È appena uscita la versione italiana dell’ultimo libro del filosofo Fulvio Di Blasi, un’introduzione alla filosofia basata sui presocratici che è già stata attenzionata da diversi studiosi di fama internazionale come forse la migliore in circolazione. 

Fulvio Di Blasi, L’invenzione della razionalità filosofica, Edizioni Phronesis, 2025, pp. 439

Link alla versione inglese: https://enroutebooksandmedia.com/philosophicalrationality/ 

 

Il noto teologo americano Matthew Levering ha scritto che leggendolo sembra di trovarsi seduti «a discutere con Pitagora, Socrate, Platone o Aristotele», sempre più coinvolti in «una conversazione tra giganti intellettuali di cui il lettore diviene sempre più parte». Il professore Adrian J Reimers dell’Holy Cross College (USA) sostiene che il libro ci riporta alle «domande fondamentali che sono al centro non solo della filosofia ma della scienza e di ogni altro ramo dell’apprendimento… Ecco un libro eccellente per far pensare correttamente gli studenti… e forse tutti noi». Il filosofo tomista Edward Feser, Professore al Pasadena City College (USA), ritiene che i primissimi filosofi siano il «modo migliore per introdurre qualcuno alla filosofia» e sottolinea la gradevolezza e il fascino dello stile del libro, che «compie il suo lavoro in un modo piacevolmente rilassato e umoristico nello stile senza sacrificare la profondità filosofica». Il professore Barry David, dell’Ave Maria University (Florida), evidenzia i pregi didattici del libro, che è «pieno di narrazioni, glossari, domande di studio e ulteriori approfondimenti e consigli di lettura coinvolgenti, penetranti e facili da seguire capitolo per capitolo» e che lo rendono «un’introduzione assolutamente necessaria alla filosofia» per «un vasto pubblico, compresi coloro che si avviano alle scienze della fisica, della chimica e dell’ingegneria».

Proponiamo qui, per gentile concessione dell’editore, l’introduzione all’edizione italiana scritta da Giuseppe Girgenti, allievo di Giovanni Reale e Professore di Storia della filosofia antica presso l’Università San Raffaele di Milano. L’introduzione di Girgenti ripercorre il senso e i pregi del testo capitolo per capitolo e conclude dicendo che si tratta di un libro «destinato a divenire una pietra miliare per gli studiosi e per chiunque voglia accostarsi alla filosofia imparando i canoni del pensiero coerente e razionale».

Dalle pagine del professore Girgenti si percepiscono alcuni tratti che rendono il libro di Fulvio Di Blasi affascinante non solo per gli appassionati di filosofia ma anche per tutti coloro che amano la cultura e per i cristiani che avvertono l’esigenza di armonia tra la propria fede e la propria ragione. Uno di questi tratti è il fascino della mitologia greca, da cui si distaccano pian piano i canoni della ragione umana. Un altro è il senso del divino che emerge in modo logico e spontaneo dalle osservazioni della natura dei primi pensatori della storia. 

Questo è certamente un libro di cui c’è bisogno soprattutto nel mondo odierno, dove tendono a scomparire il pensiero critico e la capacità di proteggersi dalle manipolazioni ideologiche della società globale, dove viene spesso scambiato per scientifico ciò che è solo opinione o ideologia, e dove bisogna recuperare un approccio razionale genuino e olistico con la scienza, la natura e la fede.  

 

Fulvio Di Blasi, L’invenzione della razionalità filosofica, Edizioni Phronesis, 2025, pp. 439

 

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Presentazione di Giuseppe Girgenti

Professore di Storia della filosofia antica, Università San Raffaele di Milano

 

L’invenzione della razionalità filosofica di Fulvio Di Blasi è un’opera originale che rivaluta il contributo alla storia del pensiero dei Presocratici, evidenziando come le loro intuizioni abbiano gettato le basi per lo sviluppo della filosofia e della scienza occidentale. Questa era la tesi di fondo di Giovanni Reale, per il quale il pensiero greco è ancora attuale perché ha creato quelle categorie concettuali che hanno permesso la nascita e lo sviluppo della scienza e della tecnica del mondo moderno. Di Blasi adotta un approccio interdisciplinare, integrando elementi di storia della filosofia, di scienza, ma anche di teologia cristiana e di cultura generale, per offrire una visione complessiva e approfondita del pensiero presocratico come radice vivente del mondo che abitiamo e che è evidentemente in crisi. Il testo ha un approccio pedagogico e certamente non “accademico”, nell’accezione deteriore del termine, come si vede anche dal tono vivace e provocante, mirato a coinvolgere e appassionare gli studenti alla filosofia, e a rendere il testo accessibile e stimolante anche per i non specialisti. ​Il libro è arricchito da appendici con approfondimenti su temi rilevanti e consigli di lettura per accompagnare lo studio.

