Invasione degli ultracorpi - film

 

 

di Roberto Allieri

 

 

(Perdonatemi questa mia virtù perché nell’opulenza di questi tempi obesi la virtù

deve implorare perdono al vizio e curvarsi e chiedere il permesso di fargli del bene.

dall’Amleto di Shakespeare, scena terza)

 

LA TRAMA DEL FILM

 

Città californiana di Santa Mira: semi di origine extra-terrestre piovono sulla Terra, attaccano gli esseri umani e li svuotano della loro l’anima. Alla fine di un processo che si svolge durante il sonno, i semi assorbono l’involucro umano, replicandolo fisicamente. Le copie sembrano perfettamente uguali ai corpi originali e normali; in realtà le persone, dopo essere state duplicate fisicamente e formattate nella loro identità psichica e spirituale, hanno perso la loro umanità, diventando esseri abulici, incapaci di provare le emozioni di prima.

Il protagonista Miles e la sua amica Becky scoprono pian piano ciò che sta avvenendo. La cosa più angosciante è che, apparentemente, tutto sembra essere normale e niente sembra cambiato: occorre dare l’allarme ma pochi sono disposti a gridare e quasi nessuno vuole ascoltare. Questa mancanza di opposizione facilita il piano di conquista dei baccelli alieni: essi contano sul fatto che la schiavitù peggiore non è quella imposta tirannicamente, ma quella abbracciata docilmente dalle vittime.

 

UN’ARDITA CORRISPONDENZA

Tutto questo succede nel film ‘L’invasione degli ultracorpi’, glorioso B-movie diretto da Don Siegel degli anni ’50, capostipite della successiva marea di film fantascientifici sugli alieni. Girato quasi senza effetti speciali e con budget ridottissimi, ma in grado di coinvolgere lo spettatore in un clima crescente di tensione e angoscia. Senza proseguire in ulteriori dettagli di questo capolavoro del cinema, partiamo dalle scarne note di ambientazione della vicenda per introdurre alcune tematiche che si agganciano ai nostri tempi.

Parliamo di una invasione, per certi versi analoga, che sta attaccando i cuori degli uomini in questi ultimi anni. Un’offensiva massiccia, caratterizzata da un’estrema virulenza e accelerazione. Un’aggressione che riguarda sì le menti e i corpi, ma che è prima di tutto spirituale.

Il bersaglio è principalmente Dio e conseguentemente l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza. L’odio verso Gesù Cristo o la Trinità cristiana è il collante che lega, per esempio, il libertarismo in molte delle sue salse (femminismo, sigle LGBT, globalismo massonico, etc.) a islamici radicalizzati o a ecologisti. O magari anche a buddisti, animisti, ateisti. Tutto va bene, tutto può essere incluso purché sia in avversione o non accettazione di quel Dio adorato dai cristiani. È in corso una furibonda battaglia metafisica e ci siamo dentro anche noi. Tutti, qualunque sia la nostra scelta.

Io mi guardo indietro (non mi importa se qualcuno di taccerà di “indietrismo”) anche solo di pochissimi anni, diciamo cinque; poi osservo la realtà attuale e mi sembra di essere nei panni di Miles e di condividere le sue angosce. Il protagonista del film vede infatti ad uno ad uno i suoi vicini e parenti trasformarsi interiormente dall’oggi al domani per aderire a concezioni morali disumane. La loro anima è stata clonata e formattata, conformemente ad una sorta di Agenda 2030 di un globalismo alieno. Un modello che viene imposto con modalità indolori e talmente pervasive che è più facile cedere che resistere. Insomma, una tirannia buonista.

Per capire meglio il discorso, concentriamoci per esempio su quel tipo di degrado morale che riguarda la corruzione dei costumi sessuali e il naufragio del comune senso del pudore, con effetti devastanti su persone, famiglie e società. Ognuno verifichi nella vita privata e famigliare sua o dei conoscenti del suo ambiente e trovi i riferimenti che vuole.

Pensiamo anche a come l’agenda gender (nonostante sino a ieri ci assicuravano che il genderismo non esiste) stia in poco tempo infiltrandosi nelle scuole dopo essere stata accolta da quasi tutta la classe politica e aver occupato tutti i maggiori mezzi di informazione. E di come ormai serpeggi in molti vertici della stessa Chiesa Cattolica, dove alti prelati promuovono apertamente scelte che – nella morale sessuale e non solo – sconfessano il Magistero, che viene difeso in modo sempre più titubante.

