Liberi in Veritate. Questo è il nome di un nuovo comitato che si è costituito tra associazioni libere per favorire lo sviluppo della persona umana e la sua capacità di giudizio.

Liberi in Veritate  riunisce La brigata dell’ovvio (Silvana De Mari), La Confederazione dei Triarii (Massimo Viglione), Iustitia in Veritate (Francesco Fontana), Spirito Di Verita TV, il Corriere delle Regioni e l’Accademia Nuova Italia.

La presentazione è avvenuta il 26 marzo 2022 a Villa D’Adda, nella sala grande della Comunità Shalom diretta da suor Rosalina, in un clima di grande entusiasmo. Molti gli interventi interessanti, sia quello di Corrado Ruini, Presidente del Comitato, sia quelli dei Presidenti delle diverse associazioni fondatrici. C’erano 340 convegnisti, attenti e partecipi, e ce ne sarebbero stati di più se per ragioni di spazio non fossero state chiuse le iscrizioni.

Il tema era la costruzione di una nuova società basata sulla verità e sulla libertà, come si può facilmente intuire dal nome che si è dato il Comitato stesso; per questo ho scelto, tra i contributi, quello dell’avvocato Francesco Fontana, che mi è sembrato il più organico e il più profondo, in quanto risale alle motivazioni di fondo dell’agire degli aderenti. Ecco la sintesi dell’intervento redatta dallo stesso autore. 

 

 

CHI SIAMO               COSA ABBIAMO A CUORE                   PERCHE SIAMO QUI

 

Liberi in Veritate nasce da persone che per grazia di Dio si sono riconosciuti avendo a cuore la verità, che ci ha permesso uno ad uno su impulso di Mons Viganò di incontrarci, riconoscerci e di unire le forze per un obiettivo molto semplice:

Abbiamo l’ardire e la pretesa di affermare che solo dalla verità nasce il riconoscimento di ciò che è bello, buono, giusto e dunque è vero.

E tale certezza abbiamo deciso di affermarla anche contro corrente – contro la narrazione di menzogna.

La sintesi di questo programma, che è enunciato in 25 punti, è il

ripristino dell’ordine del creato

Che potrebbe sembrare irrealizzabile, ma solo se consideriamo le nostre forze, mentre la realizzabilità dipende dall’affermazione della verità e dalla forza che scaturisce dal vero, dal bello e dal giusto e dall’essere dentro questa battaglia, consapevoli che la vittoria non è nostra e a noi compete solo dare la nostra disponibilità e fare la nostra parte, schierandoci dalla parte del nostro Re e addestrandoci in ginocchio (come ci ha detto Mons. Viganò nel video della giornata).

Il compito di capire da che parte stare spetta quindi anche al diritto, ed è per questo motivo che Iustitia in Veritate fa parte di questo progetto, per gli stessi motivi per cui siamo nati “sumus ad iustitiam nati neque opinione sed natura constitutum est ius”

Siamo chiamati alla giustizia fin da quando siamo nati, e sulla natura si fonda il diritto – non sull’opinione.

e dove la natura viene vivificata e purificata dal cristianesimo allora nasce un vero diritto giusto –

noi siamo per questo

DIRITTO

  • Ritorno a una concezione giusnaturalista, nel senso classico, del diritto, vincolato alla legge naturale e divina, contro ogni impostazione – tipica del pensiero contemporaneo – positivista, relativista e tecnocratica e individualista, totalitaria e a-morale.

 

Noi quindi siamo contro i sistemi economici e sociali che sacrificano i diritti fondamentali della persona o che fanno del profitto la loro regola esclusiva o il loro fine ultimo (cdcc 512);

perche’ ogni uomo ha diritto all’esercizio della libertà che è proprio di ogni uomo in quanto e’ inseparabile dalla sua dignità di persona umana (cdcc 365);

perche’ questa è la condizione necessaria affinche’ ognuno possa adempiere al proprio diritto e dovere di cercare la verità, e nessuno può essere forzato ad agire contro la propria coscienza (cdcc 444).

Noi quindi riconosciamo che il diritto naturale fonda e limita il diritto positivo, ed è legittimo resistere all’autorità qualora questa violi gravemente e ripetutamente i principi del diritto naturale (compendio della dottrina sociale della chiesa n. 400), come ci indica lo stesso San Tommaso “ si è tenuti ad obbedire…per quanto lo esige l’ordine della giustizia”  (summa theologiae).