La tesi di fondo del libro è che la filosofia presocratica rappresenta un passaggio cruciale dalla mitologia alla razionalità, attraverso l’uso della logica e della fisica per comprendere il mondo naturale e il divenire. Logos e Physis​, del resto, sono le parole aurorali della filosofia ionica, da Talete a Eraclito. L’autore sostiene che i presocratici non siano stati semplici precursori della scienza moderna, ma autentici filosofi che hanno avviato un percorso di indagine razionale – appunto con il logos – della natura – appunto la physis. 

L’originalità del contributo di Di Blasi risiede in diversi aspetti. Anzitutto, la rivalutazione dei Presocratici, giacché mostra come le loro intuizioni fossero tentativi razionali di comprendere la realtà, in contrasto con la tendenza contemporanea a ridurre la filosofia presocratica a un semplice preludio alla scienza moderna. ​Questo implica l’interconnessione tra Logica e Fisica, giacché si sottolinea come la comprensione dei fenomeni naturali richiedesse un approccio logico e razionale, che prende il posto dell’antico mythos. Tuttavia, il superamento della mitologia tramite la razionalità filosofica porta intrinsecamente il pensiero greco a riconoscere i suoi limiti intrinseci, oltrepassabili solamente con una credenza di secondo grado, che storicamente si è realizzata nella filosofia e nella teologia cristiana. In ciò il testo solleva una critica all’ideologia contemporanea di matrice positivista che separa filosofia e teologia, sostenendo che anche i primi filosofi greci, pur campioni della demitizzazione, integravano nelle loro riflessioni sulla natura intuizioni e commenti sul divino, talvolta identificando la physis con l’arché, ossia con l’Origine, talaltra preconizzando una arché al di là della natura stessa. In questo modo Di Blasi offre una visione olistica del pensiero presocratico. ​Focalizzandosi sulla logica intrinseca del “divenire” e del “tempo” per risalire all’Essere e all’Eterno, il libro esplora come i presocratici abbiano affrontato il problema del cambiamento e del divenire, per riflettere sul Divino e porre le basi della teologia razionale successiva.

Il libro mostra poi come queste riflessioni dei primi pensatori greci attraverso Platone, Aristotele e il pensiero cristiano siano ancora rilevanti per le discussioni filosofiche e scientifiche contemporanee. ​Nel pensiero di Di Blasi, infatti, Aristotele e San Tommaso d’Aquino svolgono un ruolo fondamentale come punti di riferimento per comprendere e sviluppare ulteriormente le intuizioni dei filosofi presocratici.  Aristotele è apprezzato per il suo sviluppo della metafisica, per la teoria delle quattro cause, per il concetto teologico di Motore Immobile e per il principio logico-ontologico di non contraddizione. ​ San Tommaso d’Aquino è valorizzato per la sua sintesi tra filosofia aristotelica e teologia cristiana, per le cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio, e per le nozioni di causalità e contingenza. ​

Di Blasi utilizza entrambi i filosofi per mostrare la continuità storica della filosofia occidentale, dimostrare la validità delle intuizioni filosofiche riguardanti il divenire e la causalità, e per criticare, come già accennato, l’ideologia contemporanea che separa filosofia e teologia. ​ Questo è, a mio avviso, uno degli aspetti più interessanti del libro, perché riesca a emancipare la filosofia presocratica dall’essere un semplice preludio alla scienza moderna. ​ Di Blasi sostiene a buona ragione che questo approccio sia riduttivo e che non renda giustizia alla complessità e alla profondità del pensiero presocratico. Egli propone invece un approccio integrato, che riconosca l’importanza della filosofia e della teologia per una comprensione completa della realtà, inclusa la questione del divino. ​In questo senso, come già diceva Aristotele, Di Blasi ribadisce che i presocratici non fossero semplici naturalisti o fisici, ma che avessero una visione del mondo che includeva anche una dimensione trascendente e divina. ​Per questo possono essere considerati i primi teologi greci.

Il testo è articolato in otto capitoli principali, ciascuno suddiviso in vari paragrafi e seguito da un’appendice. Ecco una panoramica della struttura del libro: il primo capitolo, intitolato Meraviglia e Ragione, ​affronta l’origine stessa della filosofia – in principio era la meraviglia! – e il rapporto mito-ragione-fede. Propone tre “esperimenti” di meraviglia attraverso il football americano, il linguaggio ​e il rapporto tra razionalità, moralità e passioni. 

Il secondo capitolo, Verso una Definizione di Filosofia ​prende di petto il rapporto della razionalità con l’esperienza, con l’arte, con la scienza, con la tecnica, per mostrare i limiti delle scienze esatte e la necessità di oltrepassare la scienza, l’episteme, anche con l’ausilio del senso comune, nella sapienza, la sophia. E questo soprattutto con lo sguardo alle pretese della medicina negli anni del Covid. 

