolle’    speculative. Queste élites continuano cioè consapevolmente a causare il radicale impoverimento dei ceti medi, vale a dire di quella che, fino a pochi decenni fa, era la maggior parte della popolazione europea, con una percentuale crescente di individui (oltre 5,6 milioni) e di famiglie (2,8 milioni) al di sotto della soglia di povertà assoluta (dati Istat 2022)!

Il Covid ha inoltre rappresentato – come ha sostenuto il 17 novembre 2020 in un’intervista lo stesso Klaus Schwab (cfr. euronews.com)l’occasione per un ‘reset’ mondiale. In effetti, la gestione della pandemia ha accelerato la transizione degli Stati europei ad una sorta di post-democrazia autoritaria e tecnocratica: diritti fondamentali come quelli al lavoro o alla privacy, la libertà di circolazione e di cura … sono stati sospesi o negati dal governo, bypassando il Parlamento, con provvedimenti non di rado insensati e contraddittori. Decisioni, secondo la versione ufficiale, riconducibili ad un Comitato tecnico scientifico, in realtà – come provato dai documenti desecretati dalla Procura di Bergamo e resi pubblici dalla trasmissione televisiva Fuori dal coro – attribuibili alla imperscrutabile (per noi gente comune) volontà di un Ministro della Sanità, Roberto Speranza, che non aveva alcuna competenza in tale ambito.

Il tutto con l’assenso di gran parte della popolazione, terrorizzata e quasi ‘ipnotizzata’ da una rappresentazione martellante e a senso unico degli eventi.

Finita la pandemia, già si profilano ulteriori emergenze, come quella climatica, e con loro – sulla scia del Green Pass (la relativa piattaforma dipendeva, non a caso, fin da subito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) – si palesano nuovi strumenti di controllo/ricatto come le città dei 15 minuti (puoi o devi attraversare i centri storici che mettono in atto questo modello di pianificazione urbana in un quarto d’ora?) e l’adozione del Portafoglio Digitale, che il giornalista Massimo Mazzucco in un video del 6 gennaio ha definito come un trappolone gigante:

“Una volta convinte le persone a mettere tutti i propri documenti/informazioni (patente, libretto …) nel cellulare, diventano facilmente ricattabili: se non accetti un provvedimento, ti bloccano la SIM; quindi, la possibilità di fare una telefonata, di accedere al tuo conto bancario […] I soldi elettronici della Banca Centrale saranno praticamente dei buoni da spendere entro una certa data. La moneta digitale della banca centrale sarà a scadenza, quindi ti impediranno di risparmiare: un perfetto strumento di schiavitù”.

In questo senso i temi del Deep State e dell’Utopia transumanista sono collegati a quelli del Great Reset e con la società della sorveglianza ( Cfr. Aldo Rocco Vitale, Deep State e società della sorveglianza: elementi per una critica filosofico-giuridica, in Quindicesimo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo, Cantagalli 2023, pp. 111-123).

Si noterà infine la coincidenza tra questo stato di eccezione permanente e l’aggravamento del disorientamento morale, avvenuto per vie diverse: lotta alla famiglia, confusione dei sessi, impianto di un modello plurietnico e multiculturale …, ma confluenti nello sradicamento individuale.13 (Cfr. Bernard Dumont, Verso uno Stato profondo planetario?, Ivi, p. 59)

Come insegna lo studio dei fenomeni totalitari del secolo scorso, solo un essere umano isolato (si pensi in tal senso alle devastanti conseguenze sociali dei lockdown e della demonizzazione dei ‘no-vax’) e terrorizzato, privo di un’identità/appartenenza forte, diventa adeguatamente resiliente, cioè si trasforma in un docile ingranaggio del meccanismo sociale.

Per concludere, nel breve spazio di un articolo, ho potuto solo accennare ai molteplici legami che uniscono il transumanesimo ad altri fenomeni che caratterizzano il tempo presente, come la transizione ecologica, l’impoverimento di gran parte della popolazione e il declino democratico, l’odio ideologico dell’Occidente verso la storia e le tradizioni che lo hanno generato, in particolare quelle relative alle proprie radici giudaico-cristiane: spero, comunque, di sollecitare con il mio scritto ulteriori riflessioni e approfondimenti.

Confesso, infine, di essermi interrogata a lungo su come condurre la vita nel tempo presente, in cui patiamo le conseguenze di un crollo di civiltà paragonabile a quello che si è verificato al termine dell’Impero romano.

La risposta che mi sono data è quella di approfondire il rapporto con Dio e i legami familiari/di amicizia fondati sui valori cristiani e di oppormi – per quanto posso – allo sfacelo. Lo spirito con cui insegno ai nipotini ad amare Gesù e Sua Madre o scrivo articoli come questo è lo stesso: custodire il seme della Speranza e dell’umanità, pregando il Signore che lo faccia rifiorire!    

 

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Note: 

[1] www.transumanisti.it

[2] Rappresentata da personaggi come Raymond Kurzweil, ex ingegnere capo di Google, o Yuval Noah Harari: storico israeliano e professore alla Hebrew University a Gerusalemme, quest’ultimo è spesso ospite delle grandi aziende tecnologiche della Silicon Valley, quali Google e Facebook.

[3] Il potenziamento dell’uomo avverrà: “tramite l’ingegneria genetica […] l’innesto di nanotecnologie e microchip per gli interventi intracellulari e la riparazione di ogni danno fisico, fino al riversamento della memoria del soggetto in supporti informatici indistruttibili”. Cfr. Tommaso Scardoglio, Microchip sottopelle, un effetto dell’utopia transumana, www.lanuovabq.it, 1.08.2023.

[4] Questa stessa tesi, a ben vedere, è presente anche nella teoria del gender: si può mutare l’identità di genere, passando da maschio a femmina e viceversa (fluidità di genere). Anche in questo caso non esiste un dato di realtà immutabile – l’appartenenza a un sesso – bensì la natura può essere evasa nei suoi aspetti essenziali.

[5] L’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura. Nella parte successiva dell’articolo, faccio riferimento all’analisi del transumanesimo (T.) contenuta nell’ampia intervista che Whitney Webb ha rilasciato al giornalista Glenn Beck, illustrando i contenuti della propria monumentale e documentatissima opera: One Nation Under Blackmail (2022). I video e la trascrizione dell’intervista si trovano facilmente online: per quanto riguarda il T., cfr. www.mazzoninews. #233 – 234.

[6] Un altro perverso legame del romanzo con il mondo attuale: si pensi agli Standard dell’educazione sessuale dell’Oms, che prevedono l’insegnamento della masturbazione ai bambini nella fascia dai 0 ai 4 anni!  

[7] Magnati dell’industria petrolifera statunitense, i Rockefeller, che ebbero un ruolo primario nella diffusione del T. a livello globale, fornirono un supporto finanziario importante al regime nazista. Cfr. Intervista a Whitney Webb,  www.mazzoninews. #233.

[8] Ivi.

[9] Enrico Tomaselli, Crimini transumani. I risvolti del transumanesimo, meer.com, 6.05.2023  

 


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