Ruth Bader Ginsburg - Amy Coney Barrett
Ruth Bader Ginsburg – Amy Coney Barrett

 

 

di Wanda Massa

 

Lo scorso 26 Settembre, il Presidente Trump ha scelto per la Corte Suprema, il giudice federale Amy Coney Barrett, in sostituzione del giudice Ruth Bader Ginsburg, recentemente scomparsa.

Oggi è un onore per me nominare una delle menti legali più brillanti e dotate della nostra nazione alla Corte Suprema. È una donna di ineguagliabile successo, con un’intelligenza straordinaria e una fedeltà incrollabile alla Costituzione. Difenderà il sacro principio della giustizia uguale per tutti“, ha affermato il presidente Trump in quell’occasione.

La nomina ha scatenato un’immediata controffensiva per impedirne la conferma da parte dei Democratici, degli attivisti dell’aborto e dei media mainstream, preoccupati per la svolta pro-life che potrebbe comportare la sua elezione.

Soprattutto se si considera che il defunto giudice Ginsburg, femminista militante, era un idolo degli attivisti dell’aborto: più volte si è pronunciata contro i diritti e le tutele legali in favore dei nascituri. Ha anche fatto alcune dichiarazioni discriminatorie che riflettono il vecchio pensiero eugenetico, radicato nell’attivismo abortista.

Nel 2019, ad esempio, quando ha accettato il Premio Berggruen, ha precisato che le donne povere sono le uniche persone che non hanno accesso all’aborto: “Una delle cose che sono successe dopo la sentenza Roe contro Wade è che le donne volevano essere in grado di controllare il proprio destino. Hanno vinto, quindi si sono ritirate. […] La gente dovrebbe preoccuparsene come quando molte donne non avevano accesso, non avevano il diritto di scegliere. È così ovvio che le uniche persone che sono soggette a restrizioni sono le donne povere. Un giorno, credo che la gente si risveglierà di fronte a questa realtà“.

Sebbene gli attivisti dell’aborto ritraggano tali discorsi come simpatetici, la loro soluzione non è quella di aiutare le donne che lottano per uscire dalla povertà, ma di abortire i loro bambini non ancora nati.

Nel 2009, Ginsburg ha suscitato scalpore quando ha fatto commenti su Roe contro Wade che accennavano anche all’eugenetica: “Francamente avevo pensato che al momento della decisione di Roe, c’era preoccupazione per la crescita della popolazione e in particolare per la crescita di popolazioni che non vogliamo aumentino troppo“, ha detto al New York Times.

Poi, nel 2014, ha ribadito alla rivista Elle lo stesso concetto malthusiano: “Non ha senso come politica nazionale promuovere la nascita solo tra i poveri“.

Nel 2016, è stata uno dei cinque giudici che si sono schierati con gli attivisti dell’aborto nella decisione Whole Woman’s Health v. Hellerstedt, che ha fatto decadere le norme a carico della clinica abortista del Texas che proteggevano la salute e la sicurezza delle donne. Ginsburg e altri quattro giudici hanno stabilito che questi requisiti di sicurezza erano un “onere eccessivo” per l’accesso delle donne all’aborto.

Si è anche schierata con l’amministrazione Obama nel tentativo di costringere le suore delle Piccole Sorelle dei Poveri a pagare per i farmaci che possono causare aborti nei loro piani di assistenza sanitaria per i dipendenti.

In definitiva, in ogni occasione, la Ginsburg come giudice della Corte Suprema si è coerentemente pronunciata contro tutte le norme e le restrizioni sull’aborto.

Al contrario il giudice Barrett, cattolica e madre di sette figli, si è espressa più volte ricordando il valore dei bambini nel grembo materno. Secondo il blog Law and Crime, Barrett ha firmato una lettera pubblica nel 2015 che sottolinea “il valore inestimabile della vita umana dal concepimento alla morte naturale“. Ha anche avuto l’ardire di affermare che la vita inizia dal concepimento.

Ha votato nel 2016 per consentire un’udienza su una legge pro-vita dello stato dell’Indiana che richiede ai centri abortivi di offrire una sepoltura adeguata per i bambini che uccidono durante gli aborti. E nel 2019 ha votato per permettere un’udienza su un’altra legge pro-vita dell’Indiana che permette ai genitori di essere avvisati quando la loro figlia adolescente sta pensando di abortire, in modo da poterla aiutare a prendere una decisione migliore per lei e il suo bambino.

Evidentemente sono colpe imperdonabili per la sinistra radicale e progressista, che si oppone ferocemente alla sua nomina.

La rivista femminile “Refinery 29” ha pubblicato la scorsa settimana un titolo che ha suscitato scandalo e che ha attirato l’attenzione, affermando che Barrett “odia il tuo utero“.

La scrittrice Wandy Felicita Ortiz ha sostenuto che l’opposizione di Barrett all’uccisione dei nascituri significa che “odia il tuo utero“. Ha ridicolizzato la Barrett, che è professore di diritto all’Università di Notre Dame e giudice della Corte d’Appello del Settimo Circuito, per aver affermato che la vita umana inizia al momento del concepimento ed essersi pronunciata a favore delle leggi che tutelano la vita.

Con Barrett alla poltrona, l’accesso delle donne alla salute riproduttiva potrebbe essere in serio pericolo. E, considerando il mandato di Ginsburg che protegge i diritti delle donne ed eleva le iniziative di giustizia sociale, Trump si opporrebbe attivamente alla sua eredità nominando Barrett, mettendo a rischio milioni di persone vulnerabili” ha scritto Ortiz.

Considerato che con il termine politicamente corretto di salute riproduttiva si intende l’aborto e che sono oltre un miliardo i bambini innocenti che sono stati uccisi con l’aborto legalizzato (rif. Il genocidio censurato. Aborto: un miliardo di vittime innocenti di Antonio Socci, 2006) le parole di questa scrittrice non sono solo false, sono assurde e patetiche.

Su una sola cosa sono d’accordo con la Ortiz e i Democratici americani: se la nomina del giudice Barrett venisse confermata la situazione in America cambierebbe molto. E sarebbe un cambiamento salutare per tutti.

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