Il terzo capitolo, La ricerca della Causa Prima, mostra come già a partire da Talete siano state poste le “domande” metafisiche (dove?, quando?) che conducono a una prima definizione dell’arché. Attraverso le classiche cinque fasi del pensiero antico (naturalistica, umanistica, sistematica, etica e religiosa) si ripercorre il cammino storico che ha portato la fisica, tramite la logica, a svelare il suo contenuto etico e teologico. Nella fase etica, infatti, la vita buona è quella condotta “secondo natura” (katà physin) e “secondo ragione” (katà logon) e nella fase religiosa l’etica diventa espressamente soteriologia e la logica diventa teologia. 

Il quarto capitolo, Dalla Prima Causa alla molteplicità di cause, ripercorre la sintesi aristotelica della filosofia prima come aitiologia, ovvero “scienza delle cause”, nel suo sviluppo storico (Talete, Anassimandro, Anassimene, Pitagora, Eraclito) fino alla definizione delle quattro cause principali, materiale, formale, efficiente e finale. 

Il quinto capitolo, Dal Caos al Cosmo, sviluppando l’intuizione cosmogonica della Teogonia di Esiodo, prende in analisi il passaggio all’Italia meridionale ​del pensiero ionico, e quindi la nascita della filosofia italica nelle scuole pitagoriche della Magna Grecia. Le scienze matematiche diventano quindi lo strumento per eccellenza che svela l’intelligibilità del reale, sia in ambito fisico sia in ambito astronomico. 

Il sesto capitolo, Essere contro Divenire, a partire dalla classica contrapposizione tra Parmenide ed Eraclito, in cui si gioca la contrapposizione tra ontologia e nichilismo, tra verità e falsità, e a seguire con i paradossi di Zenone che vorrebbero ridurre all’assurdo la molteplicità e il movimento, si giunge al problema cruciale della filosofia, il problema del rapporto del Principio con il principiato, che altro non è se non il rapporto di Dio con il mondo. 

Il settimo capitolo, La realtà frammentata dei Pluralisti, ripercorre le modalità post-eleatiche di “salvataggio” dei fenomeni, in Anassagora, in Empedocle e negli Atomisti, in cui l’ammissione della molteplicità e del movimento postula una “causa del movimento”, sia essa il Nous, o la polarità Philia/Neikos, o il vortice (dine) degli atomi, e postula altresì una eternità degli elementi mossi, che spiegherebbe la nascita e la morte come mera coesione e mera dissoluzione di realtà di per sé eterne. 

Il capitolo ottavo, La logica del divenire e il Divino, è il punto di arrivo di tutto il libro ed esplora la relazione tra la logica del divenire e il concetto di divino nella filosofia presocratica. ​ Di Blasi conclude che i primi filosofi greci avessero intuizioni razionali che li portarono a concepire un principio divino come causa del divenire: la natura è insufficiente a spiegarsi da sola, ma ciò non vuol dire che questi filosofi siano stati vittime del mito; semmai, queste intuizioni presocratiche portano direttamente al concetto aristotelico di Motore Immobile, per l’impossibilità di un regresso all’infinito nelle cause del movimento. ​  

In conclusione, questo testo di Di Blasi può essere considerato un’introduzione teoretica alla filosofia attraverso lo studio dei presocratici, i primi pensatori che hanno avviato il cammino metafisico. ​Certamente​ esso non mira a una trattazione esaustiva del pensiero di ogni filosofo, ma a mostrare le intuizioni razionali che hanno avviato il progresso scientifico e filosofico. ​Di Blasi evita discussioni troppo specialistiche e si concentra sulla logica del divenire, sottolineando che la questione di Dio è fondamentale nella storia della filosofia e deve essere affrontata con rispetto e profondità. Si spiega così la sua critica al pregiudizio moderno secondo cui l’esistenza di Dio appartiene solo alla fede e non al discorso razionale. ​Pertanto, esso è consigliabile anche a lettori non specialisti, oppure specializzati in discipline scientifiche e tecnologiche. 

Di Blasi dimostra una conoscenza della filosofia non solo tecnica e specialistica ma olistica e sapienziale, profonda e piacevole al tempo stesso, in cui il rigore della logica e del percorso razionale si unisce con armonia al fascino della cultura, del mito, della storia e dell’apertura al trascendente. Bisogna certamente ringraziarlo per questo libro che è destinato a divenire una pietra miliare per gli studiosi e per chiunque voglia accostarsi alla filosofia imparando i canoni del pensiero coerente e razionale.

 

Giuseppe Girgenti

Professore di Storia della filosofia antica, Università San Raffaele di Milano

 

 

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