Messa esequiale di Benedetto XVI (05.01.2023)
Messa esequiale di Benedetto XVI (05.01.2023)

 

 

di Un sacerdote

 

1 Il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d’Egitto: 2 «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. 3 Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. [..] 6 lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. […] 11 Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la pasqua del Signore!” (Es 12, 1-11).

 

Carissimo Sabino,

ti ho appena scritto a proposito della morte di Benedetto XVI e tu hai avuto la consueta gentilezza di pubblicare la mia lettera sul tuo blog. Non è necessario che tu pubblichi anche questa, vista tra l’altro la sua brevità, ma mi ha colpito il fatto che un articolo su un altro blog denunci uno svarione liturgico che testimonia, a suo modo, la frettolosità colpevole con cui è stata gestito tutto il funerale del grande papa: hanno riciclato i fogli d’altare della canonizzazione di due santi così che alla lettura del canone i loro nomi sono stati impropriamente menzionati. Vabbè la deforestazione amazzonica, ma insomma … (v. il testo in: https://lanuovabq.it/it/artemide-un-intruso-al-funerale-di-benedetto). Hanno avuto tutti fretta (l’omelia di Francesco docet) di liquidare l’imbarazzante personaggio (“Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l’educazione da noi ricevuta”, Sap 2, 12).

Mi è venuto però in mente un passaggio del libro dell’Esodo, quello che ho citato sopra: “Lo mangerete in fretta [l’agnello immolato, profezia dell’Agnello che toglierà il peccato del mondo]. È la Pasqua del Signore!” (Es 12, 11). La Pasqua, il “passaggio”, il “transitus” del Signore che sempre fa giustizia del peccato, e lo fa innanzitutto sacrificando il suo Figlio e coloro che sacrificano la loro vita per lui. Ergo, i frettolosi hanno contribuito per l’ennesima volta ad esaltare l’agire di Dio e dei suoi santi, proprio pensando di liquidare di corsa l’imbarazzante faccenda di questo imbarazzante testimone della verità di Dio. Penso per una sorta di associazione a come fu seppellito in fretta quel genio musicale che era Mozart. Si sarebbe meritato di meglio che una fossa comune! Ma il suo genio è sopravvissuto ad ogni oltraggio, passando oltre alle miserrime piccinerie di coloro che non sanno accettare i segni di contraddizione che, a vario titolo, punteggiano la storia (cfr. Lc 2, 34). Certo, il Mozart della teologia almeno ha avuto una tomba più che dignitosa, ma bel altra dignità lo ha atteso certamente in cielo dopo il suo “transitus”, e così sarà anche su questa nostra terra (“et exaltavit umiles”, Lc 1, 52). In tutto questo, in ambedue i casi, c’è una sorta di ironia divina: là dove l’uomo sembra prevalere con il suo scherno, proprio così, sperimenta il contrappasso divino, contribuendo suo malgrado – come ho detto – a dargli gloria. Non per niente dice un salmo: “Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall’alto il Signore!” (Sal 2, 4).

Sempre carissimi saluti.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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