Abbiamo sempre detto, da subito, che la narrativa che le forze di intelligence israeliane fossero state prese di sorpresa dall’attacco di Hamas del 7 di ottobre 2023 non era credibile. Ora abbiamo una prova in più. Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto dallo staff del Jerusalem Post, pubblicato sul suo giornale. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

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bombardamento israeliano su Gaza

 

L’IDF (Israel Defense Forces,ndr) disponeva di informazioni precise sulle intenzioni di Hamas, ma a causa delle concezioni prevalenti nell’establishment della sicurezza e di una possibile negligenza da parte dei funzionari, ai segnali di allarme non è stato dato seguito.

Un documento emerso di recente ha rivelato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e i sistemi di intelligence erano a conoscenza di un piano dettagliato di Hamas per fare irruzione in Israele e rapire 250 persone settimane prima del massacro del 7 ottobre.

Il documento, compilato nella Divisione di Gaza, descriveva le intenzioni di Hamas ed era noto agli alti funzionari dell’intelligence, secondo quanto riportato da Kan News.

Il documento, intitolato “Detailed End-to-End Raid Training”, è stato distribuito il 19 settembre 2023 e descrive in dettaglio la serie di esercitazioni condotte dalle unità d’élite di Hamas.

Queste esercitazioni comprendevano l’irruzione in postazioni militari e kibbutzim (comunità collettive in Israele), il rapimento di soldati e civili e il mantenimento degli ostaggi una volta giunti nella Striscia di Gaza.

Il rapporto di Kan News afferma: “Fonti della sicurezza hanno detto a Kan News che il documento era noto alla leadership dell’intelligence, almeno nella divisione di Gaza”.

Le rivelazioni del documento sono giunte sulla scia delle critiche diffuse per l’incapacità di anticipare e prevenire l’attacco del 7 ottobre, che ha provocato un numero significativo di vittime e di ostaggi.

 

I segnali d’allarme non sono stati presi in considerazione

L’IDF disponeva di informazioni precise sulle intenzioni di Hamas, ma a causa delle concezioni prevalenti all’interno dell’establishment della sicurezza e di una possibile negligenza da parte di alti funzionari, i segnali d’allarme non sono stati presi in considerazione.

Il rapporto ha inoltre specificato che i funzionari dell’intelligence israeliana hanno monitorato l’esercitazione e documentato i passi che Hamas aveva pianificato di compiere dopo aver violato il territorio israeliano e aver conquistato le postazioni militari. Il numero previsto di ostaggi, secondo il documento, era compreso tra 200 e 250 persone.

“I funzionari dell’intelligence israeliana che hanno monitorato l’esercitazione hanno dettagliato nel documento le fasi successive all’irruzione in Israele e alla conquista delle postazioni, stabilendo che l’istruzione è quella di consegnare i soldati catturati ai comandanti delle compagnie. Il numero previsto di ostaggi, si legge nel documento, è tra le 200 e le 250 persone”, ha riferito Kan News.

Queste informazioni, unite a una nuova e sofisticata barriera di sicurezza completata due anni prima dell’attacco, si riteneva che rendessero improbabile un simile assalto. Tuttavia, la barriera ha ceduto durante l’attacco di Hamas, evidenziando una significativa svista di intelligence e sicurezza.

Il team di investigazione dello Stato Maggiore dovrebbe presentare i primi risultati di questo fallimento al Capo di Stato Maggiore nelle prossime settimane, mentre il Paese cerca di capire come sia stato possibile un tale errore di sicurezza nonostante la conoscenza anticipata dei piani del nemico.

La guerra tra Israele e Hamas è iniziata il 7 ottobre quando Hamas ha lanciato un attacco, con migliaia di terroristi che si sono infiltrati dal confine con Gaza e hanno preso più di 240 ostaggi nella Striscia di Gaza.

Durante il massacro, sono stati uccisi più di 1.200 israeliani e stranieri, tra cui oltre 350 al festival musicale di Re’im e centinaia di civili israeliani nelle comunità al confine con Gaza.

120 ostaggi sono ancora prigionieri a Gaza.

staff del Jerusalem Post

 


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