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Titola così un articolo de La Repubblica: “Omosessualità e diritti LGBT, l’odio verso gay e trans diventa reato. Fino a 4 anni per chi discrimina”. Si fa riferimento alla nuova legge che punisce gli odiatori che si macchiano di disprezzo e offese verso gay e trans.

Credo che il fatto che l’odio sia punito sia una cosa giusta, quale che sia il soggetto che lo subisce, tuttavia il tranello di cui è bene dare conto è che si fa passare per odio tutto ciò che non rientri nel nuovo ordine erotico. Ecco allora che la giusta lotta contro l’odio finisce per colpire ogni concezione che non sia allineata.

E dunque diventa odio anche riconoscere che un bambino abbia diritto ad avere un padre e una madre, dire che per natura un bambino nasce da un uomo e da una donna, riconoscere che per natura si è differenti tra maschi e femmine.

In sostanza ci troviamo al cospetto di un inganno che è tipico del nuovo ordine erotico. A ogni diritto di qualcuno corrisponderà il dovere di qualcun altro e ciò nella cornice di una società dai diritti insaziabili che sono diritti soggettivi e che fanno sì che la società stessa diventi una società con elevatissimi tassi di repressione e sorveglianza, con annesse punizioni. Violare qualche diritto altrui diventa una sorta di fantasma che impedisce di vivere e di pensare spingendo ad autocensurarsi.

Non c’è più la libertà sostanziale di un’etica comunitaria, ma c’è la libertà intesa come capriccio individuale delle classi possidenti. Questa è la concezione dei diritti del consumatore, che tanti diritti ha quanti può comprarne e tanta libertà ha quanto è il suo potere di acquisto.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

 

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