Prof. Marco Cosentino
Prof. Marco Cosentino, Professore ordinario di Farmacologia dell’Università degli Studi dell’Insubria e Ricercatore in Tossicologia

 

 

di Lucia Comelli

 

Tre ricercatori dell’ISS hanno elaborato un complesso studio retrospettivo sui vaccini covid mRNA invitando a rivedere il rapporto rischi-benefici – alla luce delle nuove evidenze sugli effetti collaterali (specie nei soggetti affetti da patologie autoimmuni), delle cure anti Covid disponibili e della minore aggressività di Omicron – e quindi a sospendere le vaccinazioni di massa. Lo studio viene inviato a una prestigiosa rivista internazionale, la svizzera “Pathogens”, sottoposto a revisione paritaria e pubblicato a firma dei ricercatori. L’articolo fa infuriare l’Istituto, che sabato, con una nota durissima, si è dissociato dai suoi scienziati liquidando il loro lavoro, frutto dell’analisi di decine di altri studi internazionali, come “lacunoso” e “parziale”, l’espressione di un’opinione personale che non riflette in nessun modo quella dell’ISS. Gli autori avrebbero quindi violato l’iter autorizzativo imposto dall’ente stesso per le pubblicazioni, a tutela dell’integrità scientifica della ricerca.

Il quotidiano la Verità riportava ieri un’intervista al prof. Marco Cosentino, farmacologo dell’Università dell’Insubria, uno dei revisori del saggio incriminato[1], il quale ha definito la mossa dell’Iss come un autogol, anche perché il comunicato, formulato e pubblicizzato frettolosamente e senza un’istruttoria interna rischia di ledere l’immagine professionale dei ricercatori coinvolti. Tra l’altro, sfogliando le linee guida sull’integrità scientifica che l’Istituto cita nel comunicato, lo studioso non ha trovato nulla che riguardi procedure interne utili a regolare eventuali controversie secondo il principio del contraddittorio tra pari. Una mancanza – aggiunge – non trascurabile.

Quanto agli effetti avversi denunciati dall’articolo, interrogato dal giornalista sul possibile collegamento tra i vaccini anti Covid e le recidive di sclerosi multiple, il professore risponde affermativamente:La letteratura sulle malattie autoimmuni in generale e sulla sclerosi multipla in particolare in relazione alla somministrazione dei vaccini Covid, riporta, con una certa frequenza, riacutizzazioni della patologia. Anzi, esiste un filone della ricerca, che meriterebbe di essere approfondito, che riguarda l’insorgenza ex novo di casi di sclerosi post vaccino, rispetto ai quali non si può escludere a priori una correlazione. Purtroppo, in Italia, come altrove, la farmacovigilanza basata sulle segnalazioni spontanee è gravemente carente: anzitutto porta ad una sottostima degli effetti avversi, anche perché la maggior parte dei medici è convinta, sbagliando, di dover segnalare solo quando ha la certezza della correlazione tra vaccino e reazione avversa. Questo è totalmente sbagliato, perché impedisce di identificare la connessione con i disturbi che non erano stati precedentemente ravvisati. Poi mancano del tutto gli incentivi alla segnalazione e non esiste nemmeno una formazione periodica del personale medico. Per questo da noi, come negli Stati Uniti, c’è stato un picco di segnalazioni nelle prime settimane delle somministrazioni, ma,  dopo qualche settimana, le segnalazioni sono crollate e ora sono quasi pari a zero. Forse perché il personale ha capito che non c’è un particolare interesse da parte delle autorità sanitarie: se non si segnala si perde meno tempo e si crea qualche problema in meno. Quanto alla sicurezza dei Booster, malgrado la Pfizer non avesse completato entro la fine del 2022 lo studio prescritto sulle miocarditi e pericarditi avvenute in seguito alla somministrazione dei Booster agli under 30, le terze dosi sono state comunque autorizzate dalla Food and Drug Administration (FDA).

Quando il giornalista osserva che mai in precedenza si erano negoziati contratti per la fornitura di vaccini tramite messaggi, che poi misteriosamente spariscono, il prof. Cosentino aggiunge che per la prima volta si è anche proceduto a un acquisto centralizzato di medicinali su così larga scala e che i prezzi concordati, sono stati del tutto commerciali, slegati cioè dai reali costi di produzione e dall’emergenza umanitaria.

Quanto alla sbandierata efficacia dei vaccini mRna rispetto a quelli tradizionali, di cui l’Occidente si fa vanto, lo studioso risponde di ritenere infondata una simile tesi: “Le evidenze fornite soprattutto delle pubblicazioni scientifiche per i vaccini cinesi, cubano, russo, indicano dei livelli di efficacia del tutto paragonabili”.

 

[1] Alessandro Rico, L’intervista a Marco Cosentino: “Scienziati umiliati, autogol dell’Iss”, in “La Verità”, 6 febbraio 2023

 


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