di Annarosa Rossetto

 

La World Professional Transgender Health (WPATH) è considerata la principale autorità scientifica e medica globale sulla “medicina di genere”: i suoi standard di cura hanno indirizzato le linee guida, le politiche e le pratiche amministrative di governi, associazioni mediche, sistemi sanitari pubblici e cliniche private in tutto il mondo, compresa l’OMS. Ma alcuni documenti trapelati rivelano la negligenza nel sottoporre minori e adulti con disturbi psichici a trattamenti senza validazioni scientifiche e senza tenere conto delle conseguenze a medio e lungo termine.

I WPATH Files documentano discussioni interne con un video e una selezione di messaggi tratti da una chat tra i membri con conversazioni trascritte letteralmente e un riepilogo  per chi non volesse leggere tutte le 250 pagine. I documenti sono stati pubblicati lunedì 4 marzo negli USA e dimostrano anche che la WPATH non è un’organizzazione scientifica né medica in quanto l’organizzazione non soddisfa gli standard di una medicina basata sull’evidenza  ma piuttosto rappresenta il far west della medicina occidentale, dove attivisti transessuali hanno l’ultima voce in capitolo anche rispetto a qualificati chirurghi. A quanto pare, anche solo protocollare e normare interventi chirurgici irreversibili è una procedura retrograda e “cis-normativa”.  Questi professionisti ammettono che spesso i trattamenti sono improvvisati e si dimostrano pienamente consapevoli del fatto che i bambini e gli adolescenti non riescono a comprendere le conseguenze irreversibili che la “terapia affermativa” avrà sulla loro vita, comprese sterilità e la compromissione della funzione sessuale. In molti casi, a causa della ignoranza sanitaria (“gente che non ha nemmeno studiato biologia a scuola”) nemmeno i genitori possono offrire un consenso veramente informato. “Mi crea problemi” afferma un terapista “il fatto che certi genitori non riescono nemmeno a esprimere quello che vorrebbero sapere riguardo a un intervento medico per il quale hanno già sottoscritto il consenso”.

 

In una discussione si parla di bloccare la pubertà a due ragazzini di 10 e 13 anni con ritardo mentale, in un’altra di interventi di chirurgia ai genitali su persone affette da schizofrenia o disturbo dissociativo dell’identità (già noto come disturbo di personalità multipla) facendo firmare il consenso informato a “tutte le personalità” del paziente.

Parlano poi di giovanissimi pazienti che non si sentono né maschi né femmine e si identificano come non binari o “agender”. Sono stati già effettuati decine di interventi chirurgici di “de-gendering” o “nullificazione” eliminando i genitali e i capezzoli per creare un aspetto liscio e asessuato. Esiste anche un tipo di intervento chirurgico sperimentale “bi-genitale” che tenta di costruire un secondo set di genitali per chi si sente “bigender” ovvero sia maschio che femmina. E il WPATH ha inserito questo concetto nei suoi standard di cura insieme alla castrazione chimica o chirurgica per i pazienti che si identificano come eunuchi. Questi interventi chirurgici transumanisti non sono riservati solo agli adulti. Si ammette anche che alcuni ragazzini hanno sviluppato tumori in seguito alle terapie ormonali come una 16enne a cui è stato riscontrato un tumore al fegato dovuto secondo gli oncologi alla somministrazione di ormoni.

 

“I membri di WPATH sanno benissimo che le cosiddette ‘cure di affermazione del genere’ possono provocare complicazioni e sterilità per tutta la vita e che i loro pazienti non ne comprendono le implicazioni, come la perdita della funzione sessuale e la capacità di sperimentare l’orgasmo” ha detto Michael Shellenberger, presidente e fondatore di Environmental Progress, l’istituto di ricerca che ha pubblicato i files. “Queste conversazioni sono la prova schiacciante del fatto che i membri di WPATH sanno di non poter ottenere un reale consenso da parte di bambini, adolescenti e adulti vulnerabili o dai loro caregiver”. Shellenberger è “eroe dell’ambiente” di Time Magazine, vincitore del Green Book Award, del Dao Journalism Prize e titolare della cattedra C.B.R. di Politica, Censura e Libertà di parola all’Università di Austin.

Nei file WPATH si dimostra anche il cinico disinteresse per le conseguenze a lungo termine sulla vita dei pazienti delle loro azioni mediche pur nella piena consapevolezza dei devastanti e potenzialmente letali effetti collaterali degli ormoni sessuali cross-gender e degli interventi chirurgici sui genitali e il seno dei loro giovani pazienti.

Qui il video di “Mondo Nuovo 2.0” in cui si analizza più in dettaglio questo documento che demolisce la presunta scientificità dell’approccio affermativo nella cura delle persone con “incongruenza di genere” come si usa dire attualmente per chi non riesce a riconoscersi nel proprio sesso.

 


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