Il fondamento del diritto di resistenza e’ quindi il diritto di natura ed è solo il ritorno al diritto naturale come ancora di ogni produzione anche normativa che può quindi scardinare l’odio che è diventato l’unico legame sociale mentre è solo un dispositivo di potere il cui scopo è il dominio e il controllo di tutto e di tutti.

Abbiamo assistito in questi due anni ad un continuo fomentare l’odio con provvedimenti che non hanno alcuna dignità legislativa, che hanno diviso tutti e discriminato dopo aver plagiato offeso la dignità e l’intelligenza di un popolo

Che hanno creato un odio feroce che abbiamo visto nelle parole e nei fatti non soltanto attribuibili a semplici cittadini ma provenienti dalle stesse autorità pubbliche o da pretese autorità scientifiche.

  • perche’ si è creata una autorità pubblica svincolata dal rispetto della dignità della persona
  • che non ha più alcuna autorevolezza
  • e si regge solo sulla forza di una impostura di posizione di potere di arbitrio che ha sviato la stessa natura del potere normalmente costituito
  • che ha indotto a pensare legittimo che una parte della popolazione possa essere privata di ogni diritto e della stessa condizione di soggetti di diritto.

Sono stati capovolti i fondamenti della civile convivenza, del diritto naturale, fondandoli e intrecciandoli con l’odio alimentato dalla paura di morire, a sua volta alimentata ad arte con la paura di ammalarsi in una società senza speranza con lo stravolgimento della socialità.

Prendiamo atto quindi che siamo nel pieno di una imposizione di un nuovo paradigma giuridico o del compimento di un nichilismo giuridico, cioè dell’affermarsi senza limiti o vincoli della legge del più forte, della concezione e pratica del diritto come puro potere.

Che ha creato il suo capovolgimento, attraverso la sua cancellazione completa e la sua conseguente sostituzione con qualcosa di completamente diverso.

Ciò era necessario proprio per poter dare un nuovo inizio all’intero ordinamento giuridico, per consentire al “padrone del mondo” detentore della leva del potere, di fare ciò che avrebbe voluto, di scrivere ed imporre le sue volontà, scollegate dall’impianto precedente e come galleggiante sul nulla mascherato dal compulsivo processo di neo normazione.

Il tutto favorito dalla assuefazione consuetudinaria di un popolo destrutturato senza padri e senza pastori con il coraggio di richiamare al diritto naturale secondo il coraggio di riconoscere cio’ che è giusto ancorato alla dottrina sociale della chiesa.

Solo questo giudizio ci permette di aprire gli occhi e rifiutare conseguentemente il castello di menzogne che tiene in piedi un tale orribile, ripugnante, mortifero disegno.

noi vogliamo vivere nella verità, vivere senza diventare complici della menzogna, per ricostituire una socialità fondata sulla verità.

Questa è la precondizione per esercitare, rivendicare con forza, i diritti e le garanzie previstI dall’ordinamento giuridico che, per quanto colpito al cuore, è tuttavia ancora vigente.

Altrimenti si finirà per portare acqua al mulino dei nuovi autocrati.

Ed e’ per questo che siamo qui e siamo in festa – Liberi in Veritate.

Per ritornare al principio: «et erit opus iustitiae pax» (is., 32, 17)[1], che si può tradurre: «la pace è l’opera della giustizia». opus iustitiae pax .

Perche’ ex iniura ius non oritur: dall’ingiustizia non puo’ nascere una legge giusta

Siamo quindi contro una concezione di sicurezza  securitas  come esito dello schiacciamento politico e militare del nemico, nemico ormai identificato apriori, in automatico.

Siamo contro chi cerca di proclamare che può esserci giustizia senza verita’, mentre noi crediamo ed affermiamo che l’abolizione della verità con l’espulsione della giustizia è l’aborto di ogni autentica pace e conduce inevitabilmente al più efferato dei totalitarismi.

Noi quindi affermiamo che l’uomo può dire Io sono perché quell’Unico che con piena verità ha potuto dire “io sono” è diventato l’unico vero impresentabile clandestino della nostra epoca.

Noi siamo gli operatori di questa epoca, affinche’ la Verita’ non sia sotto ricatto, esca dalla clandestinità,

e si affermi in ogni campo della vita

LIBERI IN VERITATE

 

 

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