Lo stesso discorso potrebbe essere riproposto parlando di pornografia, demolizione dell’istituto famigliare, discredito sulla castità, promozione dell’adulterio. Tutti temi riconducibili ad un crollo etico.

MODALITA’ E FRUTTI DELLA RIBELLIONE

Una rivoluzione silenziosa, senza spargimenti di sangue. La conquista dei cuori (o delle anime), nel film di Don Siegel così come nella nostra società attuale, avviene in modo pacifico. Il risultato sono schiavi vili, irretiti e abulici; contenti di abbracciare le loro nuove catene e vivere nelle loro gabbie. Che sono espressioni di una presunta nuova forma di libertà: nel film libertà dai sentimenti umani, oggi libertà da Dio. Una pseudo libertà che però ha un prezzo altissimo: si traduce in un nichilismo che non porta felicità ma solo illusioni e freddezza spirituale. La negazione della natura umana realizza solo aspetti di disumanità.

Altra analogia con la vicenda della pellicola è che, mentre il fenomeno di trasformazione è in atto ed è facilmente verificabile, quasi nessuno vuole riconoscere gli effetti degradanti o lanciare allarmi. A volte poi la denuncia non parte perché viene autocensurata.

Tutto rimane sommerso in una cappa di ipocrisia e connivenza. E’ tutto normale e quindi occorre ‘normalizzare’ anche con sistemi repressivi chi non accetta la più recente normalità e non vuole adeguarsi al Nuovo Ordine Mondiale.

MONDO NUOVO: PALINGENESI O PRIGIONE?

Ma c’è un altro aspetto al quale questo film può rimandare: il progetto di sostituire il mondo reale con un mondo nuovo, disancorato dalla realtà e dalla natura umana.

Tra i demiurghi odierni, nel variegato globalismo dirigista che vuole ghermire le nostre anime, c’è infatti qualcuno che intende trasformare il mondo reale in una realtà virtuale o aumentata artificialmente o di metaverso. Perfetta, secondo i loro schemi ideologici e magari in futuro controllata da algoritmi di intelligenza artificiale che diventeranno gendarmi del mondo virtuale.

Insomma, vogliono rinchiuderci in un campo di concentramento ideologico/tecnologico o un ghetto, spacciato per paradiso artificiale. Un esito già prospettato nel film Matrix. Altro che film complottista: la distopia di quel futuro è ormai alle porte del nostro presente.

Questi demiurghi (nati dal brodo di cultura del World Economic Forum e fucine di pensiero similari) che dettano le agende politiche di molti Stati occidentali, sono come gli alieni del film, sbarcati nel nostro mondo da chissà dove. Hanno sembianze umane ma interiormente sono disumani e odiano l’umanità. Per loro l’uomo così com’è non va bene: va ridotto o riconfigurato in ossequio a modelli etici più avanzati.

STRATEGIE DI CONTRASTO

Come affrontare tutto questo sfacelo? Schierarsi per viltà con i più potenti come Don Abbondio? O magari provare ad avviare un dialogo strisciante per limitare i danni e contenere quella che rimane una sconfitta?

Anche Amleto, nell’opera scespiriana, di fronte al dilagare del ‘marcio in Danimarca’ tenta questa carta implorando ‘Perdonatemi questa mia virtù perché nell’opulenza di questi tempi obesi la virtù deve implorare perdono al vizio e curvarsi e chiedere il permesso di fargli del bene.’

Ma, come ha ben detto l’economista Stefano Zamagni, ‘se la virtù deve implorare perdono al vizio è il collasso della civiltà, destinata a declinare’ (intervento del 25 ottobre 2015, durante l’incontro ‘Trovarsi’, organizzato da Banca Prossima ad Assisi). Ed è un monito su cui tutti faremmo bene a riflettere.

Rimane infine l’opzione più difficile, quella della resistenza, dello scontro senza cedimenti per la difesa della Verità e dell’umanità. Che è poi alla fine la scelta di Miles (scusate lo spoileraggio).

Insomma, resistenza o desistenza? Con Gesù Cristo o contro di Lui?

A ciascuno la sua scelta.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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