Un lettore mi scrive. 

 

ISTITUTO LUCE

 

Egr. Dott. Paciolla,
 
con la chiusura del canale del noto youtuber italiano Fabio Lucentini si è consumato l’ennesimo atto che avrebbe fatto impallidire persino i più zelanti propagandisti dell’Istituto Luce del Ventennio che fu.

E che ribadisce, ammesso che ce ne fosse stato bisogno, l’organicità di principali colossi digitali al sistema, ostentando un’uniformità di pensiero e di azione che riesce quasi ad essere imbarazzante. Perché mai queste società dovrebbero prendersi la briga di decidere di cosa si può parlare ed in quali termini? Mi dica: è complottismo porsi queste domande?

Questo è il meraviglioso occidente signori, la terra delle libertà. Quella in cui puoi esprimerti, sino a che non provi a disallinearti rispetto al pensiero unico. Quella in cui una sola, pur timida e sommessa, perplessità rispetto al siero salvifico è considerata alla stregua di una blasfemia. Quella in cui anche il solo lontano sospetto che il conflitto in Ucraina sia in realtà una guerra per procura è considerato cospirazionismo. Quella in cui è dogma che vi sia un cambiamento climatico, e che la sua origine sia da mettere in relazione con le attività del vero cancro del pianeta: l’essere umano, naturalmente! Il quale sarebbe forse meglio si eclissasse, magari a favore dell’orso.

Ebbene a quanto pare è questo il modello di democrazia liberale che siamo desiderosi di esportare in po’ ovunque, magari a suon di bombe. Bombe “buone”, si intende. Anche perché le bombe occidentali non sono dannose per l’ambiente, sia chiaro, tant’è vero che gli ambientalisti non ne fanno menzione.

Mi lasci dire che è davvero preoccupante il clima che si respira in questo mondo in cui, in luogo dell’imperatore e dei suoi emissari locali, oggi abbiamo i media ben più pervasivi ed efficaci nel manipolare le menti e pianificare vere e proprie azioni di propaganda. Non servono le armi, la coercizione: l’abbiamo visto nel passato triennio. Il delatore può essere il tuo vicino di casa cui è stata inculcata l’idea che collaborando con il regime salverà il mondo.

Tutti abbiamo apprezzato la praticità dei servizi offerti, e pure gratis, da Google. Tutti abbiamo considerato come piattaforme tipo Facebook ci permettessero di metterci in contatto raggiungendo migliaia di persone e pubblicando contenuti. Tutti abbiamo beneficiato della comodità dei pagamenti elettronici e della “sanità in rete”. Ed ecco che ci scopriamo chiusi in trappola: con un mediocre (ad esser generosi) leader di un paese che blocca i bancomat dei camionisti in protesta, con una tessera verde attraverso la quale il leviatano ci eroga concessioni sulla base di quanto siamo stati “buoni” ed obbedienti, con quei servizi che credevamo piattaforme di comunicazione che si rivelano invece veri e propri “editori” con diritti illimitati sui contenuti creati dagli utenti. Ma io dico: in un paese (cosiddetto) civile non c’è proprio nessuno che possa in qualche modo arginare questa vera e propria porcheria e ripristinare un minimo di decenza?
La ringrazio per l’attenzione.
 
Claudio – Saronno
 

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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